Frasi omofobe rivolte a un arbitro durante una partita di calcio Juniores regionale in Liguria. Il giudice sportivo ha sanzionato il Levanto Calcio con un’ammenda di 125 euro. Nello stesso turno di campionati giovanili è stata inoltre sospesa una gara Under 17 tra Sammargheritese e Don Bosco Spezia per episodi di tensione e invasione di campo.
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Cosa è successo: le frasi omofobe e la decisione del giudice sportivo
Stando a quanto riportato dal quotidiano La Nazione, il provvedimento disciplinare relativo al campionato Juniores regionale riporta che, al termine del primo tempo di gara, alcuni sostenitori del Levanto Calcio hanno rivolto al direttore di gara “alcune espressioni omofobe”.
La qualificazione contenuta nel dispositivo è esplicita: non si parla genericamente di offese o insulti, ma di frasi con contenuto omofobo. Sulla base del principio di responsabilità oggettiva, la società è stata sanzionata con un’ammenda di 125 euro per il comportamento dei propri tifosi.
Nel sistema disciplinare federale, infatti, i club rispondono anche delle condotte poste in essere dai sostenitori durante le gare ufficiali. Le norme vietano espressamente ogni forma di discriminazione, inclusa quella basata sull’orientamento sessuale. Anche nei campionati dilettantistici e giovanili, tali comportamenti sono formalmente sanzionabili.
L’importo della multa è contenuto, ma nel dispositivo viene formalmente qualificata la natura omofoba delle espressioni contestate.
Calcio giovanile e responsabilità educativa
L’episodio si colloca nel contesto di un campionato Juniores regionale, che coinvolge atleti minorenni, dirigenti, famiglie e arbitri spesso giovani. In questo ambito, il linguaggio utilizzato sugli spalti contribuisce a definire il clima complessivo della competizione.
Le espressioni omofobe non sono assimilabili a semplici intemperanze verbali. Si tratta di frasi che richiamano una matrice discriminatoria e che incidono su un piano più ampio rispetto alla singola decisione arbitrale o alla tensione del momento.
Il richiamo disciplinare evidenzia che anche nei campionati di livello regionale l’attenzione verso il linguaggio discriminatorio è oggetto di vigilanza formale.
La gara Under 17 sospesa a Santa Margherita Ligure
Nello stesso turno di campionati regionali, il giudice sportivo è intervenuto anche sulla partita Under 17 disputata al “Boccardo” tra Sammargheritese e Don Bosco Spezia.
L’incontro è stato sospeso al 40’ sul risultato di 0-3 a favore degli ospiti dopo un parapiglia seguito all’espulsione di un giocatore della squadra di casa. Secondo quanto riportato nel provvedimento, alcuni sostenitori sarebbero entrati sul terreno di gioco, determinando una situazione ritenuta incompatibile con la prosecuzione della gara.
Il giudice sportivo ha omologato il risultato in favore del Don Bosco Spezia, disponendo un’ammenda di 400 euro e la penalizzazione di un punto in classifica per la società ospitante. Un dirigente è stato inibito fino al 26 marzo e un giocatore squalificato per tre giornate. Nessuna sanzione è stata invece adottata nei confronti dell’allenatore della Sammargheritese, ritenuto aver agito “in modo da preservare i giocatori di entrambe le squadre”.
Si tratta di un episodio distinto per natura, legato a profili di sicurezza e ordine pubblico, ma che si inserisce nello stesso scenario dei campionati giovanili regionali.
Discriminazioni nello sport: il rilievo delle parole
Se la gara sospesa richiama il tema della gestione delle tensioni in campo, il caso del Levanto Calcio pone al centro la questione del linguaggio discriminatorio nello sport.
Il fatto che il giudice sportivo abbia utilizzato la definizione “espressioni omofobe” nel dispositivo segnala che tali condotte non vengono considerate marginali. Anche nei campionati giovanili, il rispetto degli ufficiali di gara e delle persone coinvolte rappresenta un elemento centrale.
Il tema del linguaggio omofobo nel calcio non è isolato. Solo pochi giorni fa si è tornati a parlare del caso di Pascal Kaiser, arbitro tedesco aggredito per la seconda volta dopo aver chiesto la mano al compagno davanti a quasi 50mila spettatori durante una partita di Bundesliga. Kaiser, che aveva fatto coming out come bisessuale nel 2021, è stato colpito nuovamente davanti alla propria abitazione nonostante fosse prevista una forma di protezione. Un caso che ha riacceso l’attenzione internazionale sulle aggressioni omofobe nel mondo del calcio e sulla vulnerabilità degli arbitri e delle figure visibili che fanno coming out.
Il contesto ligure è diverso per gravità e dinamica, ma il filo conduttore resta il medesimo: il linguaggio utilizzato sugli spalti e contro gli arbitri non è neutro. Quando assume contenuti omofobi, rientra tra le condotte sanzionabili dai regolamenti federali e contribuisce a definire il clima culturale del calcio, anche nei campionati giovanili.

