Greta La Medica, donna trans milanese, scrittrice e fortemente impegnata nella rivendicazione dei diritti della comunità trans, ha deciso di rompere il silenzio e raccontare pubblicamente l’ennesimo episodio di violenza verbale subito in prima persona sui social. Lo ha fatto attraverso un video pubblicato su TikTok, in cui denuncia quanto accaduto durante una sua diretta live, quando un giovane utente avrebbe pronunciato frasi gravemente transfobiche davanti a centinaia di spettatori.
“Dopo più di un mese di assenza da questo social e a qualche giorno dal mese del Pride, scelgo di mostrarvi la violenza che ciclicamente subisco durante le Live come persona trans”, ha scritto Greta nel post che accompagna il video su TikTok.
Per Greta, quanto accaduto non è un episodio isolato, ma il sintomo di un clima d’odio ormai normalizzato, alimentato da una narrazione politica e culturale sempre più aggressiva nei confronti delle persone LGBTQIA+ e nello specifico delle persone trans.
Greta La Medica: “Uso le live per testare la temperatura sociale”

Nel video inviato a Gay.it, Greta La Medica spiega le ragioni che l’hanno spinta a condividere pubblicamente lo spezzone della diretta:
“Negli ultimi mesi uso le live con la speranza di testare la temperatura sociale su temi che riguardano la nostra comunità. Spesso durante le live vengo giudicata per il mio aspetto e addirittura per la mia voce, che forse denuncia il mio percorso da donna trans”.
Greta racconta di essere abituata a commenti offensivi, ma quanto accaduto nei giorni scorsi avrebbe superato una soglia ulteriore:
“Ieri però è successo qualcosa che mi ha spinto a pubblicare uno stralcio di una live in cui qualcosa di preoccupante stava emergendo”.
@gay.it 🏳️⚧️ Greta La Medica, donna #trans milanese, scrittrice e fortemente impegnata nella rivendicazione dei diritti della comunità trans, ha deciso di rompere il silenzio e raccontare pubblicamente l’ennesimo episodio di violenza verbale subito in prima persona sui social. Lo ha fatto attraverso un video pubblicato sui social, in cui denuncia quanto accaduto durante una sua diretta live, quando un giovane utente avrebbe pronunciato frasi gravemente transfobiche davanti a centinaia di spettatori. “Dopo più di un mese di assenza da questo social e a qualche giorno dal mese del Pride, scelgo di mostrarvi la violenza che ciclicamente subisco durante le Live come persona trans”, ha scritto Greta nel post che accompagna il video. Per Greta, quanto accaduto non è un episodio isolato, ma il sintomo di un clima d’odio ormai normalizzato, alimentato da una narrazione politica e culturale sempre più aggressiva nei confronti delle persone #LGBTQIA+ e nello specifico delle persone trans. L’episodio denunciato da Greta La Medica si inserisce in un fenomeno più ampio: quello delle molestie e degli attacchi verbali che molte persone trans continuano a subire anche sui social network. Dirette streaming, commenti e messaggi privati diventano spesso luoghi in cui stereotipi, misgendering e insulti vengono espressi con apparente impunità, amplificati dalla rapidità delle piattaforme e dalla presenza di comunità che sostengono e normalizzano questi comportamenti. Leggi tutto sul nostro giornale online www.gay.it #gayit ♬ audio originale – GAY.IT
“Termini sdoganati dalla politica e finiti sulla bocca dei più giovani”
Nel suo intervento, Greta collega direttamente l’episodio a un contesto sociale e politico più ampio:
“Negli ultimi quattro anni a questa parte sono stati sdoganati termini e addirittura proibiti dalla stessa Costituzione e sono giunti sulla bocca dei giovani, dei ragazzi. Quel modo di fare politica strumentalizzando l’odio nei confronti di soggettività che sono una minoranza in questo Paese sta producendo i frutti velenosi che noi immaginavamo”.
Secondo Greta, il dato più allarmante riguarda proprio la giovane età del ragazzo coinvolto: “Proprio ieri un ragazzo di appena vent’anni, un ragazzo universitario, ha detto delle cose abominevoli”.
