Hailey Davidson, la golfista trans fa causa a USGA e LPGA per il divieto di partecipazione ai tornei femminili

Secondo la normativa vigente, i tornei di golf femminili sono aperti solo alle atlete a cui è stato assegnato il sesso femminile alla nascita o che hanno iniziato la transizione medica prima della pubertà.

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Hailey Davidson, golfista trans
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Nel 2022 la golfista scozzese Hailey Davidson diventava la prima donna trans di sempre ad unirsi alla Ladies Professional Golf Association (LPGA), principale circuito professionistico di golf femminile negli Stati Uniti d’America. L’anno prima Hailey era diventata la prima donna trans a vincere un torneo professionistico negli Stati Uniti, ovvero un mini-tour al Providence Golf Club nella contea di Polk, in Florida.

La battaglia di Hailey Davidson contro la transfobia nel golf

Hailey Davidson, la golfista trans fa causa a USGA e LPGA per il divieto di partecipazione ai tornei femminili - hailey davidson - Gay.it

Il 19 marzo 2026 Hailey Davidson ha intentato causa contro la United States Golf Association (USGA) e la Ladies Professional Golf Association (LPGA), che nel 2024 hanno modificato i rispettivi regolamenti per impedirle di partecipare ai tornei, violando a suo dire la legge antidiscriminazione. Davidson, 33 anni, ha presentato la sua denuncia nel New Jersey. Ne dà notizia ESPN. Hailey sostiene che USGA e LPGA abbiano violato la legge statale, dopo aver adottato nuove regole di ammissibilità per le golfiste trans. Secondo la normativa vigente, i tornei di golf femminili sono aperti solo alle atlete a cui è stato assegnato il sesso femminile alla nascita o che hanno iniziato la transizione medica prima della pubertà.

Poiché Davidson ha iniziato la propria transizione dopo la pubertà, le è stato impedita di partecipare alle qualificazioni per lo U.S. Women’s Open, che si è tenuto lo scorso anno presso l’Hackensack Golf Club nel New Jersey. Davidson sostiene che tale politica equivalga a un divieto totale per le donne transgender di competere nel golf d’élite, dato che molti Stati d’America attualmente vietano le cure mediche di affermazione di genere prima della pubertà. Davidson accusa entrambe le organizzazioni di aver violato una legge sui diritti civili del New Jersey che proibisce la discriminazione basata sull’identità di genere, chiedendo un risarcimento danni di entità non specificata.

Nella sua denuncia, Davidson afferma inoltre che i funzionari della USGA e della LPGA avrebbero intenzionalmente creato le nuove regole per impedirle di competere dopo che lei aveva iniziato a informarsi sulle politiche di ammissibilità nel 2016, utilizzando la sua cartella clinica per adattare le modifiche. “Entrambe le organizzazioni hanno esercitato un controllo incredibile sulla capacità di Hailey di praticare lo sport che amava e sulle sue informazioni mediche personali, nel tentativo di controllare illegalmente la sua partecipazione al golf femminile“, si legge nella denuncia. “La USGA e la LPGA hanno sfruttato l’amore di Hailey per il golf e il suo desiderio di giocare per ottenere le precise informazioni mediche che avrebbero permesso loro di escluderla dallo sport. La USGA e la LPGA hanno agito di concerto per garantire che Hailey Davidson venisse bandita dal golf femminile.”

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In una dichiarazione rilasciata a ESPN, un portavoce della LPGA ha affermato che l’organizzazione è a conoscenza della causa e che lascerà “che il processo si svolga nella sede appropriata“. La nuova politica di ammissibilità “è stata sviluppata attraverso un processo ponderato e basato sul parere di esperti ed è fondata sulla protezione dell’integrità competitiva del golf femminile d’élite“, si legge nella dichiarazione della LPGA. Ma nel 2024 Davidson aveva scritto sui social di “non essere stata coinvolta, né le è stato chiesto di essere coinvolta, in nessuno degli ‘studi’ che qualsiasi organizzazione di golf ha appena utilizzato per escludermi“, descrivendosi come “l’unica golfista in attività effettivamente colpita da questi cambiamenti politici”.

Dall’inizio del suo secondo mandato, a inizio 2025, il presidente Donald Trump ha esercitato forti pressioni sulle organizzazioni sportive e sulle agenzie statali affinché escludessero le donne transgender dagli sport femminili, nell’ambito della più ampia campagna della sua amministrazione contro i diritti civili delle persone trans. A cedere anche il Comitato Olimpico e Paralimpico degli Stati Uniti, con la Corte Suprema a breve chiamata ad esprimersi.

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