Volto delle primissime, indimenticate edizioni del Grande Fratello, Daria Bignardi si racconta nel podcast Tintoria svelando alcuni aneddoti risalenti proprio a quel periodo, i primi anni Duemila. La giornalista era reduce dall’esperienza di Tempi moderni, nel pomeriggio di Italia 1, quando ricevette la proposta di condurre la prima stagione italiana del padre di tutti i reality, dal quale però scappò a gambe levate al termine del secondo anno.

Bignardi spiega che la scelta era caduta su di lei perché in Spagna, unico Paese nel quale il GF era andato in onda prima di approdare nel Bel Paese, la trasmissione era stata affidata a una presentatrice di costume. Mediaset probabilmente voleva riproporre quello schema anche in Italia e quindi fece la proposta proprio a lei. L’esperienza regalò alla giornalista una popolarità inaspettata, al punto che Paola Cortellesi ne fece un’imitazione di successo: “Io ero abbastanza a disagio, non ero portata, non avevo il piglio da attrice o persona da spettacolo” rivela Daria Bignardi. “Poi sentivo che dovevo farlo… che dovevo passare da lì, sapevo che non era il mio la prima serata, il reality show, infatti poi ho lasciato. C’è di buono che mi son comprata casa“.

Parlando del rapporto con i concorrenti confessa le proprie preferenze:

Li avevo conosciuti tutti prima che entrassero perché una volta dentro erano dentro, li vedevo quando uscivano, quindi non è che avevo rapporti particolari se non con Pietro che era un po’ speciale. Pietro Taricone era un ragazzo di cui si intuiva una profondità, anche una malinconia del suo essere un po’ spaccone, però non è che ci siamo tanto visti. Era il mio preferito, con lui c’era una specie di intesa di qualche genere.

E che ricordo ha di Rocco Casalino, che anni dopo sarebbe divenuto un volto della politica? “Mi ricordavo che la sua caratterizzazione era ‘l’ingegnere’ e aveva il profilo di quello ambiguo, ma non in quanto omosessuale, ai tempi poi non credo fosse nota la sua omosessualità, però era un po’ sfuggente”.

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Quindi la rivelazione: “Avevo un contratto credo per tre anni, dopo il secondo GF credo di essere rimasta incinta pur di non fare il terzo e ho avuto la mia seconda figlia”. Dopo quell’esperienza per lei sono arrivati altri impegni, come il fortunatissimo Le Invasioni Barbariche e la direzione di Rai3, esperienza che la diretta interessata non ricorda con entusiasmo:

Fare la direttrice di Rai3 è stato forse l’unico vero grande errore della mia vita. Ho accettato di farlo perché ero in un periodo particolare, mi ero ammalata, era una malattia seria, avevo fatto 4 cicli di chemioterapia. Mi era arrivata questa proposta e quando esci da una cosa così hai bisogno di non pensarci… quindi ho accettato questa follia di fare la direttrice di Rai3.

Malgrado tutto qualcosa da salvare c’è:

In realtà ho fatto anche tante cose belle, Sono Innocente, sugli errori giudiziari, o Stato Civile, sui matrimoni omosessuali e poi le persone che lavoravano a Rai3 erano molto brave, ho fatto tante amicizie. Però proprio non era il mio ruolo. Io sono un’autrice, lì invece è un altro lavoro. Per lavorare in Rai devi avere gli anticorpi […] Era una posizione di potere? Brutto! Io proprio non ci sto bene, non è il mio, ho fatto veramente molta fatica. Alla fine mi sono dimessa, rinunciando al denaro.

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