Se negli Stati Uniti d’America l’amministrazione Trump vorrebbe vietarle per legge, nel Regno Unito le strisce pedonali ‘Pride’ finiranno in tribunale.
Una donna cristiana evangelica di 57 anni di Londra ha intentato una causa legale contro il Consiglio di Camden, celebre quartiere della città, per una serie di strisce pedonali dipinte con i colori della bandiera trans. Gli attraversamenti pedonali – inaugurati quasi quattro anni fa come simbolo di inclusione durante la Settimana della consapevolezza transgender – sono finiti in una disputa sulla libertà di parola, la neutralità politica e la visibilità LGBTQ+ negli spazi pubblici.
Blessing Olubanjo contro le strisce pedonali Pride
Blessing Olubanjo, membro del Christian Peoples’ Alliance Party, sostiene che queste strisce pedonali colorate violerebbero i suoi diritti di cristiana e di contribuente. Sostenuta dal Christian Legal Centre, la donna ha minacciato un’azione legale contro il Consiglio, sostenendo che i disegni a tema transgender rappresenterebbero “simboli politici”, violando le leggi del Regno Unito che impongono la neutralità nelle comunicazioni degli enti locali. “Come cristiana e contribuente, non dovrei sentirmi esclusa o emarginata da simboli politici negli spazi pubblici“, ha dichiarato Olubanjo. “Questo attraversamento diffonde il messaggio che solo un punto di vista è benvenuto. Non mi batto solo per me stessa, ma per chiunque si senta messo a tacere o emarginato da un attivismo screditato e dannoso imposto al pubblico da autorità locali ideologicamente controllate”.
Gli attraversamenti in questione – dipinti di azzurro, rosa e bianco – si trovano all’incrocio tra Tavistock Place e Marchmont Street a Bloomsbury, Camden. Installati nel novembre 2021, sono pensati come un omaggio alla storia LGBTQ+ della zona, oltre a sostenere la visibilità della comunità trans mai come in questo momento sotto attacco anche nel Regno Unito dopo la recente sentenza della Corte Suprema.
Al momento dell’inaugurazione, il consigliere Abdul Hai, membro del gabinetto di Camden per i giovani, le pari opportunità e la coesione, descrisse le strisce pedonali come una celebrazione dell’inclusione e un omaggio all’eredità queer della zona. “Questi attraversamenti non sono solo un’imponente dichiarazione visiva per contribuire a celebrare la consapevolezza transgender, ma servono anche a ricordare la ricca storia LGBTQ+ e la vita quotidiana attualmente presente nella zona di Bloomsbury e in tutta Camden.”
Olubanjo e il suo team legale sostengono che gli attraversamenti pedonali transgender violano la Sezione 2 del Local Government Act del 1986, che vieta ai comuni di pubblicare materiale che sembri promuovere partiti politici o ideologie. La loro affermazione si basa sull’interpretazione secondo cui gli attraversamenti pedonali stessi costituirebbero una forma di “pubblicazione” e che la comunicazione inclusiva per le persone transgender sarebbe intrinsecamente politica. Gli avvocati della donna hanno citato l’Human Rights Act del 1998, sostenendo che quelle strisce violano i suoi diritti alla libertà di credo e di espressione.
Andrea Williams, amministratore delegato del Christian Legal Centre, ha rilanciato le preoccupazioni di Olubanjo: “Questo non è il ruolo dell’amministrazione locale. Gli spazi pubblici non dovrebbero essere utilizzati per promuovere ideologie controverse che alienano le persone di fede e coloro che si attengono alla realtà biologica”. Williams ha poi puntato il dito contro i fondi pubblici utilizzati dal comune, che ammonterebbero a 10.464 sterline. “Denaro dei contribuenti utilizzato per una campagna politica”.
Il Consiglio di Camden aveva già negato qualsiasi collegamento specifico tra l’ubicazione degli attraversamenti pedonali e la vicina ex sede del Gender Identity Development Service (GIDS), noto anche come Tavistock Centre, servizio del NHS per l’assistenza di genere ai giovani chiuso in seguito alle raccomandazioni della Cass Review. Nel 2021 il Consiglio precisò come l’installazione mirasse a riflettere i valori inclusivi della comunità locale, e non a sostenere alcuna organizzazione o programma specifico.
Ma la denuncia di Olubanjo non è la prima e non sarà probabilmente l’ultima, nei confronti delle strisce pedonali “Pride”. Nel 2023 la baronessa Emma Nicholson di Winterbourne sostenne che un attraversamento pedonale dipinto con i colori dell’arcobaleno a Chiswick potesse scatenare emicranie ed epilessia. La Dott.ssa Katy Munro, specialista in cefalee presso il National Migraine Centre, chiarì che le strisce pedonali tradizionali, a causa del loro design bianco e nero ad alto contrasto, hanno in realtà maggiori probabilità di suscitare emicranie rispetto alle versioni multicolori. L’organizzazione per la difesa dei diritti contro l’epilessia aggiunse che non vi sono “prove” che le strisce pedonali colorate possano scatenare crisi convulsive.
