I sostenitori gay di Donald Trump sull’orlo di una crisi di nervi

Sondaggi alla mano, addirittura il 28% degli elettori LGBT d'America avrebbe votato Donald Trump.

trump
2 min. di lettura

Sabato pomeriggio Joe Biden è stato ufficialmente nominato 46esimo Presidente degli Stati Uniti d’America, ma il 45esimo, Donald Trump, continua a sbraitare sui social, millantando brogli mai in alcun modo provati e aizzando le folle che hanno votato per lui. D’altronde ben 70 milioni di americani hanno sognato la riconferma del tycoon alla Casa Bianca, comprese persone LGBT.

Sondaggi alla mano, addirittura il 28% degli elettori LGBT d’America avrebbe votato Donald Trump, molti dei quali sono da giorni sull’orlo di una crisi di nervi. Su Twitter lo sfogo dei suoi sostenitori è continuo, con centinaia di tweet indignati e a favore del presidente più omotransfobico della recente politica statunitense.

Come si possa sostenere, difendere, votare, un uomo che in 4 anni ha fatto di tutto per alimentare discriminazione e odio nei nostri confronti, dividendo ancor di più un Paese già di suo particolarmente polarizzato, non è chiaro. Ma se in Italia abbiamo i gay di destra fan di Salvini e Meloni, anche negli Usa non è che stiano messi tanto meglio.

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Anonimo 10.11.20 - 12:35

Ok, ora mi è più chiaro cosa intendevi, avevo in parte frainteso. Ovviamente è auspicabile da tutti che anche la destra italiana si avvicini alle posizioni di altri grandi partiti conservatori liberali come la Cdu tedesca o il partito conservatore britannico ma credo ci siano ragioni profonde e radicate se in Italia non abbiamo una destra autenticamente liberale, se non a parole (Forza Italia ama definirsi così ma nei fatti non lo è mai stato). Proprio queste ragioni profonde e radicate mi fanno essere pessimista sulla possibilità che la destra italiana possa evolversi in qualcosa di diverso da ciò che è, anzi, temo che continuerà a radicalizzarsi, la popolarità di personaggi cattofascisti come Salvini e Meloni ne sono la prova provata. La destra italiana è formata dagli eredi e i nipotini del partito fascista, di cui porta avanti slogan e politiche ideologiche/identitarie come Dio, Patria, Famiglia. Inoltre è legatissima alle gerarchie vaticane e questo condizionamento religioso cattolico ultraconservatore non faciliterà mai un'evoluzione in chiave liberale su temi come diritti LGBTQI+, aborto, ecc... Non a caso partiti come la Cdu tedesca o quello conservatore britannico si trovano in paesi di fede protestante e anglicana, non cattolica. Questo sicuramente fa un differenza enorme. Non sono del tutto d'accordo che prima di Sanders e Trump ci fosse questo grande spirito di unità tra Partito Democratico e Repubblicano. Le amministrazioni Reagan e Bush Jr., per esempio, sono state molto teocon e spostate a destra e su temi come i diritti civili lo scontro tra i due partiti furono durissimi. Sicuramente negli ultimi anni la situazione si è inasprita e radicalizzata su entrambi i fronti, di cui Sanders e Trump mi sembrano più un sintomo che una causa, con la differenza che Sanders rappresenta una parte minoritaria del partito democratico (purtroppo a mio avviso), mentre Trump si è letteralmente divorato il Partito Repubblicano. La stessa cosa è accaduta in Francia con la Le Pen, in Brasile con Bolsonaro, in Polonia con Kaczyński, in Ungheria con Orbán, in Germania con l'Afd, che ha numeri minori rispetto alla Cdu ma esprime rappresentati nei territori e nel parlamento tedesco, e persino in Gran Bretagna con Boris Johnson. Insomma, la radicalizzazione delle destra mondiale, al momento, mi sembra un processo inarrestabile e diffuso. Vedremo se la sconfitta di Trump riuscirà a risvegliare quello che resta della destra liberale e a porre un argine ai populismi/nazionalismi. Di sicuro quello di una destra autenticamente liberale in Italia è un percorso ancora tutta da costruire e iniziare, a differenza di altri paesi.

