Sarà giudicato a processo l’autore dell’aggressione omofoba avvenuta a Cuneo nel febbraio 2023. Dimitri Gadaldi, 30 anni, stava festeggiando insieme a una comitiva di 14 persone il compleanno di un’amica in una vineria di via Saluzzo, nell’atmosfera di una serata a tema “anni Novanta e unicorni”. Indossava un cerchietto con un corno e orecchie, e l’accessorio aveva attirato l’attenzione di un coetaneo presente nel locale. Alla fine della serata, all’uscita, erano iniziati gli insulti: “Cenerentola” e altre offese di natura omofobica e sessista.
Quando Dimitri aveva replicato, dichiarandosi orgogliosamente queer, e di non sentirsi Cenerentola, quanto Biancaneve, il confronto era degenerato. L’aggressore lo aveva strattonato, buttato a terra e colpito con violenza, aggiungendo insulti omofobi quali “Ricc**one”. Solo l’intervento di tre amici di Dimitri aveva messo fine all’attacco.

“Sono stato aggredito soltanto perché sono una persona queer, mi è stato detto che non sono un uomo” aveva raccontato Dimitri a Gay.it all’epoca “Mi ha tirato un pugno alla spalla, mi ha afferrato e buttato per terra e ha iniziato a tirarmi calci alla schiena“. A quel punto un compagno dell’aggressore aveva rilanciato: “È un uomo, deve vedersela da solo”. Ma questo non aveva fermato Gadaldi dall’intento di denunciare. Il trentenne aveva commentato:
“È l’ennesimo esempio che non siamo tutelati. Per fortuna è accaduto in un momento in cui mi sento psicologicamente. Anni fa non sarei stato così forte e molte persone non lo sono e dopo una cosa così avrebbero paura ad uscire”
Gadaldi racconta nel video social di essere stato aggredito per quello che è. E aveva quindi sporto denuncia formale il giorno seguente, dichiarando di conoscere l’identità del suo aggressore. Oggi 19 dicembre la vicenda approda in Tribunale. L’aggressore è accusato di lesioni aggravate da discriminazione e motivi abietti e futili. Ha scelto il rito abbreviato, mentre Dimitri si è costituito parte civile.
Di seguito il video con cui Gadaldi aveva all’epoca denunciato il fatto sui social e spiega perché è importante denunciare gli episodi di omofobia.
AGGIORNAMENTO 20 dicembre 2024
L’aggressore, di nome Sofian Bouaki, nato a Crotone, ma residente a Cuneo, è stato condannato a 10 mesi di reclusione e 6mila euro di risarcimento per lesioni aggravate. L’avvocato di parte civile, Sergio Favretto, ha ricordato la mancanza di una legge di protezione dai reati di odo a sfondo omobitrasnfobico: “in Italia manca un reato specifico nei casi di discriminazione per orientamento sessuale, come invece in altri Paesi europei, e si può procedere solo per aggravanti. Resta l’importanza di questa sentenza in abbreviato, che inchioda l’imputato alla sua responsabilità”.
Visualizza questo post su Instagram
