Archiviata Kristi Noem, fino a poche settimane fa Segretaria alla Sicurezza Interna degli Stati Uniti d’America ora reinventata “inviata speciale per lo Scudo delle Americhe” dopo un anno di caos assoluto nella gestione degli agenti ICE, Donald Trump ha licenziato anche Pam Bondi, 60enne procuratrice generale, ovvero ministra della Giustizia d’America.
Al dipartimento della giusitizia il presidente ha spedito il vice procuratore generale Todd Blanche, ovvero il suo ex avvocato personale. Rumor alla mano, Trump sarebbe rimasto indispettito dalla gestione degli Epstein files da parte di Bondi, “colpevole” inoltre di aver avviato troppe poche indagini e azioni penali nei confronti dei suoi avversari politici.
Tutt’altra stoffa ha avuto Bondi nel perseguire coloro che sostenevano i diritti delle persone transgender.
Pam Bondi e l’anno di transfobia da procuratrice generale
Nell’aprile del 2025 Bondi emise una direttiva a tutti i dipendenti del Dipartimento di Giustizia per far rispettare l’ordine esecutivo di Trump sulle cure di affermazione di genere per i minori trans. Il memorandum includeva richieste di redigere e promuovere una nuova legislazione che vietasse tale pratica, istituire una coalizione federale contro le cure di affermazione di genere per i minori, indagare sui fornitori di cure per persone trans e una direttiva per perseguire le case farmaceutiche che “ingannano il pubblico” sugli effetti collaterali di tali cure.
Pochi mesi dopo il Dipartimento di Giustizia di Bondi ha richiesto a quasi due dozzine di ospedali in tutto il paese di fornire informazioni personali sui pazienti che avevano ricevuto cure di affermazione di genere. Un mandato di comparizione emesso al Children’s Hospital di Philadelphia richiedeva all’ospedale di fornire la documentazione contenente i nomi dei pazienti, le date di nascita, i numeri di previdenza sociale e le informazioni sui loro tutori per chiunque avesse ricevuto bloccanti della pubertà o terapia ormonale. La richiesta includeva anche registri di fatturazione, richieste di rimborso assicurativo, fascicoli del personale di coloro che avevano prescritto farmaci e “ogni documento o registrazione di qualsiasi tipo” riguardante le cure di affermazione di genere.
A dicembre 2025 Bondi ha incaricato l’FBI di reprimere le cosiddette “organizzazioni terroristiche interne“, tra cui figuravano quelle che “promuovono un’ideologia di genere radicale“. Parte del piano prevedeva una ricompensa in denaro per chiunque fornisse informazioni su queste organizzazioni. Il memorandum incoraggiava i procuratori a perseguire penalmente chiunque si rendesse responsabile di forme di protesta, tra cui “picchettaggi o manifestazioni con l’intento di ostacolare l’amministrazione della giustizia”, ”ostruzione durante disordini civili” e “fornitura di supporto materiale ad attività terroristiche“.
Secondo quanto riportato dalla CNN, così come a Noem anche a Bondi sarà offerto un ruolo diverso, all’interno o all’esterno dell’amministrazione.
“Pam Bondi è una grande patriota americana e un’amica fedele, che ha servito con lealtà come mia procuratrice generale nell’ultimo anno“, ha scritto Trump su Truth. “Pam ha svolto un lavoro straordinario nel guidare una vasta stretta contro la criminalità in tutto il nostro Paese, con gli omicidi scesi ai livelli più bassi dal 1900. Adoriamo Pam e passerà a un nuovo lavoro molto necessario e importante nel settore privato, che sarà annunciato in una data prossima, mentre il nostro vice procuratore generale, un giurista di grande talento e rispettato, Todd Blanche, assumerà l’incarico di procuratore generale ad interim“.
Bondi era stata una degli avvocati difensori di Donald Trump durante il suo primo processo di impeachment, oltre ad aver guidato il settore legale dell’associazione America First Policy Institute, allineata a Trump, fino al 2024. L’incarico di procuratrice generale degli Stati Uniti d’America era stata una sorta di ‘ricompensa’ per la sua assoluta fedeltà al tycoon, evidentemente tradita negli ultimi mesi.

