Con il motto nazionale “Vote Love” e a una settimana dalle elezioni federali del 23 febbraio in Germania, Berlino ha visto sfilare 15 mila persone per il Winter Pride CSD (Cristopher Street Parade). L’obiettivo della campagna di mobilitazione era sensibilizzare gli elettori, e in particolare i non votanti, sulla necessità di recarsi alle urne e sostenere forze democratiche che garantiscano tutela e pari diritti alla comunità LGBTIAQ+. Sullo sfondo, l’ombra dell’avanzata dell’ultra-destra di AfD, con la sua leader Alice Weidel sponsorizzata da Elon Musk. Qualche giorno fa ha destato scalpore l’ipotesi, basata su sondaggi non statisticamente affidabili, che una larga fetta di uomini cis gay potrebbero votare l’estrema destra di Alternative für Deutschland. La propaganda e le fake news dipanate sia da Mosca sia da Washington stanno mettendo a dura prova l’inossidabile senso civico tedesco.

Germania elezioni 2025 sondaggi
Quale che sia l’intenzione di voto LGBTIAQ+, la mobilitazione ha provato a scuotere gli astensionisti, mentre le indicazioni designano AfD come consolidata seconda forza del paese dietro soltanto ai conservatori dei cristiano-democratici di CDU-CSU. Al momento, sono soltanto quattro i partiti che, secondo gli ultimi sondaggi, superano con relativa certezza la soglia del 5% necessaria per la rappresentanza nella Camera bassa del Parlamento federale.
Il primo è l’Unione CDU-CSU, al 30%-32%, attualmente la formazione più forte e rimasta stabile anche dopo il voto congiunto con l’ultradestra di Alternative für Deutschland la scorsa settimana.
Il secondo è l’AfD (Alternative für Deutschland), attestata tra il 20%-21% negli ultimi due giorni di rilevazioni.
Subito dopo si colloca l’SPD (socialdemocratici), intorno al 15%, con un leggero trend al ribasso.
Chiudono i Verdi, compresi tra il 13%-14%.
Ci sono poi i partiti che lotteranno per superare la soglia di sbarramento: sono i liberali dell’Fdp, la sinistra della Linke e il movimento Bsw di Sahra Wagenknecht. Tra questi tre, solo la Linke mostra, nelle ultime settimane, un trend al rialzo, attestandosi nei sondaggi dell’ultima settimana al 6%, dunque oltre la soglia di sbarramento. I liberali e il Bsw, invece, galleggiano intorno alla soglia tra il 4% e il 5%.
Winter Pride partecipati in tutta la Germania
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Il Winter Pride di ieri a Berlino si inserisce nell’ambito di una più ampia campagna nazionale, che ha visto cortei simili e assai partecipati in varie città tedesche: Francoforte, Monaco, Karlsrüe, Colonia, Postdam, in tutto cinquanta. Una mobilitazione vera e propria, particolarmente sentita proprio per l’imminenza di elezioni che incutono oscuri timori, con sinistri presagi che trapelano dalle bordate che gli Stati Uniti stanno infliggendo all’Unione Europea.
La partenza della parata di Berlino è avvenuta a mezzogiorno di fronte al Bundestag. Il corteo ha attraversato la Porta di Brandeburgo, Potsdamer Platz per concludersi nel quartiere Nollendorf intorno alle 15:30. Lungo il tragitto, circa 15.000 manifestanti – secondo le stime degli organizzatori – hanno sfilato con cartelli e bandiere in una giornata particolarmente fredda.
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“Scegli l’amore, finché puoi” è stata la parola d’ordine per rimarcare l’importanza di agire ora, prima che eventuali derive populiste o apertamente ostili ai diritti LGBTIQ+ possano rafforzarsi alle urne. Kerstin Thost, attivista LSVD (Federazione lesbiche e gay in Germania), ha sottolineato che “i diritti LGBTIQ* sono diritti umani” e non possono essere messi in discussione. Presenti deputati, commissari governativi e segretari di stato. Le associazioni hanno sottolineato quanto sia essenziale la copertura finanziaria che il futuro governo dovrà assicurare alle strutture di consulenza che operano sul territorio. Il timore è infatti che l’avanzata della nuova destra, come dimostra l’operato diTrump negli USA, cancelli diritti e strumenti faticosamente conquistati negli ultimi 50 anni dalla comunità LGBTIAQ+.
Attualmente, la Costituzione tedesca non fa esplicito riferimento all’orientamento sessuale o all’identità di genere come criteri di non discriminazione, limitandosi a elencare sesso, discendenza, razza, lingua, patria, origine, fede e opinioni religiose o politiche. Per questo motivo, numerose organizzazioni e associazioni LGBTIQ* continuano a chiedere un emendamento all’Articolo 3, affinché la tutela della comunità queer sia espressamente garantita e difesa a livello costituzionale. Un tema che è stato ribadito anche durante questa campagna di mobilitazione, come richiesta esplicita per il futuro governo che uscirà dalle urne.

“Senza un’azione decisa, rischiamo di perdere terreno sui diritti conquistati finora”, ha commentato un portavoce del CSD di Berlino. “Abbiamo bisogno della partecipazione di tuttə: andare alle urne è un atto di responsabilità sociale. È il momento di agire ora”. Un invito a “mettere le croci al posto dei confini” – come recita la campagna “Vote Love”.
