Questa mattina si è tenuto un incontro tra una delegazione di Arcigay, formata da segretario generale, Gabriele Piazzoni, e dal responsabile giuridico, Salvatore Simioli, e alcuni rappresentanti di Italia Viva, tra i quali i senatori Faraone e Cucca.
Abbiamo ribadito con forza che la legge contro l’omotransfobia deve essere approvata così com’è, senza prestarsi a ulteriori mediazioni con interlocutori che evidentemente vogliono indebolirne l’impianto e svuotarla, annacquando perfino i contenuti della legge Mancino. Il problema dei numeri necessari per l’approvazione non verrà risolto di certo da una mediazione con la Lega. I senatori di Italia Viva, dal canto loro, ci hanno rappresentato la volontà di cercare questa mediazione, prospettiva che ci lascia fortemente allarmati.
Parole, quelle di Gabriele Piazzoni, che rilanciano l’allarme nei confronti dei senatori renziani, da settimane al fianco della Lega nel chiedere modifiche al DDL Zan. Non a caso Italia Viva non ha firmato la lettera ieri inviata da Pd, 5 Stelle, LeU e Autonomie alla presidente del Senato Casellati, affinché quest’ultima intervenga per porre fine all’ostruzionismo di Ostellari e garantisca l’arrivo del DDL in aula entro luglio.
Faraone, capogruppo IV al Senato, ha però dato tutt’altra lettura all’incontro con Arcigay, definendolo “un confronto molto costruttivo: insieme al senatore Giuseppe Cucca abbiamo ribadito la necessità di una legge contro le discriminazioni omotransfobiche. Italia Viva è saldamente dalla parte dei diritti civili e sta lavorando per portare a casa la legge senza perder tempo. Questo pomeriggio in ufficio di Presidenza del Senato ci sarà un confronto che auspichiamo davvero risolutorio per interrompere lo stallo sul ddl Zan. Il nostro obiettivo è chiudere tutto in tempi certi per poi andare in aula“.
Nessun accenno a quelle modifiche fino a pochi giorni fa chieste a gran voce, sia dalle pagine dell’Avvenire che da Il Giornale. A quale gioco stia giocando Italia Viva, sulla nostra pelle, non è del tutto chiaro.
