J.K. Rowling, accusata di transfobia, non potrà partecipare al ventesimo anniversario di Harry Potter

J.K. Rowling ha creato una storia che riunisce da vent’anni un numero spropositato di fan in tutto il mondo, ma le accuse di transfobia non desistono e lei continua ad affondare. Qui ripercorriamo tutta la vicenda, scivolone dopo scivolone.

jk rowling
11 min. di lettura

Qui si parla di J.K. Rowling, la donna di fama mondiale più ricca d’Inghilterra dopo la Regina Elisabetta, celebre per essere la mente creatrice di Harry Potter, saga da oltre 500 milioni di copie vendute. Ora, si parla ancora di lei in quanto ideatrice del mondo di Hogwarts, o in quanto donna transfobica?

K. Rowling – l’inizio del crollo

Partiamo dagli albori della storia: cos’è successo? Il 19 dicembre 2019, J.K. Rowling si esprime riguardo il licenziamento di Maya Forstater, ricercatrice del Center for Global Development, esonerata per aver scritto: “gli uomini non possono trasformarsi in donne”. L’emblema dell’essere transfobici. Ma qua si parla di Forstater.

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La caduta di stile piuttosto inaspettata è giunta quando Rowling, in sua difesa, scrive: “(…) Far perdere il lavoro alle donne per aver dichiarato che il sesso è una cosa reale?”. Con la connotazione di reale si sottintende che il percorso di transazione trasformi una persona da reale a irreale: quindi, cara Rowling, tutte le persone transessuali sono fantocci? Burattini? Invenzioni?

Ma non si ferma qui: il 6 giugno del seguente anno, Twitta “Persone con le mestruazioni. Sono sicura che c’è una parola per definirle. Aiutatemi. Wumben? Wimpund? Woomud?”, facendo chiaramente riferimento al sostantivo inglese Women, donne.

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Per l’apparente open-minded, celebre, conosciutissima autrice, il sesso biologico di una persona è sufficiente a definirne l’identità e l’orientamento sessuale. Riassumendo? Nasci uomo, rimani uomo, ti sposerai con una donna. Un concetto così desueto che dovrebbe fomentare l’irascibilità di tutti i lettori, tanto da far loro gridare “Evanesco!” con la bacchetta in mano, l’incantesimo che avrebbe fatto il giovane Harry per farla scomparire dalla scena.

Un “Evanesco!” vaneggia nell’aria ed entra nelle menti dei pensatori che decidono di esonerarla – nemmeno la panchina le sarà concessa! Infatti, HBO Max vieta le tribune a Rowling, non invitandola alla Harry Potter Reunion 2022.

Ma cos’è successo, quindi, alla medesima donna che nel 2015 parlava di persone senza fare distinzione alcuna tra reale, irreale, con le mestruazioni o senza? Ricordiamo che Albus Silente era stato apertamente discriminato da una ragazza che, non capacitandosi di come quest’ultimo potesse essere omosessuale, lasciava intendere un qualche trucchetto di magia per mascherare l’orientamento sessuale. E Rowling, prontamente, aveva parlato di persone, rispondendo: “forse perché le persone gay sono semplicemente…persone?”.

Kafka scrisse Die Verwandlung, La Metamorfosi; al contrario, però, sembra che Rowling anziché auto-isolarsi perché diversa, imponga l’isolamento, conferendo una percezione di diversità – e di irrealtà, nei confronti delle, in questo caso, persone transessuali.

Scuse e giustificazioni: Rowling si spiega

Confusionale, vittima sarcastica, audace egoista, espone con forte convinzione una delle ragioni per cui dice di essere preoccupata per le conseguenze dell’attuale attivismo trans*. Srotola questa catena ingarbugliata facendo parallelismi tra situazioni toccate con mano e vissuti delle persone trans*, pubblicando una lettera sul suo blog.

Sono sotto gli occhi del pubblico da oltre vent’anni e non ho mai parlato pubblicamente di come sia sopravvissuta agli abusi domestici e alle aggressioni sessuali. Questo non perché mi vergognassi di quelle cose che mi sono successe, ma perché sono ricordi traumatici. Mi sento anche protettiva nei confronti di mia figlia”.