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bacibaci 10.11.20 - 8:39

E' che vero che la dx italiana è quella roba che dici tu, eccezion fatta per l'accusa di neoliberismo, ma non tocco il tema per non deviare dalla questione principale. L'errore che fai dipende da guardare solo ai gay invece che considerare tutte le categorie ed i temi che hai elencato. Probabilmente non si capiva tutto il mio ragionamento, parlavo dei gay, ma il discorso vale per tutto. 1) se i gay di dx portano la dx ad essere un pò gay-friendly, avremo una dx che magari non è favorevole a matrimonio e procreazione assistita etc, ma cmq dirà di sì a unioni civili e adozioni. 2) se le donne di dx portano la dx ad essere meno clericale e maschilista avremo che magari la sx è favorevole all'aborto in 4 casi mentre la dx solo per 2 casi. Lo stesso vale per gli altri temi, oltre a gay e aborto. Questo significa che passiamo da un mondo in cui ogni cosa sembra una guerra santa ad un mondo in cui c'è un patrimonio culturale, valoriale, legislativo condiviso e la battaglia elettorale si farà sulle sfumature, un conto è avere una dx la cui posizione maggioritaria è che l'aborto è un omicidio o che i gay sono pedofili, un altro conto è avere una dx che dice sì a unioni civili ed adozione ma no a matrimonio e pma, avremo così dx e sx che hanno sì posizioni diverse ma meno distanti. La riduzione di questa distanza è data da quello che è comune a dx e sx e più grande è, meglio è per tutti, perchè la società è più unita e minori sono i pericoli per chi perde le elezioni di perdere tutto. Questa cosa di cui parlo io non è fantasia, esiste già in altri paesi in cui non c'è questa polarizzazione che c'è in Italia e oggi anche negli usa. Se guardi alla Germania ed al dialogo tra spd e cdu, vedrai che questa cosa non solo esiste altrove, ma è un bene per tutti. Anche negli usa tra partito democratico e repubblicano , prima di Sanders e Trump, c'era questo spirito di unità. Sono di più le cose che ci uniscono che le cose che ci dividono. Oggi sempre meno americani la pensano così, ecco da dove viene il discorso di Biden. Torniamo all'Italia. La distanza siderale, su certi temi, tra la dx e la sx italiane di cui parli tu è reale, ma è proprio il frutto del rifiuto aprioristico del processo di cui parlo io secondo cui ognuno, gay o donna etc, deve contribuire a rendere la dx, visto che parliamo della dx, un pò gay-friendly , meno maschilista etc. Un conto è dire che tu cmq preferisci la sx, un altro conto è dire che la dx è per forza razzista, maschilista etc. Non l'ha prescritto il medico che la dx e la sx italiane siano quello che sono e che non possano cambiare, che poi ci voglia tempo, sia difficile etc etc siamo d'accordo, ma non si arriva a destinazione se uno non si mette in viaggio. In sintesi: 1) non intendevo dire che la dx deve essere gay-friendly e per il resto che può essere razzista o maschilista e che andrebbe bene così, ma che su ciascun tema, grazie a gay di dx, donne di dx etc, la distanza si può ridurre e ciò è un bene per tutti.

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Anonimo 10.11.20 - 0:58

Capisco cosa intendi ma non lo condivido in pieno. Se anche la destra diventasse un giorno gay-friendly come scrivi tu, cosa che ritengo impossibile sia per ideologia sia per mero calcolo politico, rimarrebbe comunque deprecabile, dal mio punto di vista, per le posizioni oscene che esprime su temi fondamentali come l'aborto e i diritti delle donne, le politiche sull'immigrazione e i diritti delle minoranze, sull'ambiente e l'economia. Ragionare solo in un'ottica di diritti LGBT+ mi sembra estremamente limitato e opportunistico, oltre che infattibile. I diritti sono tutti interconnesi tra loro e irrinunciabili. Non capisco come si possa essere gay e razzisti, antiabortisti, neoliberisti e negazionisti del cambiamento climatico.

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bacibaci 9.11.20 - 23:08

Per me la questione non è che esistano gay di destra. La questione è se i gay di dx riescono a fare della dx un movimento gay-friendly. Se i gay di dx rendono la dx un partito gay-friendly ed i gay di sx fanno lo stesso con la sx, per la comunità lgbt sarà la cosa migliore perchè i gay non correranno pericolo per i loro diritti, quale che sia la parte politica che vince le elezioni. Al contrario, se i diritti dei gay sono un tema di acceso scontro politico, perchè la dx o la sx non è stata resa gay-friendly rispettivamente dai gay di dx o di sx, si esporranno i gay al pericolo che vinca la parte politica anti-gay, che sia la dx o la sx, con le relative conseguenze, ad es. la nomina alla Corte suprema di giudici anti-gay.

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Anonimo 9.11.20 - 17:15

Ahahahah! Poveracci! Ma che problemi hanno questi?! Possono sempre fare una bella terapia di gruppo insieme ai gay di destra italiani. Già mi immagino i loro incontri: "Ciao, mi chiamo Christopher, sono un gay di destra e ho votato per Trump" e gli altri in coro "Ciao Christopher!".

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