Ferzan Ozpetek su Netflix con tre corti inediti. È la sua Trilogia di Istanbul

Tre cortometraggi che celebrano la sua città in tutte le sue meraviglie architettoniche e culinarie, abbracciando il cinema dei sentimenti tanto caro al regista de Le Fate Ignoranti.

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Ferzan Ozpetek su Netflix con tre corti inediti. È la sua Trilogia di Istanbul - istanbul trilogia - Gay.it

In attesa di Nuovo Olimpo, nuovo film in arrivo in streaming il prossimo 1 novembre, Ferzan Ozpetek sbarca su Netlix insieme a quasi tutta la sua filmografia. Da Harem Suare a Napoli Velata, passando per Le Fate Ignoranti, La finestra di fronte, Cuore Sacro, Mine Vaganti, Allacciate le Cinture e Rosso Istanbul. Otto film su 13 girati, con Il Bagno Turco, Saturno Contro, Un Giorno Perfetto, Magnifica Presenza e La Dea Fortuna al momento assenti e tre new entry importante, ovvero la cosiddetta “Trilogia di Istanbul”.

Tre cortometraggi firmati Ozpetek intitolati “Meze”, “Musica” e “Muhabbet”, a sei anni dall’ultimo suo film girato in Turchia, Rosso Istanbul. Meze e Muhabbet durano 22 minuti l’uno, mentre Music arriva ai 16 minuti di durata.

Ferzan Ozpetek su Netflix con tre corti inediti. È la sua Trilogia di Istanbul - meze - Gay.it

Protagonista di Meze è una ragazza che decide di sposarsi con un uomo che ha appena conosciuto. Ma le cose non vanno come sperato, con la delusione d’amore archiviata a tavola tra amiche e ziee con i suoi cari e i deliziosi “antipasti” chiamati meze. Nel cast spicca la presenza di Serra Yılmaz, storico volto dei cinema ozpetekiano.

Ferzan Ozpetek su Netflix con tre corti inediti. È la sua Trilogia di Istanbul - muhabbet - Gay.it

In Muhabbet, girato in parte anche a Roma, un uomo che si è allontanato dalla sua città natale intrattiene conversazioni profonde con gli amici e la famiglia mentre brinda, mangia e celebra la vita.

Ferzan Ozpetek su Netflix con tre corti inediti. È la sua Trilogia di Istanbul - Music - Gay.it

In Music un uomo alle prese con problemi di lavoro ha la possibilità di vedere come un evento apparentemente insignificante della sua infanzia abbia influenzato la vita di qualcuno.

Tre cortometraggi che celebrano la sua città in tutte le sue meraviglie architettoniche e culinarie, per Ozpetek, atteso alla Festa del Cinema di Roma per l’anteprima mondiale di Nuovo Olimpo, suo 14esimo film interpretato da Damiano Gavino e Andrea Di Luigi, Luisa Ranieri, Aurora Giovinazzo, Greta Scarano, Alvise Rigo, Giancarlo Commare e Jasmine Trinca. Un’opera ambientata a Roma, con una storia d’amore che attraversa tre decenni a partire dalla fine degli anni ‘70.  Al centro della trama due giovani venticinquenni che si incontrano per caso e si innamorano perdutamente, destinati poi a perdersi e a cercarsi per i trent’anni a seguire.

Ferzan Ozpetek su Netflix con tre corti inediti. È la sua Trilogia di Istanbul - Nuovo Olimpo 5 - Gay.it

Intervistato dal Corriere della Sera, Ozpetek ha parlato di una storia autobiografica, a lui accaduta appena arrivato nella Capitale a metà anni ’70.

Alla base di tutto c’è una vicenda che mi è successa davvero in quei miei primi anni romani. Un incontro mancato, ci aspettavamo in due luoghi diversi. Da tempo lo volevo usare come spunto, così come, pur avendo sempre dato molta rilevanza ai sentimenti non avevo mai raccontato una vera e propria storia d’amore, più interessato a storie corali. Però scrivendo con Gianni mi sono reso conto che parlando di Enea e Pietro, quei miei ricordi si mescolano a quelli di altri. Ne è uscito un film sulla memoria come unica fedeltà possibile”.

Anni ’70, ha ricordato Ferzan, a suo dire paradossalmente più liberi rispetto a quelli che stiamo vivendo oggi.

Era molto più facile conoscere le persone, al bar, al cinema, si organizzavano cene all’ultimo momento, un piatto di pasta al sugo e tu magari portavi una bottiglia di rosé Mateus. Nascevano amicizie. Anche lasciate al caso: non c’erano i telefonini, a volte era impossibile ritrovare qualcuno. Non c’erano i gay bar oppure le chat. Anche i cinema erano luoghi di incontro. Mi piaceva molto perché vedevo il film, poi rimanevo a rivederlo e magari ti poteva capitare di rimorchiare. Io all’epoca avevo una fidanzata, appunto, uscivo con lei e le raccontavo del mio incontro con qualche ragazzo. Si mescolavano molto i rapporti, senza preoccuparsi di dare definizioni precise. Allora la vita era così, si sperimentava, si coglieva l’attimo. Non stavi a dire io sono bisessuale. Era una mentalità aperta che poi è cambiata con l’arrivo dell’Hiv, quando si è chiuso tutto”.

Un film, Nuovo Olimpo, in cui vedremo anche scene di sesso tra Enea e Pietro molto esplicite. “Anche qui con grande naturalezza, e attenzione per gli attori che avevano chiaro che stavano interpretando dei personaggi. Come anche Enea e Alice. Non è una forzatura io facevo sesso con la mia amica, andavamo al cinema, poi scappavamo a casa, e io le parlavo del ragazzo che avevo incontrato”.

Sabato prossimo, quando la pellicola verrà presentata alla Festa del Cinema di Roma, potrete leggere la nostra recensione in anteprima.

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