Introduzione strappalacrime quella di Rowling che, con una spiccante sensibilità nei confronti dei bambini, risponde ritwittando il post di una giovane di soli 9 anni che aveva condiviso sul suo profilo Twitter la personale illustrazione di Ickabog, personaggio del nuovo libro della madre del maghetto, rispondendole: “Adoro questo Ickabog davvero favoloso, con le orecchie da pipistrello, gli occhi non corrispondenti e i terrificanti denti macchiati di sangue! #TheIckabog”. Nulla di male fin qui. Aggiunge però una frase, erroneamente a quanto dice, che non rientra né nel mondo di Ickabog né in quello di una potenziale trama: “In tribunale, Tara Wolf ha sostenuto che il post di Facebook in cui aveva detto che voleva “sc*pare alcune TERF” era solo “spavalderia””.

Chiariamo brevemente: Tara Wolf è una donna transgender, condannata nel 2017 per aver aggredito Maria Maclachlan, una TERF. Una TERF? Niente più che una femminista radicale ma transfobica: sembra quasi un ossimoro lottare per i diritti di alcune persone e avere una fobia nei confronti di altre. Il tweet è stato immediatamente cancellato, son bastati però pochi centesimi di secondo per far si che arrivasse l’ennesima conferma: J.K. Rowling è transfobica.

Mi dispiace per la frase casuale e totalmente sconnessa comparsa all’interno del tweet. Ho accidentalmente incollato in parte un messaggio molto “non-Ickaboggish” che avevo appena ricevuto”.

Se un messaggio viene incollato, però, si sottintende la precedente copiatura; se vogliamo pensare male, il tris scritto-copiato-incollato potrebbe essere una valida ipotesi. Infatti, Rowling si professerà costernata, ma non abbasserà mai il capo ponendo delle scuse per quanto sostenuto contro le persone trans*.

Tornando alla lettera strappalacrime, dopo qualche frase improvvisata che personalmente elido, “sono riuscita a sfuggire al mio primo matrimonio violento con qualche difficoltà, ma ora sono sposata con un uomo veramente buono, protettivo come non mi sarei mai aspettata in un milione di anni. Tuttavia, le cicatrici lasciate dalla violenza e dalle aggressioni sessuali non scompaiono, non importa quanto sei amata, e non importa quanti soldi hai fatto. Il mio nervosismo perenne viene visto come uno scherzo in famiglia – e anche io so che è divertente – ma prego che le mie figlie non abbiano mai le stesse ragioni per odiare improvvisi rumori forti o quando ti ritrovi persone dietro di te senza averle sentite avvicinarsi”.

Quindi, stando al suo ragionamento, violenza chiama violenza? Traumi personali hanno il diritto di essere sfogati e assolti provocandone di nuovi?

Ma aggiunge, “se poteste entrare nella mia testa e capire cosa provo quando leggo di una donna trans che muore per mano di un uomo violento, trovereste solidarietà. (…). Le persone trans hanno bisogno e meritano protezione. Come le donne, è molto probabile che vengano uccise da partner sessuali. Le donne trans che lavorano nell’industria del sesso, in particolare le donne trans di colore, sono particolarmente a rischio. Come ogni altro sopravvissuto ad abusi domestici o aggressioni sessuali, non provo altro che empatia e solidarietà con le donne trans che sono state abusate dagli uomini. Quindi voglio che le donne trans siano al sicuro. Allo stesso tempo, non voglio che donne biologiche siano meno al sicuro”.

Il tocco di grazia e la retorica transfobica

La catena comincia a essere visibilmente ingarbugliata, ma ecco arrivare la ciliegina sulla torta, che se avesse evitato, si sarebbe probabilmente risparmiata ulteriori critiche: “Quando apri le porte dei bagni e degli spogliatoi a qualsiasi uomo che crede o si senta una donna – e, come ho già detto, i certificati di conferma di genere possono ora essere rilasciati senza alcun intervento chirurgico O cura ormonale – stai aprendo la porta a tutti gli uomini che desiderano entrare. Questa è la semplice verità”.

Tra i punti di forza del movimento TERF c’è il vietare l’accesso ai bagni femminili alle donne trans; per le TERF, infatti, le donne trans rimangono maschi e, inoltre, ogni uomo è un futuro molestatore. Anche questa, è stata una virata mal fatta.

Non demorde nel virare e torna con una carica impensabile ad accusare le associazioni transgender, sostenendo nel suo saggio anti-trans* che “non mi piegherò di fronte a un movimento che ritengo stia facendo danni dimostrabili nel tentativo di erodere il concetto di “donna” come classe politica e biologica, offrendo protezione ai molestatori come pochi nella storia”.

