La Ladies Professional Golf Association, comunemente nota come (LPGA), è la Lega che organizza il golf professionale femminile. Da sempre si occupa del principale circuito di golf femminile mondiale ed è ufficialmente l’organizzazione professionale sportiva femminile più antica degli Stati Uniti d’America, essendo stata fondata nel 1950.
Ebbene mercoledì la Ladies Professional Golf Association (LPGA) ha annunciato il divieto nei confronti di tutte le giocatrici a cui non è stato assegnato il genere femminile alla nascita o che non hanno portato a termine la transizione prima di aver raggiunto la pubertà maschile. La nuova politica, pubblicata sul sito Web della LPGA, entrerà in vigore nel 2025 e impedirà a chiunque non soddisfi i criteri di cui sopra di competere nei tornei LPGA o negli otto campionati USGA per donne.
La LPGA ha sottolineato come simile decisione sia arrivata dopo più di un anno di studi che hanno coinvolto medicina, scienza, fisiologia sportiva e leggi sulla politica di genere. Secondo l’organizzazione questa nuova norma “è stata sviluppata con il contributo di un’ampia gamma di parti interessate, dando priorità all’integrità competitiva dei tornei professionistici femminili e delle competizioni amatoriali d’élite”.
“Questo gruppo di lavoro ha informato che gli effetti della pubertà maschile conferiscono vantaggi competitivi nelle prestazioni del golf rispetto alle giocatrici che non hanno avuto la pubertà maschile”.
Il caso della golfista trans Hailey Davidson
A causa di questa nuova norma la golfista trans Hailey Davidson non sarà più idonea a competere. La stella nascente del golf aveva attirato molta attenzione su di sé dopo aver vinto un mini-tour in Florida chiamato NXXT Golf, all’inizio del 2024, scatenando la reazione della LPGA.
32 anni, Hailey Davidson ha iniziato i trattamenti ormonali nel 2015, quando aveva poco più di 20 anni, per poi sottoporsi a un intervento chirurgico di affermazione di genere nel 2021, requisito fino a quel momento fondamentale per la precedente politica di genere della LPGA.
Dinanzi alle nuove norme, Davidson ha così reagito su Instagram: “Non posso dire di non averla visto arrivare. Bandita da Epson e LPGA. Tutto il silenzio e le persone che sono volute rimanere ‘neutrali’ non sono assolutamente servite a niente. Questo è successo a causa del vostro silenzio”.
Nel comunicato LPGA, la commissaria Mollie Marcoux Samaan ha concluso: “La nostra politica riflette un approccio ampio, basato sulla scienza e sull’inclusione. La politica rappresenta il nostro impegno continuo per garantire che tutte si sentano benvenute all’interno della nostra organizzazione, preservando al contempo l’equità competitiva delle nostre competizioni d’élite“.
I precedenti divieti sportivi alle atlete trans
Quanto deciso dalla LPGA ricorda quanto accaduto nel 2022 con la norma voluta dalla FINA (Federazione internazionale di nuoto), con una nuova politica sull’inclusione di genere che ammette alle competizioni ufficiali solo le atlete transgender che hanno effettuato la transizione prima di aver compiuto i 12 anni. Praticamente un bando totale, per replicare al ‘caso’ Lia Thomas. Nel 2023 è poi arrivato il divieto alle cicliste trans da parte dell’Union Cycliste Internationale (UCI) e quello dell’International Rugby League alle rugbiste trans. Donald Trump ha già annunciato che una volta tornato alla Casa Bianca vieterà tutti gli sport professionistici a tutte le donne trans.
