Germania, il 28% dei gay intende votare il partito post-nazista AfD secondo un sondaggio

Un pink washing ben riuscito, quello dell'estrema destra di Alice Weidel - lesbica dichiarata eppure in corsa con un partito che intende cancellare matrimoni egualitari, famiglie arcobaleno e persone trans.

Ascolta:
0:00
-
0:00
germania-uomini-gay-afd
4 min. di lettura

Con l’avvicinarsi delle parlamentari del 23 febbraio in Germania, l’AfD, partito di estrema destra noto per la sua retorica xenofoba, antieuropeista e apertamente ostile ai diritti LGBTQIA+, continua a guadagnare terreno. Un’ascesa a prima vista contraddittoria, proprio come la sua leader, Alice Weidel: lesbica dichiarata, madre di due figli avuti con la compagna, eppure alla guida di un partito che osteggia apertamente i diritti delle famiglie arcobaleno.

Ma i paradossi non si fermano qui: un recente sondaggio di ROMEO, una delle principali piattaforme di incontri per uomini gay e bisessuali in Germania rivela che il 27,9% dei partecipanti intende votare AfD.

Un consenso che tra i giovani tra i 18 e i 24 anni sale addirittura al 34,7%, superando nettamente qualsiasi altro partito. Come è possibile che una fetta così consistente della comunità LGBTQIA+ maschile tedesca si stia orientando verso un partito che non ha mai fatto mistero della propria ostilità verso i diritti delle minoranze?

germania-uomini-gay-afd
Percentuali generali | Fonte: ROMEO.com

Germania, AfD in testa tra gli uomini gay cisgender

I dati arrivano da un’indagine condotta tra il 24 gennaio e il 2 febbraio su oltre 60.000 utenti di ROMEO. Campione che, seppur non esaustivo della complessità della comunità LGBTQIA+, fornisce un’indicazione preziosa, soprattutto considerando che i sondaggi tradizionali tendono a ignorare del tutto l’orientamento sessuale e l’identità di genere come variabili d’analisi.

C’è però un altro importantissimo elemento metodologico da tenere a mente: la selezione dei partecipanti è stata del tutto spontanea. Gli utenti hanno ricevuto una notifica nell’app e scelto se rispondere o meno. Il che introduce un margine di distorsione, perché il campione non è statisticamente rappresentativo. Ma il dato è comunque troppo rilevante per essere liquidato come un’anomalia.

La tendenza che emerge è netta: AfD raccoglie consensi soprattutto tra i giovani LGBTQIA+ e tra gli uomini gay cisgender, target primario dell’app ROMEO. Nella fascia 18-24 anni, il 34,7% degli intervistati ha dichiarato di voler votare per il partito di estrema destra, seguita dalla fascia 25-39 anni con il 28,5%. Tra gli over 40 il sostegno cala leggermente (27,2%) e scende al 19,8% tra gli over 60, dove Verdi e SPD risultano più forti.

germania-uomini-gay-afd (2)
Percentuali divise per fasce d’età | Fonte: ROMEO.com

E qui torna la domanda: perché una parte della comunità LGBTQIA+ sceglie di votare per un partito che ha fatto della retorica anti-LGBTQIA+ uno dei suoi pilastri? La risposta non è semplice, ma potrebbe essere la crisi economica in primis a giocare un ruolo determinante. L’inflazione al 2,3%, l’aumento del costo della vita e il rallentamento dell’economia tedesca stanno creando un malcontento crescente, soprattutto nelle aree più povere della Germania dell’est.

Aggiungi Gay.it come fonte preferita in Google!

Quella che un tempo era la locomotiva d’Europa oggi sta dunque rallentando. Il settore industriale è in difficoltà, la disoccupazione cresce e le politiche migratorie sono sempre più nel mirino della destra populista. Uno schema già visto nella storia tedesca: esattamente un secolo fa, la Repubblica di Weimar si sgretolava sotto il peso della crisi economica, lasciando spazio all’immutata retorica nazionalista che indicava nemici interni ed esterni come capro espiatorio.

Oggi, la narrazione di AfD riprende infatti quegli stessi meccanismi: il declino economico viene attribuito alle élite globaliste, alla burocrazia europea e, in alcuni casi, alle minoranze. Il partito si presenta come un’alternativa radicale allo status quo e, paradossalmente, anche una parte della comunità LGBTQIA+ sembra vedere nella retorica aggressiva di Alice Weidel una forma di ribellione.

AfD e diritti LGBTQIA+: un ossimoro che funziona

Il sostegno LGBTQIA+ ad AfD rimane, tuttavia, un paradosso difficile da ignorare. Ufficialmente selezionata da AfD come candidata al posto di cancelliera, Alice Weidel stessa contraddice retorica del partito che guida: lesbica, madre di due figli con la sua compagna, è un’eccezione in una formazione politica che fa della difesa della famiglia tradizionale uno dei suoi cardini ideologici.

Germania, Alice Weidel, leader lesbica dell’estrema destra: cosa dice dei diritti LGBTI+

Eppure, AfD è il partito tedesco più ostile ai diritti LGBTQIA+. Tra un proclamo anti “teoria del gender” e un altro, nel suo programma elettorale propone:

  • l’abolizione del matrimonio egualitario, per ripristinare il concetto di “famiglia naturale”.
  • il divieto alla GPA e di qualsiasi forma di adozione per coppie omosessuali.
  • la criminalizzazione dell’educazione sessuale e di genere nelle scuole.
  • il divieto di rettifica anagrafica per le persone transgender e non binarie.

È qui che entra in gioco il fenomeno del pink-washing di destra, ovvero la strategia di usare figure LGBTQIA+ all’interno di partiti conservatori per normalizzare le ingiustificabili politiche reazionarie. Weidel, pur vivendo (in Svizzera) una vita che sarebbe impossibile se le sue stesse proposte politiche diventassero legge, è la perfetta testimonial di questo meccanismo. La sua presenza permette ad AfD di negare almeno in parte l’accusa di omofobia, pur continuando a portare avanti una linea apertamente anti-LGBTQIA+.

C’è anche un’altra chiave di lettura: il maschilismo interno alla comunità gay. AfD, con la sua retorica aggressiva, il suo disprezzo per il politicamente corretto e il suo culto della “forza”, attrae soprattutto giovani uomini, anche all’interno della comunità LGBTQIA+. Il dato che le lesbiche non siano rappresentate nel sondaggio è indicativo: se il voto LGBTQIA+ ad AfD esiste, è prevalentemente un voto maschile.

© Riproduzione riservata.

Mi piace
Commenta
Salva
Condividi

Partecipa alla discussione

Per inviare un commento devi essere registrato.
Avatar
j5c95 13.2.25 - 9:05

arbo, Scegliere un altro Hitler solo perché le persone con culture primitive non vengano da te non è oggettivo. Ma se queste persone ti spaventano così tanto, allora perché non voti per i cristiani conservatori?! Se non vuoi essere di sinistra. Almeno non hanno una propaganda LGBTfobica.

Avatar
arbo 7.2.25 - 18:09

Stretti tra partiti che vogliono limitare i diritti ed altri che incentivano l'afflusso di persone molto legate alle loro culture primitive che vogliono proprio farci fuori. Oggettivamente, come si fa a scegliere?