Perché per lei il concetto di donna è riconducibile a due poli che si precisano dalla nascita: maschio e femmina che, legati da fattori anatomici e fisici hanno o meno le mestruazioni e che l’inclusione nella categoria di donna per le donne trans danneggerebbe le persone biologicamente donne. Il femminismo essenzialista, infatti, considera una corrispondenza tra sesso e genere; ci siamo mai chiesti come mai Rowling non utilizza mai la parola gender ma solo ed esclusivamente la parola sex? Ora possiamo inquadrare ancor meglio la gravità della sua radicale posizione e giustificare ampiamente la posizione di HBO max nell’esonero. Per lei, le donne trans non sono donne e gli uomini trans sono donne oppresse dal patriarcato, ecco il pensiero del movimento essenzialista trans-escludente.

jk rowling

Si dà talvolta per scontato che professione e morale vadano a braccetto; con Rowling non è stato così. Infatti, sembra non riesca ad esprimersi efficacemente quando si tratta di argomentare in difesa delle persone trans*: ogni sforzo è una caduta di stile. Eppure, è un’eccelsa autrice…

Se il sesso non è reale, allora non può esserci alcuna attrazione tra persone dello stesso sesso. Se il sesso non è reale, si cancella la realtà vissuta da tutte le donne del mondo. Conosco e amo le persone trans, ma cancellare il concetto di sesso significa non dare la possibilità a molti di discutere delle proprie vite. E dire la verità non vuol dire odiare”.

“L’idea che donne come me, empatiche da decenni nei confronti delle persone trans, vulnerabili come le donne, per esempio, nei confronti della violenza maschile, odino le persone trans perché credono all’esistenza del sesso non ha senso. Io rispetto i diritti di ogni persona trans di vivere in qualsiasi modo. Marcerei con voi se foste discriminati perché trans. Ma vedo la mia vita che si caratterizza in quanto donna. E non credo che dirlo significhi odiare”.

Non sembra ancora essersi stufata di affondare; non tarda ad arrivare il like a un Tweet di We the Females, nota organizzazione transfobica. “J.K. Rowling, un grande grazie dal Canada dove i diritti delle donne alla privacy sono stati gettati nel water con la Proposta di Legge C16. Ora la C8 trasformerà in criminale un terapista che consiglia a un ragazzino di accettare il corpo in cui è nato. Ci hai dato speranza. #IStandWithJKRowling #StopBillC8”.

La C8 è una legge canadese che, se approvata, vieterebbe le terapie di riorientamento sessuale mirate a convertire le persone omosessuali/bisessuali in eterosessuali e le persone transgender in cisgender. Ma il collettivo We the Females incita a fermare l’approvazione di questa legge e l’hashtag parla chiaro: “Stop Bill C8”. Rowling sembra apprezzare.

È un cane che si morde la coda, sebbene questo cane abbia le parvenze di una lucertola: ad ogni coda morsa, ritorna e ci riprova, virando male, ma perché è questa la sua morale benché cerchi di camuffarla – vani sforzi, scivolando continuamente sulla retorica transfobica.

La posizione contrastante dei protagonisti di Harry Potter

La famiglia di Hogwarts, riconoscente verso la scrittrice inglese, si trova ora in posizioni nettamente contrastanti rispetto quelle di Rowling.

Emma Watson non tarda a prendere incisivamente le distanze da chi l’ha plasmata nell’adorabile Hermione. “Le persone trans sono chi dicono di essere e meritano di vivere la propria vita senza essere costantemente interrogate o informate di non essere quello che dicono di essere”. Giusto per puntualizzare la sua contrarietà circa il pensiero saldo della comunità TERF.  “Voglio che i miei follower trans sappiano che io e tante altre persone in tutto il mondo vi vediamo, vi rispettiamo e vi amiamo per quello che siete”. E il suo, è amore vero e radicato: si è mossa concretamente, invitando i suoi follower a donare un contributo monetario a Mermaids e Mama Cash, due associazioni che rispettivamente dal ’95 e dal ’83 sono protagoniste nella lotta per i diritti transgender – e non solo.

