Domenico, 19 anni, ballerino e studente di danza, ha scelto di raccontare pubblicamente l’aggressione omofoba subita a Genova nella notte tra il 3 e il 4 gennaio. L’episodio è avvenuto all’uscita di una discoteca della zona di Sampierdarena, a Genova, mentre il 19enne stava aspettando l’autobus per rientrare a casa. Secondo quanto ricostruito, il giovane è stato avvicinato da quattro ragazzi che lo hanno prima insultato con frasi omofobe e poi aggredito. Durante l’attacco, uno di loro lo ha colpito al volto con un coltellino, provocandogli ferite superficiali.
Il racconto si articola in due momenti distinti: il primo affidato a una serie di video pubblicati su TikTok poche ore dopo l’aggressione, il secondo ricostruito in modo più dettagliato nel corso di un’intervista rilasciata a Fanpage.it.

In questo articolo
- 1 Aggressione omofoba a Genova: il racconto di Domenico
- 2 L’intervento dell’autobus e il rientro a casa
- 3 Lo sfogo e l’annuncio della denuncia
- 4 Il secondo video: i ringraziamenti e la scelta di esporsi
- 5 La ricostruzione dell’aggressione
- 6 L’inseguimento e lo sfregio con il coltellino
- 7 La denuncia e i controlli nella zona
- 8 Le conseguenze personali e il ritorno alla quotidianità
Aggressione omofoba a Genova: il racconto di Domenico
Il primo video viene pubblicato a caldo. Domenico esordisce spiegando il motivo della registrazione: “Volevo raccontarvi un episodio molto brutto e che mi ricorderò a vita”. Nel filmato, visibilmente scosso, riferisce di essere stato vittima di un’aggressione omofoba avvenuta poco prima.
Secondo quanto raccontato, ad aggredirlo sarebbero stati alcuni ragazzi, “forse ubriachi”, che lo avrebbero preso di mira mentre si trovava alla fermata dell’autobus. Domenico elenca gli insulti ricevuti: “Sono volate parole come “gay”, “fr*cio di m*rda”, “muori”, “sparisci”, “perché vivi”, “perché esisti””. Durante il racconto, la voce si spezza più volte e il ragazzo non riesce a trattenere le lacrime.
Nel video spiega di aver deciso di rinunciare all’autobus e di proseguire a piedi, nel tentativo di allontanarsi. Uno dei ragazzi, però, lo avrebbe seguito. “Mi ha preso dal giubbotto, mi ha chiesto dove andassi, ha tirato fuori il coltellino e mi ha fatto questo”, dice, mostrando le ferite riportate sul volto.
@domenicoo__cerqua♬ suono originale – domenico
L’intervento dell’autobus e il rientro a casa
Sempre nel primo video, Domenico racconta che l’aggressione si è interrotta solo grazie al passaggio di un autobus. “Ho avuto tanta paura, tantissima, però per fortuna è passato il bus in quel momento. È stato veramente una salvezza, l’autista, soprattutto, che ringrazio”. Il conducente lo avrebbe aiutato a calmarsi e lo avrebbe accompagnato fino a casa.
Nel racconto emerge anche una riflessione immediata sulle conseguenze dell’accaduto: “Questa cosa mi sarà servita da lezione. Innanzitutto non tornerò più da solo”. Domenico sottolinea di non essersi mai aspettato una simile aggressione e si interroga sulle motivazioni: “Io non devo aver paura di tornare da solo a casa. Perché? Perché potrebbero esserci dei ragazzini per strada che potrebbero picchiarmi da un momento all’altro perché sto vivendo la mia vita”.
Nel video precisa di non aver fatto nulla per provocare l’episodio: “Non faccio del male a nessuno. Non capisco il perché di così tanta cattiveria nel mondo”.
Lo sfogo e l’annuncio della denuncia
Nel proseguire del video, Domenico chiarisce le sue intenzioni: “Non voglio fare la vittima”, spiega, aggiungendo di aver deciso di parlare “per far capire quanta ca**o di m*rda abbiamo in questa ca**o di vita, in questo mondo di m*rda”. Parole dure, pronunciate in uno stato di forte agitazione emotiva.
Il 19enne annuncia anche l’intenzione di denunciare l’accaduto: “Denuncerò assolutamente perché non è ammissibile una cosa del genere nel 2026”. Si rivolge infine direttamente agli aggressori: “Se voi ragazzi che avete fatto questa cosa state guardando questo video, siete dei pezzi di m*rda, non meritate nulla dalla vita e non so che insegnamento vi hanno dato i vostri genitori”.
