Arriverà il 12 maggio su Netflix Il ballo dei 41, film di David Pablos con Alfonso Herrera, Emiliano Zurita, Mabel Cadena e Fernando Becerril, ispirato a fatti realmente accaduti 120 anni fa.
Il 18 novembre del 1901, la polizia messicana effettuò un raid illegale in una una casa privata di Città del Messico, in Calle de la Paz, dove trovarono 41 uomini, 19 dei quali vestiti con abiti femminili. Nomi famosi, importanti. Fu uno scandalo. La stampa dell’epoca ci andò a nozze, con prime pagine che titolavano “il ballo dei 41 finocchi“. Voci mai confermate parlavano di un 42esimo partecipante, ovvero Ignacio de la Torre, genero di Porfirio Díaz (all’epoca presidente in carica del Messico), al quale sarebbe stato permesso di scappare. I 41 vennero condannati e umiliati pubblicamente. Quel raid fu un punto di partenza, perché da quel momento aumentarono a dismisura le incursioni della polizia contro gli omosessuali, spesso spediti in galera nel carcere delle Isole Marías. Non a caso, da allora nella cultura popolare messicana i numeri 41 e 42 sono utilizzati per indicare l’omosessualità: il 41 per quella attiva e il 42 per quella passiva.
Il film Netflix ricostruisce proprio quegli accadimenti, con Ignacio de la Torre marito della figlia del presidente messicano. Ma Ignacio conduce una doppia vita, avendo perso la testa per Evaristo. Segreti che vengono a galla proprio la notte del 18 novembre 1901, con il raid della polizia passato alla storia come “il ballo dei 41”.