Se parliamo di Emma Watson, non possiamo che parlare di Rupert Grint, conosciuto nella saga come Ron Weasley. Ha sottolineato a più riprese la sua riconoscenza nei confronti di chi gli ha dato uno slancio nella carriera, fin da piccolo. Ma il silenzio, questa volta, non poteva appartenergli. Così ha parlato, prendendo le distanze da Rowling, che è stata mamma un po’ per tutti loro, non solo per Harry Potter. Così, dichiara

“Sono enormemente grato per tutto ciò che ha fatto. Penso che sia estremamente talentuosa, e voglio dire, chiaramente i suoi lavori sono geniali, ma sì, penso anche che tu possa avere un enorme rispetto per qualcuno e ancora non essere d’accordo con cose del genere. A volte il silenzio è ancora più rumoroso. Mi sentivo come se dovessi farlo, perché penso che fosse importante. Non sono un’autorità in materia. Ma sono per la gentilezza e per il rispetto delle persone. Credo che le persone transgender siano un gruppo prezioso che penso debba difendere”.

E per finire, si oppone alle posizioni di Rowling: “Le donne trans sono donne a tutti gli effetti. Gli uomini trans sono uomini a tutti gli effetti. Dovremmo avere tutti il diritto di vivere con amore e senza giudicare o essere giudicati”.

J.K. Rowling, accusata di transfobia, non potrà partecipare al ventesimo anniversario di Harry Potter - il trio protagonista e la scrittrice j k rowling alla premiere londinese di harry potter e la camera dei segreti 139034 2 - Gay.it

A comprendere – ed esplicitare, la confusione apparente dell’autrice inglese, è Miriam Margolyes, la professoressa Sprite in Harry Potter, che appartiene da sempre alla comunità LGBTQ+. Lesbica dichiarata con una relazione longeva e felice di raccontare, sembra aver limpidamente inquadrato la creatrice del suo personaggio in Harry Potter. “So cosa è successo … J.K. ha una visione piuttosto conservatrice delle persone transgender. Ma io non riesco proprio a starle dietro. È una questione di felicità personale, penso che questo sia ciò su cui tutti dovrebbero concentrarsi. Se volessi davvero essere una donna, dovresti esserlo. Non puoi essere fascista a riguardo. Penso che sia confusa”.

E come darle torto.

Altre pietre al collo sono state aggiunte da Evanna Lynch e Bonnie Wright, le due interpreti di Luna Lovegood e Ginny Weasley; il fondo per Rowling è sempre meno distante.

Bonnie è stata riassuntiva nel dire: “Se Harry Potter è stata per voi una fonte di amore e sentite che vi appartiene, quell’amore è infinito ed esiste per essere preso da chiunque, senza pregiudizi o messe in discussione. Le donne trans sono donne. Vi vedo e vi amo. Bonnie”.

Evanna, più prolissa, si dilunga, ma prendiamo in considerazione alcuni frammenti: ““Sentirsi non adeguati o non accettati per quello che si è è terribile, non farò parte di quelle persone che ghettizzano le persone trans”. “Dobbiamo lavorare su noi stessi. Rivolgo un pensiero affettuoso alla comunità trans, specialmente oggi”. Grata per l’affetto dedicato da Rowling nei confronti delle persone vulnerabili, riconosce quello che sembra essere il suo limite verso le persone trans*. “Dobbiamo lavorare su noi stessi” come promemoria per la ricca inglese, prima di esordire con ennesimi documenti e saggi fallimentari.

E Daniel Radcliffe, o meglio, Harry Potter? Il primogenito, si espone. E si espone scrivendo sul sito web Progetto Trevor, organizzazione no profit che si dedica 24/7 a tutti quei giovani discriminati, incompresi, fragili, annullati, salvaguardandoli da crisi e suicidi, “Le donne transgender sono donne. Qualsiasi affermazione contraria cancella l’identità e la dignità delle persone transgender e va contro ogni consiglio dato dalle associazioni sanitarie professionali che hanno molta più esperienza in materia rispetto a Jo e al sottoscritto”. Il giovane Daniel si rivolge ai fan, i quali in molti accusano una labirintite imprevista, sconvolti dalle posizioni della creatrice del loro idolo.

Spero davvero che non perderete del tutto ciò che per voi è stato tanto prezioso in queste storie. Se questi libri vi hanno insegnato che l’amore è la forza più forte dell’universo, capace di vincere qualsiasi cosa; se vi hanno insegnato che la forza si trova nella diversità e che le idee dogmatiche di purezza portano all’oppressione dei gruppi vulnerabili; se ritenete che un determinato personaggio fosse fluido, trans, genderqueer o che sia gay o bisessuale; se avete trovato qualcosa in queste storie che vi rispecchia e che vi ha aiutato in qualsiasi momento della vostra vita, allora è una cosa tra voi e il libro che leggete, ed è sacro”.

