Il Pride Month si celebra anche in India. Il 14 giugno, a Hyderabad, capoluogo dello stato di Telangana, andrà in scena il primo Interfaith Pride Fest dell’India. Il festival mira a unire e promuovere un dialogo tra queer e spiritualità in un ambiente sicuro e festoso. Organizzato da Dragavanti in collaborazione con Rubaroo, Mobbera Foundation, Humans of Nirvana e Bagh Bean Cafe, l’evento si terrà il 14 giugno presso il Bagh Bean Cafe a Jubilee Hills, dalle 17 alle 21.

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Interfaith Pride Fest: in India, il festival che unisce fede e orgoglio LGBTQ+
In India, molte persone queer si trovano costrette a scegliere tra la propria fede e la propria identità, come se le due dimensioni fossero inconciliabili tra loro. In merito al primo Interfaith Pride Fest, Patruni Chidananda Sastry, fondatorə di Dragvanti, ha affermato: “A molte persone LGBTQIA+ viene detto che non possono essere fedeli e queer allo stesso tempo. Alcuni vengono esclusi sia dagli spazi religiosi sia da quelli queer perché considerati troppo appartenenti all’uno o all’altro. Con questo evento, volevamo creare un luogo in cui entrambe le parti dell’identità potessero convivere con dignità e rispetto”.
Come persona che ha vissuto questo percorso sia a livello personale che artistico, Patruni Sastry ritiene che un evento di questo tipo fosse atteso da tempo dalla comunità indiana. Il festival si propone di superare i confini convenzionali, dando vita a una narrazione in cui omosessualità e spiritualità non solo coesistono, ma si arricchiscono reciprocamente.
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Fede e identità queer: un intreccio possibile

L’Interfaith Pride Fest offrirà un ricco programma di panel, conversazioni e performance, tutti incentrati sull’intersezione tra fede, identità e senso di appartenenza. Tra i temi affrontati: il percorso dei giovani all’interno dei propri sistemi di credenze, l’amore e l’impegno oltre le tradizioni religiose, l’esperienza dell’ateismo e la visione di un futurismo queer più inclusivo.
L’evento intende diventare un vero e proprio movimento, riunendo voci provenienti da contesti e fedi diverse per reclamare spazi spirituali inclusivi e costruire una comunità che celebri ogni dimensione dell’identità personale. Dragavanti apre le porte a tutte e tutti: persone queer, alleati, credenti di ogni religione e chiunque sia animato da curiosità verso le tematiche dell’identità e della spiritualità.
“Comprenderà performance dal vivo di artistə queer appartenenti a diverse tradizioni religiose, narrazione di storie, dialogo e momenti di condivisione in uno spazio sicuro. Non sarà un palcoscenico per dibattere teologia, ma uno spazio per condividere esperienze vissute reali”, ha precisato lə fondatorə.
Un evento del genere rappresenta una novità assoluta per Hyderabad. Secondo lə organizzatorə, può segnare un punto di svolta nel modo in cui si raccontano spiritualità e identità queer, offrendo finalmente spazio e voce a chi è stato a lungo ignorato o escluso da entrambe le narrazioni.
Chi è Patruni Chidananda Sastry

Patruni Chidananda Sastry, artistə multidisciplinare notə in tutta l’India per la sua straordinaria fusione tra danza classica, attivismo LGBTQ+ e innovazione creativa, è danzatorə, performer drag, imprenditorə e sostenitorə dei diritti umani. Patruni incarna l’intersezione tra arte e impegno sociale.
Fin dall’età di 7 anni, si è immersə nel mondo della danza indiana classica, formandosi in Bharatanatyam, Odissi e Kuchipudi con maestri di grande prestigio. La sua passione l’ha portatə a sviluppare un linguaggio personale e potente: l’”Espressionismo”, uno stile di danza pensato come strumento di narrazione e riflessione sociale. Le sue performance si trasformano in messaggi visivi che affrontano temi come salute mentale, diritti LGBTQ+, parità di genere e giustizia sociale.
“Sono unə artistə drag interreligiosə, cresciutə con forti influenze spirituali, e ho sempre cercato di esplorare questo legame attraverso il mio lavoro nella danza classica e nelle performance drag. Ho partecipato all’Interfaith Youth Leadership Program, che ha riunito persone di diverse fedi religiose e tradizioni spirituali per promuovere il dialogo e l’azione. Quel programma mi ha aiutato a capire quanto le conversazioni sulla fede possano essere trasformative quando sono radicate nell’empatia e nell’onestà”, ha spiegato.
Conosciutə anche con il nome d’arte Sas Who Ma, Patruni è unə pionierə della scena drag in India. Le sue performance uniscono danza, teatro, arte queer e politica, sfidando le norme tradizionali di genere e bellezza. In qualità di co-fondatorə di Dragvanti, lavora per la visibilità e l’inclusività delle performance drag in India, contribuendo a costruire una comunità queer forte e rappresentata.
Oltre alle sue attività artistiche, Patruni Chidananda Sastry conduce il podcast Drag Me to Heaven, uno spazio di confronto con leader religiosi, persone queer di fede e pensatorə impegnatə a ripensare il rapporto tra spiritualità e identità. Fa inoltre parte dell’International Visitor Leadership Program (IVLP), nell’ambito del quale ha rappresentato la comunità queer indiana, raccontando l’uso del drag come strumento di inclusione e dialogo interculturale.
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