Eduardo Casanova: “Ho l’HIV, lo dico per me, lo faccio per dignità”, l’annuncio dopo anni di silenzio. Il nuovo progetto cinematografico per rompere lo stigma

L’attore e regista spagnolo racconta la sua scelta su Instagram e annuncia un documentario sull’HIV prodotto da Jordi Évole.

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Eduardo Casanova
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Eduardo Casanova, attore e regista spagnolo noto al grande pubblico per il ruolo di Fidel Martínez nella serie Aída, ha annunciato pubblicamente di essere una persona che vive con l’HIV. La rivelazione è arrivata attraverso un post su Instagram, in cui Casanova ha spiegato le ragioni della sua scelta e la volontà di rendere visibile una realtà ancora oggi segnata da stigma e silenzi. All’annuncio si accompagna anche la presentazione di un nuovo progetto cinematografico dedicato proprio al tema dell’HIV.

Eduardo Casanova

Eduardo Casanova, il post su Instagram: “Lo faccio con dignità”

Eduardo Casanova ha affidato ai social un messaggio diretto e senza mediazioni, scritto in prima persona. Nel testo, l’artista rivendica il diritto di parlare della propria condizione nei tempi e nei modi che sente più consoni: “Ho l’HIV. Oggi rompo questo silenzio così sgradevole e doloroso dopo moltissimi anni. Un silenzio che abbiamo custodito e sofferto in tanti, persone con VIH. Lo faccio quando voglio. Quando posso. Lo faccio per me, ma spero che questo possa aiutare più persone”.

Nel messaggio, Casanova sottolinea anche il legame tra la sua scelta e il linguaggio cinematografico, che considera il mezzo più autentico per esprimersi: “Lo faccio a modo mio, attraverso il cinema, che è il mio modo di comunicare. Ma soprattutto lo faccio con dignità. La dignità dovrebbe essere il modo in cui tutte le persone con HIV possano uscire allo scoperto”.

 

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Il documentario sull’HIV prodotto da Jordi Évole

Nel post, Casanova ha annunciato anche la realizzazione di un film documentario sull’HIV, prodotto da Jordi Évole e previsto per l’uscita nelle sale cinematografiche nel corso del prossimo anno. L’attore ha precisato che non si tratterà di un contenuto televisivo, ma di un’opera cinematografica pensata per il grande schermo, senza tuttavia svelare oltre: “Ci sarà tempo per spiegare altre cose”, si è limitato a dire.

Pur riconoscendo la complessità emotiva del momento, l’attore e regista ha dichiarato di sentirsi “profondamente felice” per aver compiuto questo passo, nonostante la paura e l’incertezza legate all’esposizione pubblica di una parte così intima della propria vita.

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Stigma e silenzio: i dati citati da Casanova

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Alla base della decisione di parlare apertamente c’è, secondo le intenzioni di Casanova, la volontà di contrastare uno stigma ancora molto diffuso. Nel suo messaggio, l’artista ha citato un dato significativo: “Circa l’80% delle persone con HIV non ha condiviso con quasi nessuno di avere l’infezione, a causa di uno stigma che ci condanna al rifiuto sistematico e più ingiusto del mondo”.

Una percentuale che, nelle sue parole, evidenzia quanto il silenzio continui a essere una condizione imposta più che una scelta, anche in contesti socialmente e culturalmente avanzati.

Silencio: la serie sull’HIV tra passato e presente

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Silencio, la serie con Omar Ayuso

In un’intervista rilasciata a El País, Casanova ha collegato il suo annuncio anche al lavoro creativo più recente, la serie Silencio, uscita lo scorso 1 dicembre, in concomitanza con la Giornata mondiale contro l’AIDS, su Movistar Plus+. La serie ripercorre l’evoluzione dell’HIV dagli esordi della pandemia fino all’oggi, utilizzando registri narrativi non convenzionali: “Combina umorismo, vampiri, critica sociale e attivismo”.

La serie intreccia due linee temporali. Durante la peste nera, due sorelle vampire si confrontano con la scarsità di sangue e con la necessità di sopravvivere in un mondo ostile. Secoli dopo, una loro discendente vive una condizione speculare nella Spagna colpita dalla crisi dell’AIDS, tra difficoltà quotidiane, relazioni affettive e il peso costante dei pregiudizi sociali. Attraverso questo parallelismo, la narrazione mette in relazione due emergenze sanitarie lontane nel tempo, esplorando il tema della sopravvivenza e dello stigma.

Casanova ha spiegato che Silencio rappresenta un passaggio importante nella sua carriera: “È la mia prima serie come showrunner, sceneggiatore e regista. Ho già diretto una serie su commissione, Nacho, ma questa è completamente mia”.

Durante la promozione della serie, Casanova ha più volte criticato le rappresentazioni tradizionali dell’HIV e dell’AIDS, giudicate limitanti e ripetitive: “Sono sempre le stesse: memoria, uomini omosessuali, uomini tossicodipendenti, catastrofe e morte”.

Per l’artista, il silenzio che ancora circonda le persone che vivono con l’HIV resta uno degli aspetti più problematici: “Il silenzio che vivono oggi le persone con HIV è terrificante”.

© Riproduzione riservata.

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