Nessun passo indietro davanti all’ipotesi di una denuncia
La fashion editor e attivista riferisce che il giovane non avrebbe mostrato alcun ripensamento, nonostante le fosse stato fatto notare che quelle affermazioni potevano avere conseguenze legali.
“Era sostenuto da una squadra di sostenitori che commentavano in una live in cui c’erano centinaia di spettatori e, nel momento in cui gli ho detto che quello che stava dicendo era passibile di denuncia, lui non ha ritirato nulla. Ha detto: ‘Taggami’”.
Una risposta che, nelle parole della donna, testimonia quanto certi linguaggi d’odio vengano ormai percepiti come normali e privi di conseguenze.
Il dialogo in diretta: insulti, stereotipi e odio dichiarato
Nel video condiviso da Greta La Medica, il giovane interlocutore esplicita senza esitazioni la propria ostilità nei confronti delle persone LGBTQIA+. Alla domanda su cosa pensi delle persone trans, il ragazzo risponde: “Penso che se un uomo nasce uomo, è giusto che vada avanti a essere uomo. Se una donna nasce donna, è giusto che vada avanti a essere donna”.
Quando Greta gli chiede perché senta il bisogno di intervenire su scelte che non lo riguardano, il ragazzo rincara la dose: “Mi fate un po’ schifo”. E, sollecitato a spiegare l’origine di questo rifiuto, afferma apertamente: “Dalla mia omofobia nasce”.
Nel corso della diretta, il giovane definisce inoltre le identità trans come “qualcosa che non è normale” e parla di “malattia”, sostenendo che “la normalità è l’uomo con la donna”. Greta prova a riportare il confronto sul piano del rispetto e dei diritti, sottolineando che due persone sconosciute hanno la stessa dignità e gli stessi diritti, indipendentemente dalle rispettive opinioni.
Quando la donna fa notare che alcune delle affermazioni pronunciate potrebbero essere passibili di denuncia, il ragazzo non arretra e continua a sostenere le proprie posizioni. La conversazione si chiude con Greta che condanna con fermezza il linguaggio utilizzato e ribadisce un principio essenziale: “Nel mio mondo, le persone si rispettano. Nel tuo no. Nel tuo mondo vige la legge della giungla”.
@gretalamedicareal Dopo più di un mese di assenza da questo social e a qualche giorno dal mese del Pride, scelgo di mostrarvi la violenza che ciclicamente subisco durante le Live come persona trans. In questo caso un vannacciano che già in tenera età ha un odio radicato profondamente a causa di un sistema culturale alimentato dalla politica in cui viviamo oggi. Non so se vorrò farci dei V log o se sarà un video “out of blue”. Ma a tutte le persone #queer caldeggio di stare attenti su questa piattaforma #trans VS Vannacci #generations ♬ audio originale – Greta La Medica
Il post su TikTok: “A tutte le persone queer dico di stare attente”
Nel testo pubblicato su TikTok in cui è stato pubblicato lo stralcio della conversazione, Greta La Medica lancia anche un messaggio di attenzione rivolto alla comunità LGBTQIA+.
“Dopo più di un mese di assenza da questo social e a qualche giorno dal mese del Pride, scelgo di mostrarvi la violenza che ciclicamente subisco durante le Live come persona trans. In questo caso un vannacciano che già in tenera età ha un odio radicato profondamente a causa di un sistema culturale alimentato dalla politica in cui viviamo oggi. Non so se vorrò farci dei vlog o se sarà un video out of the blue. Ma a tutte le persone queer caldeggio di stare attenti su questa piattaforma”.
La violenza online contro le persone trans
L’episodio denunciato da Greta La Medica si inserisce in un fenomeno più ampio: quello delle molestie e degli attacchi verbali che molte persone trans continuano a subire anche sui social network.
Dirette streaming, commenti e messaggi privati diventano spesso luoghi in cui stereotipi, misgendering e insulti vengono espressi con apparente impunità, amplificati dalla rapidità delle piattaforme e dalla presenza di comunità che sostengono e normalizzano questi comportamenti.
Rendendo pubblico quanto accaduto, Greta La Medica trasforma un episodio di violenza verbale in una testimonianza politica e civile, utile a documentare una realtà che molte persone trans continuano a vivere quotidianamente.
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