L’ira funesta dell’azzurro
“Grave mancanza di rispetto verso il nostro partito e verso l’Italia intera“, ha tuonato il consigliere regionale Dozio (nella Regione Lombardia è la destra a governare), convinto che il vero scandalo non sia il vuoto legislativo che lascia scoperta la comunità LGBTIAQ+, dopo il vergognoso applauso con cui fu accolta la bocciatura del Ddl Zan nel 2021, ma l’ironia da sberleffo satirico di un’associazione che ha deciso di giocare con grafica e parole. “È una stupida provocazione – ha aggiunto Dozio – perché quest’anno il Pride si terrà proprio nella città del nostro fondatore Silvio Berlusconi“.
Il Brianza Pride sarà infatti ad Arcore il prossimo 27 Settembre (qui tutte le info). E ad Arcore, come noto, ha abitato Silvio Berlusconi per decenni. Per il consigliere Dozio, l’ombra del Cavaliere dovrebbe poter garantire immunità eterna da ogni parodia? Il pride nella piccola e ridente cittadina situata a nord di Milano aveva già destato le ire funeste della destra locale, che aveva bollato la scelta di Arcore per il Pride LGBTIAQ+ come una scelta divisiva e provocatoria.
Froci sì, ma con copyright
Il consigliere Dozio si è spinto oltre: “Quando Feltri definisce i gay froci, loro si offendono. Ma adesso la parola la usano liberamente accostandola al nostro simbolo”. Tradotto: l’insulto è legittimo se arriva da editorialisti di riferimento della destra, ma diventa “inaccettabile” se la comunità lo ribalta in chiave autoironica. Forza Italia, insomma, non difende i gay, difende il marchio.
La risposta di Brianza Pride
Oscar Innaurato, attivista di Brianza Pride, ha replicato con lucidità: “Oggi Forza Italia scopre che la parola ‘frocio’ può essere un insulto omofobo. Peccato che in Italia non esista una legge contro l’omofobia. Invitiamo il consigliere Dozio a partecipare al Brianza Pride: lì potrà capire cosa significa vivere senza tutele”. Innaurato ha confermato di aver donato la maglietta anche a Pierluigi Bersani (PD), il quale, secondo l’attivista, l’avrebbe accettata facendosi una risata.
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Dal “culone” a “Frocia Italia”
Le famigerate t-shirt, spiegano dall’associazione, sono state donate dal collettivo goliardico monzese Teodolesbia, che sui social commentano:
“Tornate in grande stile! Le nostre magliette hanno fatto colpo”
Oscar Innaurato aggiunge: “Credo che Berlusconi avrebbe apprezzato. Dopo il ‘culone’ alla Merkel e gli apprezzamenti poco felici su Rosy Bindi, questa ci pare una provocazione più che accettabile”.
C’è chi nella storia politica italiana ha costruito fortune sullo sberleffo sessista e chi, oggi, si scandalizza per un gioco di parole queer. Forza Italia invoca rispetto, ma dimentica che il rispetto, prima di pretenderlo, si conquista. Magari anche con una legge contro l’omobitransfobia, che il partito azzurro ha sempre contribuito a ostacolare.
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