La sessione legislativa dello stato americano della Georgia si è chiusa nella notte del 3 aprile 2026 senza che un solo provvedimento contro la comunità LGBTIQ+ riuscisse a diventare legge. Più di venti disegni di legge sono stati affossati, tra essi il divieto di pratiche di affermazione di genere per minori, il bando dai bagni scolastici per studenti trans, una legge sulla libertà religiosa che avrebbe aperto la strada a discriminazioni diffuse, e la criminalizzazione dei bibliotecari che condividono contenuti LGBTIQ+.
Georgia Equality, ong per i diritti nello stato del sud-est USA, ha parlato di vittoria storica: oltre 2.500 persone hanno contattato i propri legislatori, quasi 400 si sono presentate di persona al Campidoglio. Una mobilitazione inedita per i diritti LGBTIQ+ in un’area solitamente conservatrice.
Scrive Georgia Equality:
Dopo una lunga notte trascorsa al Campidoglio per concludere la sessione legislativa del 2026, siamo felicissimi di annunciare che CE L’ABBIAMO FATTA! Abbiamo sconfitto TUTTE le leggi anti-LGBTQ! Delle quasi 15 proposte di legge anti-LGBTQ contro cui abbiamo lottato in questa sessione, le abbiamo bloccate tutte!
Nonostante le tattiche scorrette messe in atto nelle ultime settimane, oltre 2.500 di noi hanno contattato i propri rappresentanti e quasi 400 si sono recati al Campidoglio per far sentire la propria voce di persona.
Questa vittoria è da condividere con ognuno di noi che si è fatto avanti, ha partecipato attivamente, ha diffuso la notizia e ha alzato la voce collettivamente contro l’ingiustizia. Grazie, grazie, grazie!
Il dato politico fa notizia: la Georgia è uno stato che a novembre 2024 ha votato Donald Trump, con un margine di tre punti percentuali su Kamala Harris. Appena quattro anni prima, Biden l’aveva strappata ai repubblicani per meno di 12mila voti. Eppure l’innamoramento MAGA non ha impedito alla mobilitazione civica di bloccare un’agenda legislativa che rispecchiava fedelmente le priorità dell’amministrazione federale fedele a Trump.
Il contesto nazionale è quello di un’offensiva senza precedenti: quest’anno sono stati presentati oltre 700 provvedimenti anti-trans in 42 stati americani. 21 Stati USA su 50 vietano i bagni alle persone trans. La direzione imposta da Washington, dagli ordini esecutivi di Trump sull’identità di genere alle pressioni sui sistemi scolastici, alla transfobia applicata allo sport, ha incoraggiato le maggioranze repubblicane nei parlamenti statali a legiferare di conseguenza. Per la California la Corte Suprema ha sentenziato che le scuole possono rivelare ai genitori se i loro figli si identificano come persone trans.
Eppure qualcosa si sta inceppando nella narrazione trumpiana, anche sui temi LGBTIQ+, come accade sui temi geopolitici che disegnano in questi giorni un crollo verticale della leadership USA nel mondo.
“I georgiani vogliono di più delle distrazioni della guerra culturale; meritiamo soluzioni che affrontino l’accesso all’assistenza sanitaria, il costo della vita e alloggi più accessibili” spiega Jeff Graham di Georgia Equality “Questo risultato è merito di ogni georgiano che ha lavorato instancabilmente per difendere i nostri cari, vicini e amici LGBTQ+. Crediamo che la situazione stia cambiando non solo qui in Georgia, ma in tutto il paese”
La resistenza non è uniforme, e sarebbe sbagliato leggerla come un’inversione di tendenza consolidata in tutti gli Stati. In Florida e West Virginia le sessioni 2025 si sono chiuse senza che un solo provvedimento anti-LGBTQ+ diventasse legge. In Arizona la governatrice democratica Katie Hobbs ha posto il veto su ogni disegno di legge ostile ai diritti LGBTIQ+ arrivato sul suo tavolo. Ma altrove il quadro è opposto: Utah, Idaho e Wyoming hanno approvato nel 2025 decine di leggi contro le persone trans, dai bathroom ban alle restrizioni sulle cure gender-affirming, dal divieto delle bandiere pride nelle scuole all’obbligo per i dipendenti pubblici di ignorare i pronomi richiesti. E il contagio non si ferma: appena tre giorni fa l’Ohio ha approvato un ban per le drag queen, provvedimento già preso dal Texas nel febbraio 2026.
Intanto, in vista delle elezioni di medio termine di Novembre 2026, Trump sta tentando di manipolare i regolamenti per ridurre l’affluenza al voto di categorie, a suo dire, storicamente schierate con i democratici: un percorso che potrebbe portare addirittura al divieto di voto per persone trans che non abbiano documentin in regola con il propio genere biologico. Un tilt di convivenza civile che, secondo quanto emerso già nel 2025, sta inducendo molte persone trans americane ad armarsi di fucile e pistola. Risposte legislative come quelle della Geogia possono garantire la tenuta del sistema liberal-democratico USA davanti alla spaccatura sempre più profonda della società, il cui esito ad oggi non è immaginabile.
