Mentre Pamela Genini viene uccisa, la Lega blocca l’educazione sessuo-affettiva anche alle medie: Luxuria interviene

La coincidenza tra l’emendamento della Lega e l’omicidio di Pamela Genini riaccende i riflettori sull’importanza dell’educazione sessuo-affettiva nelle scuole.

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educazione affettiva educazione sessuale
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Nel giorno in cui l’Italia piange la morte di Pamela Genini, 29 anni, uccisa a coltellate dall’uomo che diceva di amarla, la Lega fa approvare in commissione Cultura un emendamento al disegno di legge sul consenso informato a scuola promosso dal ministro Valditara, che estende il divieto di parlare di educazione sessuo-affettiva anche alle scuole medie.

Due notizie che si rincorrono nelle stesse ore, segnando un cortocircuito inquietante tra politica e realtà: mentre si tenta di limitare ulteriormente gli spazi per parlare di rispetto, emozioni e parità di genere tra i più giovani, una donna viene uccisa da chi non ha saputo concepire l’amore senza possesso. A collegare simbolicamente questi due eventi è Vladimir Luxuria, che sui social interviene con forza dopo il femminicidio di Pamela, chiedendo di partire dalle scuole per insegnare l’educazione affettiva e il rispetto.

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L’educazione sessuale è sempre più necessaria

L’emendamento della Lega: stop ai progetti sull’educazione sessuo-affettiva anche alle medie

In commissione Cultura alla Camera, la Lega di Matteo Salvini, insieme a Roberto Vannacci e Rossano Sasso, ha presentato e fatto approvare un emendamento che vieta progetti e attività scolastiche legate alla sessualità e all’affettività anche alle scuole secondarie di primo grado.

Il testo, firmato dalla deputata Giorgia Latini, estende infatti il divieto già previsto per scuole materne ed elementari, escludendo dalle attività didattiche e progettuali ogni altra eventuale attività avente ad oggetto temi attinenti all’ambito della sessualità.

In sostanza, anche con il consenso dei genitori, gli studenti delle medie non potranno più partecipare a percorsi dedicati a educazione all’affettività e alle differenze, prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, contrasto alla violenza di genere, consenso e rispetto reciproco.

Un passo indietro che, come evidenziano molte voci dell’opposizione e del mondo educativo, priva i giovani di strumenti fondamentali per costruire relazioni sane e consapevoli. 

Occorre tuttavia ricordare che la modifica al ddl Valditara voluta e approvata dalla Lega dovrà ancora passare al vaglio delle Commissioni, della Camera e infine del Senato.

Vladimir Luxuria: “Partiamo dalle scuole, insegniamo il rispetto”

Vladimir Luxuria commenta il femminicidio di Pamela Genini
Vladimir Luxuria commenta il femminicidio di Pamela Genini

Dopo la notizia del femminicidio di Pamela Genini – uccisa a coltellate dall’ex compagno, Gianluca Soncin, sul terrazzo di casa della vittima –  Vladimir Luxuria ha condiviso un messaggio toccante, ricordando la giovane come “sorridente, solare e sognatrice”. L’attivista e conduttrice ha ricordato l’esperienza della giovane vittima di femminicidio durante la trasmissione da lei condotta, L’Isola di Adamo ed Eva nel 2015:

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“Ti ricordo così, Pamela Genini, sorridente solare e sognatrice. Avevi 29 anni e il tuo bellissimo corpo è stato sfigurato dalle coltellate di chi diceva di amarti. Eri la concorrente dell’Isola di Adamo ed Eva che conducevo e non ho dimenticato la tua purezza d’animo. BASTA BASTA BASTA!. Un’altra in meno”. 

 

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“Ricordo la sua puntata, la terza”, dice Luxuria. “Lei era una ‘seconda Eva’ per tentare l’Adamo della puntata, ma per sensibilità non accettò poi il corteggiamento per rispetto verso la ‘prima Eva’ l’altra ragazza che era già in coppia con Adamo. Una scelta che denotava attenzione, sensibilità”, ha aggiunto ancora Vladimir a RaiNews.

Al ricordo di Pamela, Luxuria ha voluto ribadire via social l’importanza dell’educazione affettiva nelle scuole, come forma di prevenzione contro la violenza:

“Partiamo dalle scuole, insegniamo da piccoli l’educazione affettiva e il rispetto… mi sembra di sentirle dentro le tue urla di aiuto… ma cosa succede in certi uomini?”.

Un concetto ribadito anche nel suo intervento a RaiNews: “Occorre una protezione sociale, non solo delle forze dell’ordine, e bisognerebbe partire dalle scuole, dalle famiglie parlare di educazione affettiva e sentimentale. Non ci si può assuefare ai tanti casi di femminicidio che avvengono”.

Che l’approvazione dell’emendamento e l’omicidio di Pamela Genini siano avvenuti quasi nelle medesime ore, non è solo una tragica coincidenza: è il segno di una contraddizione profonda nel Paese. Mentre la cronaca continua a raccontare di donne uccise per mano di uomini incapaci di gestire il rifiuto, la politica – almeno una parte – sceglie di togliere ai ragazzi la possibilità di imparare il linguaggio del rispetto.

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