Il Comitato Olimpico statunitense cede a Trump e vieta alle donne trans di competere negli sport femminili

"Senza alcun processo o chiarezza sulla sua decisione, il Comitato Olimpico e Paralimpico degli Stati Uniti ha permesso a Trump di riscrivere le sue regole nel crudele tentativo di negare alle donne transgender l'opportunità di partecipare".

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Trump e il divieto olimpico alle atlete trans, immagine creata con Grok/X
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Il Comitato Olimpico e Paralimpico degli Stati Uniti ha vietato alle donne transgender di poter competere negli sport femminili, in ottemperanza a un ordine esecutivo di Donald Trump.

Il divieto nazionale USA alle atlete trans

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Trump e il divieto olimpico alle atlete trans, immagine creata con Grok/X

Il comitato “ha silenziosamente modificato le sue regole di ammissibilità nella giornata di lunedì“, riporta il New York Times, con un “breve paragrafo dalla formulazione vaga” che delinea la nuova politica imposta dal presidente USA.

Il nuovo paragrafo afferma che il comitato è “impegnato a proteggere le opportunità per le atlete che praticano sport” e collaborerà con il Comitato Olimpico Internazionale, il Comitato Paralimpico Internazionale e gli organi di governo nazionali di ogni sport olimpico “per garantire che le donne abbiano un ambiente competitivo equo e sicuro, in linea con l’Ordine Esecutivo 14201 e il Ted Stevens Olympic & Amateur Sports Act”.

L’Ordine Esecutivo 14201, firmato da Trump il 5 febbraio 2025, si oppone alla presenza di donne transgender (seppur vergognosamente l’ordine si riferisca a loro come uomini) negli sport femminili, minacciando di tagliare i finanziamenti federali a scuole e associazioni sportive che osino contraddirlo. Anche per questo motivo poche settimane fa l’Università della Pennsylvania ha cancellata la nuotatrice trans Lia Thomas, facendo sparire titoli e record da lei conquistati. Trump aveva presentato quell’ordine con una dichiarazione senza senso e stracolma di falsità sulle atlete trans, affermando che avrebbero ottenuto “più di 3.500 vittorie” e “invaso più di 11.000 competizioni”. Tutto falso. Il tycoon affermò che “un pugile ha rubato la medaglia d’oro femminile” alle Olimpiadi di Parigi dopo aver “brutalizzato la sua avversaria così brutalmente da costringerla al ritiro“. Trump si riferiva alla pugile algerina Imane Khelif, che è donna cisgender probabilmente intersessuale, e all’incontro con la nostra Angela Carini, che si ritirò dopo pochi secondi e un solo pugno.

La National Collegiate Athletic Association ha poi modificato il suo regolamento per escludere le donne transgender dagli sport femminili, sebbene appena una manciata di atlete trans gareggiasse nelle università della NCAA.

Il comitato olimpico aveva precedentemente consentito agli organi di governo di ogni sport di stabilire regole proprie per la partecipazione delle persone transgender. In una dichiarazione inviata via email al Times martedì, il comitato ha confermato che la politica è ora cambiata, perché “in quanto organizzazione a statuto federale, abbiamo l’obbligo di rispettare le aspettative federali”. 

La reazione del National Women’s Law Center

Il National Women’s Law Center ha denunciato quanto improvvisamente deciso dal comitato olimpico statunitense.

Senza alcun processo o chiarezza sulla sua decisione, il Comitato Olimpico e Paralimpico degli Stati Uniti ha permesso a Trump di riscrivere le sue regole nel crudele tentativo di negare alle donne transgender l’opportunità di partecipare”. “Il mondo osserva con allarme la perdita di libertà e opportunità nel nostro Paese, soprattutto perché si prevede che gli Stati Uniti ospiteranno futuri eventi olimpici“, ha tuonato in un comunicato la presidente e CEO del Law Center, Fatima Goss Graves.

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“Cedendo alle richieste della politica, l’USOPC sta sacrificando i bisogni e la sicurezza delle proprie atlete. La vaghezza della politica del Comitato lascerà le atlete senza protezione da pratiche umilianti come i test sul sesso. Le atlete saranno ora soggette a domande intrusive e richieste di esami fisici traumatizzanti mentre dimostreranno di essere abbastanza donne per giocare. L’USOPC dovrebbe dedicare le sue energie alle reali e gravi disparità che danneggiano le atlete: minori possibilità di partecipare a tutti gli sport rispetto a ragazzi e uomini; strutture, allenamenti e attrezzature peggiori che espongono ragazze e donne a un rischio maggiore di infortuni; e molestie e aggressioni sessuali endemiche perpetrate contro di loro”.

Los Angeles 2028, anche il CIO bandirà le atlete trans?

Il Comitato Olimpico statunitense cede a Trump e vieta alle donne trans di competere negli sport femminili - Valentina Petrillo - Gay.it
Valentina Petrillo, atleta paralimpica italiana

Gli Stati Uniti d’America ospiteranno le prossime Olimpiadi, nel 2028, a Los Angeles, e non potranno avere atlete trans in gara. A fine marzo Kirsty Coventry è diventata la prima storica donna presidente del CIO. Coventry sostiene il divieto alle atlete trans negli sport femminili e ha già annunciato che creerà una task force ad hoc per affrontare l’argomento. “La mia posizione è che proteggeremo la categoria femminile e le atlete“, ha precisato alla BBC pochi mesi fa. “Voglio lavorare insieme alle federazioni internazionali e voglio che il CIO assuma un ruolo un po’ più di guida. Creeremo una task force che esaminerà la questione transgender. Una volta presa la decisione collettivamente con le federazioni internazionali, non ci muoveremo da quella decisione“.

lauren hubbard, sportivi lgbt
Lauren Hubbard a Tokyo 2020

Alle Olimpiadi di Parigi del 2024 non ci sono state atlete trans, con la nostra Valentina Petrillo in gara alle Paralimpiadi. Alle precedenti Olimpiadi di Tokyo scese invece in pedana Laurel Hubbard, prima e ad oggi unica atleta apertamente transgender a gareggiare nella storia olimpica. Travolta dall’odio l’atleta neozelandese uscì subito al debutto nel  sollevamento pesi + 87 kg, per poi ritirarsi a fine Giochi. In Italia la deputata leghista Laura Ravetto ha presentato una proposta di legge contro le donne trans nello sport “per garantire pari opportunità”.

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