Le reazioni dei fan

Per molti (e dire molti è estremamente riduttivo), Rowling è stata creatrice di sogni nelle notti interminabili. E ora, le notti di molti fan sono incubi. Quello che rimane è un’affezione regale nei confronti del maghetto e del suo mondo, che fortunatamente unisce comunità di persone incitandole a schierarsi contro le dichiarazioni della scrittrice. E così, i due fansite più attivi – The Leaky Cauldron e MuggleNet, si espongono: “Sebbene sia difficile parlare contro qualcuno di cui abbiamo ammirato tanto il lavoro, sarebbe sbagliato non usare le nostre piattaforme per contrastare il danno che ha causato. La nostra posizione è ferma: le donne transgender sono donne. Gli uomini transgender sono uomini. Le persone non binarie sono non binarie. Le persone intersex esistono e non dovrebbero essere costrette a vivere nel binario (…)”.

Abbiamo visto innumerevoli persone usare i libri di Harry Potter per esplorare le proprie identità diffondendo amore e accettazione. Sappiamo che questo è ancora possibile e sappiamo che vogliamo continuare a far parte di quel movimento. Ci impegniamo a fare un lavoro ancora migliore nella nostra comunità per supportare e sostenere le persone che sono state emarginate e diffondere un cambiamento positivo dall’interno delle nostre piattaforme”.

A coronare questo disdegno è Chaz Salvatore Bono, attivista transgender, fanatico di Harry Potter. La sua delusione nei confronti di Rowling è chiara: “Quando la persona che scrive la tua serie preferita di libri sugli oppressi decide di iniziare a opprimerti, è molto strano, non ha alcun senso, è difficile capirci qualcosa”.

Harry Potter non è J.K Rowling

Il recentissimo Tweet di Rowling esplicita il suo timore nei confronti di tutte quelle donne che hanno ricevuto intimidazioni e minacce per aver “rifiutato di accettare acriticamente l’idea socio-politica secondo cui l’identità di genere dovrebbe sostituire quella di sesso”.

Ricordiamo che è a partire dagli anni ’50 e ’60 che la ricerca psichiatrica, sociologica e antropologica americana ha cominciato ad utilizzare il termine genere per distinguerlo da sesso. Con quest’ultimo, puntualizzando come è doveroso fare, ci si riferisce solo ed esclusivamente all’anatomia di una persona; con l’identità di genere, invece, si indica la percezione che ciascuno ha di sé.

Schematicamente, una donna trans* non potrà mai essere considerata un uomo solamente perché l’anatomia alla nascita era quella di un maschio. L’identità di genere, in tal caso, sostituisce quella di sesso. È tempo di andare oltre.

Una donna trans* è una donna.

Un uomo trans* è un uomo.

È ora di aggiornarsi un po’!

Rowling ha creato una storia che riunisce da vent’anni un numero spropositato di bambin*, ragazz* e adult*. È una storia dalle radici troppo forti per essere sradicate da venti discriminanti e transfobici.

Ma Rowling affonda; tanto esperta di mondi magici quanto incapace di comprendere il mondo reale.

Teniamoci Harry Potter e salutiamo Rowling. Del resto, “Harry Potter non è J.K.Rowling”.

Francesca Pregnolato

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Daniela Zeffiro 27.11.21 - 9:22

Secondo il giornalista Rampini in una sua recente apparizione nello spazio tv serale di Italia Sera condotto da Barbara Palombelli su rete 4 negli Stati Uniti sta crescendo il potere della frangia più radicale della comunità gay, specialmente quella trasgender che ha minacciato la Rowling e ha allertato l' Italia su questo cosi tutti i media fi destra ne hanno fatto bandiera e immaginate i commenti su questo, di pura linea violenta transfobica. Considerando che non bisogna fare di tutta un' erba un fascio, che la Rowling ha il diritto di esprimere le sue opinioni anche assurde senza che la si minacci, che il mondo LGBTQ non è solo quello degli USA, considerando tutto questo trovo che ci sia un accanimento di paura contro persone che vogliono solo essere se stesse, sta al buon senso legislativo e medico saper esprimere considerazioni vere su una problematica che prima di tutto è di chi la sta vivendo. Certo dare la patente di donna a chi si si sveglia un mattino e decide di esserlo è una fesseria, ma penso che la realtà sia ben altra cosa. Le esagerazioni non portano avanti nel cammino della conoscenza reciproca e bisogna sempre fare attenzione perché non voglio trovarmi di nuovo nell' atmosfera pre Stonewall Inn.

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