24enne brasiliano, Joao Lucas Reis da Silva ha scritto una pagina di storia nel tennis maschile dopo aver fatto coming out, in quanto primo tennista professionista ancora in attività a dichiarare pubblicamente la propria omosessualità.
Un coming out storico

Numero 401 del ranking singolare ATP e 367 del doppio, Joao Lucas ha fatto coming out su Instagram pubblicando una serie di scatti insieme al fidanzato Gui Sampaio Ricardo, attore e modello. “Buon compleanno. Buona vita. Ti amo così tanto“, ha scritto da Silva, lo scorso anno arrivato ad un passo dai primi 200 del mondo. Guadagnati 177,140 in premi in tutta la propria carriera, Joao Lucas è nato a Recife e solo quest’anno si è portato a casa circa 50.000 dollari.
Il suo è un coming out storico, come detto, perché il circuito maschile è da sempre restio all’omosessualità dichiarata, a differenza di quello femminile. Daria Kasatkina, stella russa nonché decima giocatrice al mondo, ha fatto coming out nel 2022, seguita pochi mesi dopo da Nadia Podoroska. Nel 2020 Greet Minnen e Alison Van Uytvanck si sono invece baciate in campo dopo una vittoria, con l’americana Emina Bektas attualmente fidanzata con la collega britannica Tara Moore. In passato, come dimenticarlo, ci sono state leggende del tennis femminile dichiaratamente lesbiche. Da Martina Navratilova a Billie Jean King passando per Amélie Mauresmo.
Il precedente di Brian Vahaly

L’ex numero 57 del mondo Brian Vahaly ha fatto coming out nel 2017, ovvero 10 anni dopo essersi ritirato dallo sport, raccontando come il tennis maschile sia ancora fortemente chiuso. “Durante i tornei si facevano un sacco di battute omofobe. Si tratta di un circuito molto maschilista e competitivo. Non c’è rappresentanza per i gay, a differenza del circuito femminile. Sicuramente da giovane non avevo una grande personalità e avevo bisogno di capire al massimo me stesso, e soffrivo del fatto che nel tennis non ci fosse nessuno con cui parlarne e nessuno che stesse vivendo qualcosa di simile“, disse al The Telegraph nel 2018. “Mi chiedo se la qualità del mio gioco ne avrebbe beneficiato nel caso in cui fossi stato più libero mentalmente. Detto questo, so che durante gli anni Duemila non mi sarei sentito a mio agio a viaggiare in giro per il mondo. Alcuni paesi sono ancora oggi molto ostili nei confronti dei gay. C’era comunque una componente di rischio con un eventuale coming out, anche dal punto di vista economico. Come avrebbero reagito gli sponsor? Non si può sapere. Sono rischi che non vuoi correre se hai passato 25 anni a lavorare come tennista“.

