Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio

“Ho amici gay e non ho mai manifestato alcuna forma di repulsione o discriminazione verso il mondo omosessuale, mentre ho manifestato e continuo a manifestare una forma di disappunto verso il Gay Pride, una ostentazione che ho trovato fastidiosissima perché si sono viste scene sinceramente raccapriccianti, scene che fanno male anche ai gay”.
Con queste parole Giorgia Meloni bollò il Pride, nel 2008. Ai microfoni di Klauscondicio, Meloni sostenne che “le persone omosessuali di buon senso se ne rendono conto meglio di me”. Non contenta, aggiunse: “mi sembra che siamo di fronte a forme di privilegio, altro che discriminazione, considerato che, ad esempio, a me nessuna amministrazione locale ha mai dato dei soldi per andare a manifestare i miei gusti sessuali”.
Nel giugno 2022 Giorgia Meloni è intervenuta a Marbella, in Spagna, per sostenere la candidatura di Macarena Olona alla presidenza dell’Andalusia insieme ai “patrioti spagnoli” guidati da Santiago Abascal, presidente del partito politico di estrema destra Vox. Olona presentò Meloni come ‘futuro presidente del Consiglio italiano’. Un intervento di 18 minuti, quello portato avanti dall’ex ministra berlusconiana, in cui la deputata italiana tuonò contro la comunità LGBTQ+, riuscendo a evocare, nei toni e nei contenuti, modalità propagandistiche degne della peggior destra che memoria ricordi.
“Sì alla famiglia naturale, no alla lobby LGBT! Sì all’identità sessuale, no all’ideologia gender! Sì alla cultura della vita. No all’abisso della morte. Sì all’universalità della Croce. No alla violenza dell’Islamismo. Sì ai confini sicuri. No all’immigrazione di massa. Sì al lavoro della nostra gente. No alla grande finanza internazionale”.
Meloni urlò contro “l’ideologia dominante del politicamente corretto“, che a suo dire starebbe “distruggendo l’identità, la centralità della persona, le conquiste della nostra civiltà. Guardate l’ideologia gender. Se andate oltre gli slogan, vi accorgerete di come il vero obiettivo dell’ideologia gender non sia quello tanto decantato della lotta alle discriminazioni, e neanche quello del superamento delle differenze maschio-femmina. Il vero obiettivo non dichiarato, ma tragicamente evidente, è la scomparsa della donna e soprattutto la fine della maternità. L’uomo oggi può essere tutto, padre e madre, in un’ampia gamma che va dal femminile al maschile, mentre le parole più censurate dal politicamente corretto sono madre e moglie”.
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