Fotografie di arrendamenti cozy, confortevoli, su Pinterest. Immagini di vita bucolica in ville isolate raccolte su Instagram sotto l’hashtag cottagecore. Videogiochi wholesome, cioè che si propongono come alternativa sana a un’industria videoludica altrimenti tossica. E poi personaggi kawaii, carini, provenienti dal Giappone, e la filosofia hygge che viene dalla Danimarca passando attraverso il Regno Unito. Negli ultimi anni, internet e il mondo digitale in generale si sono riempiti di gentilezza e calore. Opere, trend e account cozy offrono un’apparente inclusività che piace alle comunità LGBTQIA+. Ma nascondono ideologie reazionarie e individualiste.

Lo hygge arriva dalla Danimarca
Nel Regno Unito tra 2015 e 2016 arrivò il momento dello hygge, intraducibile espressione danese che sintetizza la formula della felicità in Danimarca, almeno secondo gli editori britannici che l’hanno importata e reinterpretata. Hygge, che si pronuncia più o meno “iuga”, sarebbe la sensazione di stare al caldo, dentro casa, bevendo vin brulè insieme alla famiglia o a un piccolo gruppo di amicǝ. La scena è illuminata da candele. Fuori, infuria una gelida bufera invernale. Lanciato nel 2015 da un articolo della BBC, lo hygge nel Regno Unito è stato protagonista di “una valanga di libri, centinaia di profili sui quotidiani e un’infinità di vetrine invernali nei centri commerciali”, scrive Charlotte Higgins su The Guardian. In questa forma sostanzialmente reinventata nel Regno Unito, lo hygge è sbarcato anche in Italia.
Meme e videogiochi diventano wholesome
Nello stesso periodo iniziavano a diffondersi i meme wholesome, che sfruttano il linguaggio e le convenzioni dei meme per trasmettere messaggi positivi e incoraggianti in risposta all’usuale tossicità di internet. Dalla cultura di internet la tendenza è arrivata anche nel mondo dei videogiochi. Nel 2019, lo sviluppatore statunitense Matthew Taylor ha lanciato l’account Wholesome Games su X ( all’epoca Twitter), poi espanso in una serie di eventi trasmessi online, gli Wholesome Direct e gli Wholesome Snack. Lo scopo di Wholesome Games è promuovere videogiochi che siano appunto wholesome, un’alternativa accogliente e rilassante alle opere della grande industria videoludica. Tra le caratteristiche che rendono un videogioco wholesome ci sono l’assenza di violenza, il ritmo lento e pacifico, la semplicità delle meccaniche. La grafica è spesso sintetica e geometrica, richiama l’infanzia e l’illustrazione in un’ulteriore risposta ai videogiochi ad alto budget con le loro direzioni artistiche fotorealistiche e machiste. Il cast di personaggi è ampio e inclusivo, e anche per questo i videogiochi wholesome vengono molto apprezzati dalle persone che fanno parte delle comunità LGBTQIA+.

Un conforto cozy durante la pandemia
I vari trend cozy si sono però diffusi in occidente soprattutto durante la pandemia di COVID-19, quando si usciva poco e si cercava obbligatoriamente rifugio da un mondo infetto in ambienti e attività domestiche o in mondo virtuali. Pensate al successo di Animal Crossing: New Horizons di Nintendo (almeno 46 milioni di copie vendute), punto di riferimento per tutta la tendenza wholesome nei videogiochi. “Le rappresentazioni cozy che troviamo su Instagram sono prima di tutto legate a sicurezza e conforto, ma sono anche legate a ordine e controllo” scrive nel 2021 la giornalista Kathryn Jezer-Morton nella sua newsletter Mothers Under the Influence. “Tutto è al suo posto. La casa è pulita, le candele accese. Pare che niente dall’esterno possa disturbare il momento. Ciò che vediamo (il divano, i calzini, le candele) è importante quanto ciò che non vediamo. Confusione, disordine, l’imprevedibile realtà del mondo esterno”.
Le politiche dei trend cozy
È questa opposizione tra dentro e fuori, privato e pubblico, noi e loro ad accomunare le varie tendenze cozy e wholesome, che si tingono di connotazioni tradizionaliste, quando non proprio nazionaliste e reazionarie. Il termine hygge arriva in Danimarca dalla Norvegia e diventa parte della sua identità culturale nel XVIII-XIX secolo, quando il paese è costretto a lasciare a Norvegia, Svezia e Germania parte del suo territorio e reagisce chiudendosi in se stesso. L’atmosfera intima e familiare dello hygge non ammette intrusioni dall’esterno, né da parte del freddo invernale né da parte di persone che non accettino di conformarsi allo spirito nazionale danese. “Certo che lo hygge è escludente” dice la giornalista danese Lotte Folke Kaarsholm nel citato articolo de The Guardian. “Il punto con i paesi scandinavi è che possono funzionare solo se chiudi le frontiere. Hai tutti questi ideali di gentilezza, all’interno, ma perché la nostra solidarietà funzioni servono muri piuttosto alti”.

