HIV e patente, il caso della Usl finisce in Parlamento

Dopo la segnalazione del lettore sieropositivo di Mestre costretto a rinnovare la patente ogni due anni senza nemmeno controllare i parametri della patologia, i Radicali presentano un’interrogazione.

Con un’interrogazione urgente a tre ministri, Salute, Trasporti e Pari Opportunità, i Radicali portano in Parlamento la vicenda della Usl di Mestre. È stata Rita Bernardini, che è anche presidente dell’associazione radicale Certi Diritti che da venerdì terrà il suo congresso a Milano, a farsi carico dell’iniziativa.

Il testo depositato chiede tre cose: se la prassi della USL, che costringe le persone sieropostive a presentare domanda di rinnovo della patente ogni due anni con conseguenti costi e disagi, sia quella obbligatoria prevista dalle norme che regolano rilascio e il rinnovo della patente di guida; quali sono i criteri medico-scientifici seguiti; se i ministri interrogati reputino quelle disposizioni discriminatorie e quindi da eliminare.

Il testo sottolinea anche come la commissione preposta alla visita per il rinnovo del documento non si occupi minimamente di verificare il reale stato di salute della persona visto che al lettore che ha segnalato a Gay.it la prassi cui è costretto dal 2007 non è mai stato nemmeno chiesto un certificato con i parametri necessari a verificare la progressione – o regressione – del virus HIV, cioè viremia e numero di anticorpi.

La palla passa adesso ai ministri interrogati che dovranno dare le rispote necessarie a risolvere una vicenda umana prima che burocratica.

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