Elodie a San Siro è la regina dell’inclusività: messaggi per la comunità LGBTQIA+ e bandiera palestinese sul palco – VIDEO

Elodie in concerto a San Siro: bandiere arcobaleno e palestinesi e tanti ospiti sul palcoscenico.

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Elodie a San Siro
Elodie a San Siro
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Il concerto di Elodie di domenica 8 giugno a San Siro, davanti a 45.000 persone, ha dimostrato che il palco può essere anche un’arena di condivisione per messaggi politici, oltre che uno spazio per interpretare le hit di maggior successo. 

Il suo primo stadio (in attesa del bis il 22 giugno al Maradona di Napoli) si è trasformato in uno spettacolo a 360°: quattro atti, decine di cambi d’abito e messaggi forti e inclusivi alternati da altrettante performance esplosive.

“Make Equality Great Again”: il messaggio di Elodie per la comunità LGBTQIA+

Elodie, in numerose occasioni, non si è mai tirata indietro nel sostenere i diritti di libertà e accoglienza. Lo slogan chiave del suo concerto campeggiava sul maxischermo luminoso (e parlava chiaro ancora una volta):

“Make Equality Great Again”.

Perché Elodie ha scelto di abitare la parte giusta del mondo.

E in ognuno dei 4 ATTI del suo show (“Audace”, “Galattica”, “Erotica” e “Magnetica”), la cantante romana ha regalato una riflessione sull’identità, il rispetto e la trasformazione. Il racconto passa anche per i corpi e le voci di ospiti eccezionali, come la drag queen Sypario, che ha incantato il pubblico con un monologo dedicato alla comunità LGBTQIA+. 

O come Ambrosia, che attraverso un cortometraggio ha raccontato il percorso di transizione e il coraggio che serve per cambiare pelle davanti a una società che, spesso, non ti vuole capire (e neppure accettare).

Elodie a San Siro

E poi ci sono state anche loro: Angel Mcqueen, Amanda Lewinsky, Naomi Tisdale e Jamila Solis. Drag queen con abiti haute couture che accompagnano Elodie durante l’esibizione di “Dimenticarsi alla 7”, brano presentato durante l’ultimo Festival di Sanremo.

Elodie parla poco durante la serata, ma interagisce con la sua musica. Appare emozionatissima, super concentrata. Durante l’interpretazione di “Tutta colpa mia” si scusa con il pubblico per un problema con gli auricolari, ma la performance viene fuori ugualmente perfetta e la canzone, a distanza di quasi dieci anni dalla sua prima esecuzione, viene inserita nuovamente in scaletta, perché adesso non esiste più l’incertezza di non avere un’identità musicale ben definita o di oscillare tra “la copia di…” e “mi sembra simile a…”.


Elodie apre le danze con un body e shorts di jeans, visibilmente commossa sulle note di “Tribale”. E da lì è un crescendo. In scaletta scorrono i successi che l’hanno resa una delle voci più riconoscibili del pop italiano: “Vertigine”, “Due”, “Guaranà”, “Dimenticarsi alle 7”. Ma c’è spazio anche per due momenti cult: un mashup micidiale tra “Hung Up” di Madonna e “I Feel Love” di Donna Summer – un omaggio non casuale a due icone queer – e la cover intimissima di “Niente canzoni d’amore”, tributo a Marracash, inclusa nel suo album “This is Elodie”.

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Il palco sensoriale di Elodie: tra vasche d’acqua e stanze in movimento

Un palco mobile, liquido, mutante. Nove ballerine e sei ballerini accompagnano Elodie tra vasche d’acqua, pedane mobili, giochi di luci e ledwall che trasformano ogni pezzo in un videoclip dal vivo. Uno spettacolo visivo, ognuno dedicato a una parte dell’identità artistica e personale dell’artista.

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Gli ospiti: Achille Lauro, Gianna Nannini, Gaia e Nina Kraviz

Il primo a salire sul palco è Achille Lauro. Insieme cantano “Folle città”, già interpretata a Sanremo 2025, e una versione da brividi di “Rolls Royce”. Ma è l’arrivo di Gianna Nannini a mandare il pubblico in visibilio. Con lei, Elodie canta “America” e si diverte: gioca, corre, si infila tra le gambe della rockstar. È un momento di puro godimento scenico e libertà. Gianna non manca anche di strizzare il seno di Elodie sul palco.


Chiude lo show l’amica Gaia, che ha aperto tutti i concerti del tour nei palazzetti, con “Ciclone” e un duetto inedito, “Chiamo io chiami tu”. Non manca nemmeno Nina Kraviz, superstar internazionale della musica elettronica, che regala un intermezzo techno che trasforma San Siro in un club a cielo aperto.

La bandiera palestinese e l’ultimo atto: “Bagno a mezzanotte” per la libertà

Il gran finale è “Bagno a mezzanotte”. Ma prima di uscire di scena, Elodie fa un gesto forte: sventola la bandiera palestinese, come già accaduto in precedenti concerti. Un atto di coraggio, una presa di posizione che non lascia spazio a interpretazioni. E poi saluta il suo pubblico con un messaggio che vale più di mille discorsi a scena aperta: diritti, libertà e uguaglianza.

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