Texas, Corte d’Appello dà il via libera all’ambiguo divieto per gli spettacoli drag

Una folle e pericolosa battaglia sulla libertà di espressione che va avanti da tre anni, tra sentenze contrastanti e censure incostituzionali.

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Texas, Corte d'Appello dà il via libera all'ambiguo divieto per gli spettacoli drag - Brigitte Bandit drag del Texas. Foto IG - Gay.it
Brigitte Bandit, drag del Texas. Foto IG.
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La Corte d’Appello del 5° Circuito degli Stati Uniti ha stabilito che il contestato divieto di esibirsi in drag in Texas al cospetto di minori può entrare in vigore a partire dal 18 marzo. Ne dà notizia LGBTQNation.

Ma andiamo con ordine. Nel giugno del 2023 il governatore repubblicano del Texas Greg Abbott firma la S.B. 12, legge che criminalizza le esibizioni “sessualmente esplicite” in presenza di minori. Sebbene la legge non menzionasse specificamente il drag show, lo stesso Abbott ha successivamente dichiarato che la legge vietava le esibizioni in pubblico. La legge definiva tali esibizioni come quelle in cui “un artista uomo [si esibisce] come una donna, o un’artista donna che si esibisce come un uomo, che usa abiti, trucco o altri segni fisici simili e che canta, fa playback, balla o si esibisce in altro modo davanti a un pubblico“. Di fatto, la descrizione di un drag show.

La legge definisce poi un’esibizione come “sessualmente esplicita” se “fa appello al desiderio pruriginoso per il sesso” e l’artista commette un “contatto effettivo o simulato” tra una persona e “i glutei, il seno o qualsiasi parte dei genitali” di un’altra persona. Secondo la legge, sia gli artisti che i locali che ospitano tali spettacoli al cospetto di minori di 18 anni rischiano una multa di 10.000 dollari e fino a un anno di carcere.

Tre anni di battaglie legali in nome della libertà drag

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Brigitte Bandit, drag del Texas.
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Nell’agosto del 2023 l’American Civil Liberties Union (ACLU) del Texas ha intentato una causa per conto delle drag queen locali, contestando la legge. La denuncia sosteneva che incostituzionalmente individuasse gli artisti drag ed era così ampia da criminalizzare “un‘enorme fetta di attività protette dalla Costituzione, tra cui il teatro, il balletto, la commedia e persino il cheerleading“. Nel settembre del 2023 il giudice distrettuale statunitense David Hittner ha annullato il divieto, affermando che “viola in modo inammissibile il Primo Emendamento e limita la libertà di parola“. L’ordinanza definiva “incostituzionale” la S.B. 12 per cinque motivi indipendenti, emettendo un’ingiunzione permanente che impediva al procuratore generale del Texas e ad altri imputati governativi di applicarla. Successivamente la Corte d’Appello ha accettato di esaminare il caso, lo scorso novembre, annullando ora l’ingiunzione di Hittner e consentendo di fatto l’entrata in vigore della legge. Secondo la Corte i querelanti non avevano la legittimazione giuridica necessaria per contestare la legge, poiché le loro performance in drag non sarebbero sufficientemente a sfondo sessuale da rischiare persecuzioni ai sensi della formulazione della legge. Ma non è propriamente così, perché spesso e volentieri negli spettacoli drag si estremizzano e parodizzano concetti sessualmente espliciti. Il proprietario della 360 Queen Entertainment, tra i protagonisti della causa insieme a The Woodlands Pride e Abilene Pride Alliance, ha testimoniato che i suoi artisti a volte “si siedono sulle ginocchia dei clienti indossando perizomi”, aggiungendo che “un artista ha invitato un cliente ‘attraente’ a ‘sculacciarla sul sedere'”. Alla domanda specifica se le drag queen ‘gesticolassero mai mentre indossano protesi’, il proprietario ha confessato che nell’ultimo spettacolo di 360 Queen una drag “indossava un abito molto succinto, pulsava il petto davanti al pubblico e lo metteva in mostra'”.

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Il giudice della corte d’appello Kurt Engelhardt, nominato da Donald Trump, e il giudice Leslie Southwick, nominato da George W. Bush, hanno scritto nella loro sentenza che sussistono “dubbi fondati” sul fatto che queste azioni siano “effettivamente tutelate dalla Costituzione, soprattutto in presenza di minori“, senza specificare se qualcuno degli atti sopra menzionati possano effettivamente volare la legge. Che era e rimane enormemente ambigua nella sua formulazione. Va detto che la Corte non ha affrontato l’argomento dell’incostituzionalità della S.B. 12, stabilendo che The Woodlands Pride e Abilene Pride Alliance non avevano titolo per contestarla poiché i loro spettacoli drag per famiglie e
per tutte le età non sono nemmeno “probabilmente” vietati dalla legge. Quel “probabilmente” vuol dire tutto e niente. La Corte d’Appello del Quinto Circuito ha chiarito che il drag in sé rimane pienamente legale in tutto il Texas, ma con dei limiti che ad oggi non sono ancora del tutto chiarissimi, per cosa si possa fare sul palco e cosa sia illegale. La Corte ha stabilito che attività come il “twerking“, la distribuzione dei preservativi e lubrificante, le drag artist che si toccano i glutei in modo non sessuale “probabilmente” rimarranno pienamente legali, così come l’indossare “paillettes, acconciature voluminose, parrucche, seni finti, imbottiture per i fianchi, fasce e gioielli esagerati” mentre “ballano, fanno playback, interagiscono con il pubblico abbracciando, baciando sulle guance e a volte ancheggiando” rimarrà consentito.

Gli artisti drag temono ora che i locali del Texas possano smettere di ospitare spettacoli drag onde evitare multe salatissime, con i gestori dei locali che potrebbero imporre restrizioni alle esibizioni in drag, vietando sempre e comunque la partecipazione ai minori di 18 anni. I querelanti e l’ACLU del Texas, che li rappresenta, hanno dichiarato di voler continuare a contestare la legge.

Le disposizioni vaghe e generali della legge creano un dannoso effetto paralizzante per gli artisti drag e coloro che li sostengono, minacciando al contempo molti tipi di arti performative apprezzate qui in Texas, dal teatro al balletto al wrestling professionistico“, ha dichiarato Brian Klosterboer, avvocato dell’ACLU Texas. “Poiché questa legge rimane incostituzionale, non vediamo l’ora di proseguire con questo caso. Invitiamo chiunque sia interessato dalla legge a contattarci. Il drag è in Texas per restare“.

 

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