Gay for pay o gay for fun? Giovani pornoattori crescono

Il fenomeno dei siti hot con performer amataoriali è in crescita. Ragazzi, etero, si prestano a scene gay. Si fanno chiamare 'gay a pagamento', ma sono la prova di come certi tabù stiano cadendo.

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Come forse saprete Ryan Oliver, Mr. Panama 2009, è stato squalificato perché si è scoperto che aveva realizzato un video hard per il sito gay seancody.com, e poco importa se lui è etero e se il video in questione era un semplice "solo" (ovvero una masturbazione). D’altra parte è in buona compagnia, visto che ultimamente parecchi ragazzotti che vengono "pizzicati" su certi siti non se la passano particolarmente bene. Lo scorso anno Paul Donahoe e Kenny Jordan (anch’essi etero) sono stati praticamente espulsi dall’Università del Nebraska (e dalla sua prestigiosa squadra di lotta greco romana, grazie alla quale stavano dando il via a una brillante carriera agonistica), perché avevano realizzato dei video col sito fratmen.tv. Fortunatamente ora hanno trovato posto all’Università di Edinboro, ma resta il fatto che il loro caso, come quello di Mr. Panama, è esemplificativo di una situazione che negli ultimi anni – grazie a internet – sta evolvendosi molto rapidamente. 

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Ormai sono centinaia, se non migliaia, i siti hard più o meno amatoriali che vivono reclutando nuovi ragazzi disposti a cimentarsi in performance più o meno spinte per il pubblico omosessuale maschile. Calcolando che tutti i suddetti siti vivono di abbonamenti, questo implica che devono presentare almeno un nuovo video ogni settimana, e facendo un rapido calcolo questo significa che ogni anno un numero imprecisato di ragazzi (ma siamo perlomeno nell’ordine delle migliaia) dà sfogo al suo esibizionismo e/o alla sua voglia/curiosità di praticare sesso gay. Molti di questi ragazzi si definiscono gay for pay (ovvero gay a pagamento), ma è lampante che per loro praticare sesso gay non costituisce un problema, così come non è un problema esibirsi consapevolmente – seppur virtualmente – per un vasto pubblico omosessuale sparso in tutto il mondo. Sintomo di una società in profondo mutamento per cui l’associazione all’omosessualità non costituisce più il problema di un tempo per molti giovani. 

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I problemi, semmai, arrivano quando vengono scoperti e risentono di un eventuale contesto sessuofobo circostante. Il punto però è un altro: il fenomeno dei siti gay amatoriali che reclutano con relativa facilità ragazzi bellocci e disponibili sta facendo emergere una realtà che per anni era stata circoscritta alle indagini statistiche e alle rivendicazioni della comunità omosessuale, ovvero che le persone – anche non esclusivamente gay – che possono indugiare in comportamenti omosessuali possono rappresentare una percentuale non proprio irrilevante della popolazione. Anche se generalmente si tende a citare studi datati come il rapporto Kinsey, indagini di questo tipo vengono periodicamente riproposte, confermando i risultati precedenti. L’ultima in ordine di tempo, realizzata Francia dall’agenzia Sofres, è stata resa pubblica proprio in questi giorni. Secondo la Sofres il 9% della popolazione francese avrebbe provato desiderio per una persona del proprio sesso (8% fra i maschi e 11% fra le femmine), mentre il 13% si sarebbe rifiutata di rispondere alla domanda. 

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Il 6% dei francesi dichiara di avere già avuto rapporti e/o relazioni omosessuali (6% fra i maschi e 5% fra le femmine), mentre il 12 %, anche in questo caso, si sarebbe rifiutato di rispondere. Lasciando perdere quell’ambiguo 12-13% di persone che, non si sa bene perché, non hanno voluto toccare l’argomento, perlomeno il 6% dei francesi non si dichiara esclusivamente etero, confermando a grandi linee il rapporto Kinsey degli anni 40. Negli anni 40, però, non c’era internet ad offrire anche una sorta di cartina di tornasole. Sicuramente è difficile dare un valore statistico al fenomeno di siti hard amatoriali, ma può essere indicativo il fatto che per comparire in quei contesti (a differenza dei siti 100% amatoriali come xtube) bisogna superare già una qualche forma di selezione (sia per quel che riguarda l’aspetto fisico, sia per quel che riguarda la "faccia tosta"), e fatte le dovute proporzioni si tratta di un indicatore da non sottovalutare.

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Oltretutto il fatto che in questi siti compaiono ragazzi normalissimi (per quanto carini), che possono addirittura aspirare a rappresentare la loro nazione (vedi Mr. Panama) o a fare carriera nello sport (vedi Paul Donahoe), può offrire ulteriori spunti di confronto e discussione a tutti coloro che hanno ancora dei pregiudizi sugli omosessuali, sui loro ideali di bellezza e sui loro gusti in fatto di uomini. I siti hard con performance amatoriali e semi amatoriali contribuiranno a sdoganare ulteriormente il tabù dell’omosessualità? Solo il tempo potrà dircelo.

di Valeriano Elfodiluce

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