Lo scorso primo Aprile la cantante Emeli Sandé ha fatto coming out in mondovisione. Pur non avendo ancora una definizione precisa, la cantante ha dichiarato di amare una donna e “intuire” una bisessualità. Qualunque etichetta sceglierà o non sceglierà, Sandé ha finalmente condiviso con il mondo un lato di sé che per anni ha cercato di tenere a bada. In un’intervista al National Student Pride, insieme a Cliff Joannu della rivista LGBTQIA+ Attitude, la cantante ha dichiarato di aver percepito una certa pressione a nascondere la propria sessualità: “Non mi è stato mai detto chiaramente di non farlo. Ma percepivo che non lo volessero, volevano che evitassi il coming out” racconta Sandé.

Durante l’incontro Sandé ha raccontato che in principio, temeva il coming out potesse influire sul suo lavoro: “Adesso, chi se ne frega. Non mi interessa se le persone non vorranno ascoltare la mia musica. Spero lo facciano. Ma devo essere vera, questo arriva per primo“.
Ma Sandé ha anche aggiunto che il suo attuale management le ha manifestato grande supporto, incoraggiandola ad essere sé stessa e non nascondersi: “Mi hanno detto che non posso vivere nella menzogna, e che avrebbero affrontato questa esperienza insieme a me. Mi hanno fatto sentire molto tranquilla, e sicuramente più libera”.
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Durante l’intervista la cantante ha ammesso di aver provato una certa confusione e vergogna verso la propria identità, e di essersi trasferita a Londra prima di tutto con l’esigenza di incontrare altre donne nere: “Forse è anche per questo che ho sentito di dover mettere questo lato di me in disparte, perché avevo questa urgenza di sentimi parte della comunità, ma ora eccoci qui. Sento che posso essere un po’ di tutto“. Sandé ha parlato anche della difficoltà che ha provato nell’esibirsi agli eventi LGBTQIA+, senza potersi mai esporre veramente, concludendo: “I Pride sono sempre stati di grande ispirazione”.