Il messaggio si chiude con un invito alla prudenza e alla reazione: “Non abbiate paura di difendervi. Io ora mi devo riprendere, ho avuto tanta paura. Tremo ancora se ci penso, ma so che mi riprenderò”.
Il secondo video: i ringraziamenti e la scelta di esporsi
Nei giorni successivi, Domenico ha pubblicato un secondo video per ringraziare le persone che gli hanno scritto messaggi di solidarietà. “Io ora sto meglio, ovviamente devo ancora riprendermi dal trauma, soprattutto per le parole che mi sono state dette e che erano veramente pesanti”, spiega.
In questo secondo intervento chiarisce le motivazioni che lo hanno spinto a rendere pubblica la sua esperienza: “Ho voluto raccontare la mia storia per sensibilizzare sull’argomento e per questo non mi fermerò, perché tutti sappiano in che mondo viviamo e che bisogna prendere dei provvedimenti subito su questo argomento a cui non si dà tanta importanza”.
@domenicoo__cerqua♬ suono originale – domenico
La ricostruzione dell’aggressione
In un’intervista rilasciata a Fanpage.it, Domenico fornisce una ricostruzione più dettagliata dei fatti. Racconta che l’aggressione è avvenuta “più o meno alle 5 del mattino” e che in strada “non c’era molta gente”. Dopo essere uscito dal locale, si era diretto verso la fermata dell’autobus, come fa abitualmente.
“Solitamente mi sento abbastanza sicuro, ma quella sera ho capito in fretta che c’era qualcosa di diverso, infatti ho subito telefonato alla mia amica”, spiega. Durante la videochiamata, però, il gruppo di ragazzi avrebbe continuato a osservarlo e a commentare ogni suo gesto. “Quando ho riso un po’ più forte in videochiamata con la mia amica, loro sono scattati”.
L’inseguimento e lo sfregio con il coltellino
Domenico racconta di aver deciso di allontanarsi a piedi per evitare problemi, ma uno dei ragazzi lo avrebbe seguito. “Non volevo problemi, mi sono alzato e ho deciso di tornare a casa a piedi, ma purtroppo uno di loro mi ha seguito”. Dopo pochi metri, l’aggressione: l’uomo lo avrebbe afferrato per il cappuccio del giubbotto, costringendolo a voltarsi, e lo avrebbe colpito al volto con un coltellino.
“Per fortuna in quel preciso istante è passato l’autobus”, ribadisce. Il conducente lo ha aiutato e accompagnato a casa. Domenico spiega di non essersi recato subito al pronto soccorso perché “le ferite erano superficiali”, ma di aver sporto denuncia contro ignoti il giorno successivo.
La denuncia e i controlli nella zona
Un elemento che complica le indagini è l’assenza di telecamere di videosorveglianza nella zona della fermata. “I carabinieri sono stati molto gentili, mi hanno detto che avrebbero rafforzato i controlli e che avrebbero fatto altri accertamenti”, racconta Domenico. Nei giorni successivi, riferisce di aver notato una maggiore presenza delle forze dell’ordine nell’area.
“Purtroppo ora è difficile trovare quei ragazzi”, aggiunge, spiegando però di sperare che la sua denuncia possa servire a tutelare altre persone: “Vorrei che altri giovani come me potessero sentirsi tutelati mentre tornano a casa”.
Le conseguenze personali e il ritorno alla quotidianità
Domenico racconta anche le difficoltà immediatamente successive all’aggressione. “Subito dopo non ho voluto vedere un medico o andare a denunciare. So che era la cosa giusta, ma non ne ho avuto la forza»” spiega. Nei giorni seguenti ha ricevuto il supporto dei coinquilini e della famiglia, che vive a Caserta.
Colpisce, nel suo racconto, l’età degli aggressori: “Probabilmente avevano la mia età, forse intorno ai 18 o i 19 anni”. Un dato che rende l’episodio ancora più difficile da elaborare per il ragazzo, che definisce quanto accaduto come il punto di arrivo di “un periodo molto buio della mia vita”.
Ora l’obiettivo è tornare a concentrarsi sullo studio in Accademia di danza. “Piano piano mi riprenderò”, conclude. Resta però una scelta maturata dopo l’aggressione: “Da oggi in avanti cercherò di non tornare più da solo a casa”. Una decisione che Domenico definisce ingiusta, ribadendo: “Non ho “cercato guai” o fatto nulla di sbagliato”.
