“Se avessi un figlio gay lo brucerei in un forno”, di nuovo rinviata l’udienza contro il consigliere leghista

E' il primo caso di omofobia in Italia, quello che vede imputato il leghista Giovanni De Paoli.

de paoli
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“Se avessi un figlio gay lo brucerei in un forno”. Questa folle frase venne pronunciata nel 2016 dal Consigliere regionale della Lega Nord Giovanni De Paoli, rinviato a giudizio per averla pronunciata in pubblico, a margine di una seduta della commissione regionale sulla famiglia. Peccato che l’udienza filtro disposta dal Pubblico Ministero Dott.ssa Patrizia Petruzziello sia stata nuovamente rinviata.

La denunciante Aleksandra Matikj, Presidentessa del “Comitato per gli Immigrati e contro ogni forma di discriminazione”, ha così commentato il tutto.

È già la seconda volta che il Legale della controparte aderisce ad astensione. Ora, è un sacrosanto diritto scioperare però speriamo che la prossima volta si presentino in aula. Si tratta di un processo che bisogna che segua il suo corso. Il Consigliere De Paoli dovrà comunque rispondere per aver detto che se avesse un figlio omosessuale lo butterebbe in una caldaia e lo brucerebbe, fatto aggravato perché commesso per finalità di discriminazione. Si tratta del primo caso di omofobia in Italia.

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In merito alle affermazioni del Leghista, la Procura ha preso in carico anche una denuncia presentata dall’Associazione genitori di omosessuali. I due fascicoli verranno uniti in unico processo che andrà davanti davanti al Giudice Dott. Massimo Todella. A causa della, già seconda, mancata comparizione, la nuova udienza si terrà il 30 gennaio 2020.

"Se avessi un figlio gay lo brucerei in un forno", di nuovo rinviata l'udienza contro il consigliere leghista - Tribunale di GENOVA per Caso De Paoli - Gay.it

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