Quando nel Regno Unito le case editrici importarono e reinventarono il concetto di hygge era l’epoca immediatamente prima e immediatamente dopo il referendum sulla Brexit. Negli USA si avvicinavano intanto le elezioni presidenziali che sarebbero state vinte da Donald Trump. Come la Danimarca del XVIII-XIX secolo, il Regno Unito, gli USA e in generale l’occidente che guardava agli Stati Uniti d’America volevano imparare a nascondersi in comode tane e tagliare fuori il resto. Oggi, in una situazione di incertezza globale e di cambiamenti climatici e con l’inizio di una nuova presidenza Trump negli USA, il bisogno di rintanarsi in un buco è forse ancora più sentito e diffuso.
“Le persone sembrano sempre di più usare meme e immagini e video carini per mitigare la loro ansia, per star bene e avere cura di se stesse” scrive Aja Romano su Vox. “Per molte persone, questo può essere un modo di affrontare un momento storico di tensione e stress”. La fuga nel privato implica anche una (apparente) fuga dalla politica, dalle sue controversie e dalla dimensione contraddittoria e collettiva delle sue lotte. “Questa posizione non è ideologicamente neutrale” spiega però Jezer-Morton nella sua newsletter. “È una posizione che presume che fuori e dentro siano luoghi separati, ma questo non è mai stato vero per le persone che subiscono ingiustizie a livello sociale. Se sei vittima di disuguaglianze strutturali, il tuo non è un problema personale: è un problema che ti segue ovunque, e che ha origine fuori da te”. Ma quello che piace alle comunità LGBTQIA+ è il senso di sicurezza che questi trend offrono, la sensazione di essere in un safe space seppur unicamente domestico (e che la casa sia uno spazio sicuro non è scontato per chi non è cisetero) o virtualmente simulato.
Lofi Girl, musica cozy per studiare (e sopravvivere)
È una tensione evidente nella esasperata atmosfera cozy dell’etichetta discografica Lofi Girl, nota per il suo streaming nostop lofi hip hop radio 📚 beats to relax/study to su YouTube. Una giovane donna, disegnata e animata in uno stile che ricorda i film di Studio Ghibli, studia ascoltando la musica dell’etichetta Lofi Girl mentre un gatto guarda il panorama di Lione fuori dalla finestra. I colori sono caldi, come sembrano esserlo gli abiti della protagonista, l’arredamento pare uscito fuori da una bacheca di Pinterest. Possiamo aprire il canale mentre facciamo altro, magari proprio mentre studiamo, e lasciarci avvolgere dalla sua musica lo-fi, “a bassa fedeltà”, musica che cioè accetta imperfezioni di esecuzione e registrazione e che assume qui il tono nostalgico tipico delle “estetiche di internet”. Musica che sembra venire dal passato, nostalgia per un passato mai esistito. “Il mio approccio con i lo-fi beats to study and relax to è molto simile alla mia posizione sulle sostanze: l’unico metodo sensato è la riduzione del danno” ci scrive Enrico Monacelli, autore di Bassa fedeltà. Musica lo-fi e fuga dal capitalismo (Nero, 2024). “Dopotutto, l’utilizzo dei lo-fi beats è molto simile a determinate sostanze (penso agli alcolici, ad esempio): la ripetizione ipnotica, l’estetica inoffensiva servono a ridurre lo stress ambientale e modificare l’umore del soggetto. Rende la vita capitalista meno intollerabile, in breve. L’importante è che l’uso non inibisca la consapevolezza del perché e del quanto si deve fare uso di determinate tecniche di controllo psicologico per sopravvivere a questo mondo”.
Immagine di copertina: Immagine promozionale di Infinity Nikki di Papergames
