Héctor Bellerín dell’Arsenal e i calciatori gay: “Non so se il calcio sia ancora pronto”

Continua il dibattito sui calciatori gay nel mondo del calcio. A parlarne oggi anche il giornalista sportivo Marino Bartoletti.

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A pochi giorni dalle parole di Philipp Lahm, ex stella del Bayern Monaco che ha consigliato ai calciatori omosessuali di tacere il proprio io, e dalla diffusione di un appello al coming out da parte di 800 calciatori tedeschi ai colleghi, anche Héctor Bellerín, difensore spagnolo dell’Arsenal, ha voluto affrontare l’argomento.

Intervistato dal Times, Bellerín si è detto scettico nei confronti del coming out nel mondo del calcio.

In qualche modo è un argomento tabù. Potremmo parlarne negli spogliatoi, ma non ho mai sentito parlare di nessun calciatore gay. Direi che se ci fosse qualcuno che sapesse qualcosa, starebbe comunque zitto. Per il bene di quella persona, per proteggerla. Non so se il calcio sia ancora pronto per questo. Ne ho parlato con Gay Gooners, a volte vanno in un pub per vedere le partite e hanno problemi con altri fan dell’Arsenal solo perché indossano una sciarpa Gay Gooners o qualcosa del genere. Il che, per me, è pazzesco. Facciamo tutti parte della stessa famiglia.

Bellerín è da tempo alleato della comunità LGBTQ +, avendo lavorato fianco a fianco ai tifosi LGBTQ + dell’Arsenal, i Gay Gooners. Il difensore ha anche sostenuto la campagna di Stonewall e Rainbow Laces della Premier League, lo scorso anno, per dire basta all’omotransfobia.

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La scorsa settimana Philipp Lahm, ex calciatore del Bayern Monaco, ha consigliato il silenzio ai colleghi omosessuali dalle pagine della sua autobiografia. “Le possibilità di fare un tentativo in Bundesliga e passarla liscia sono scarse”. “Se un giocatore pensasse di fare qualcosa del genere e me ne parlasse, gli consiglierei di consultarsi molto bene con i suoi più stretti confidenti, e di rendersi conto onestamente delle sue motivazioni. Ma gli sconsiglierei di parlarne anche con i suoi compagni di squadra“.

Parole che hanno aperto l’ennesimo dibattito sul tema coming out nel mondo del calcio, da sempre inattaccabile tabù che prima o poi, da qualche parte, dovrà necessariamente iniziare a scricchiolare. A parlarne oggi anche il giornalista sportivo Marino Bartoletti, dalle pagine di MOW – Men On Wheels: «L’argomento è piuttosto ignorato, e questo già è una piccola colpa, perché sembra quasi ci si debba vergognare di qualcosa. Non credo si possa parlare di omofobia, ma il fatto che ci si stupisca ancora oggi, dovrebbe far rifletterei. Nel calcio femminile c’è il fenomeno opposto, perché si associa il calcio all’omosessualità femminile. La cosa che fa riflettere è che la si consideri ancora qualcosa di cui stupirsi».

Anche la storia di Roberto Mancini gay presunto, nonchè apostrofato come f*ocio in una particolare occasione, dice molto sugli stereotipi ancora presenti nel mondo del calcio.

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