
Josephine Yole Signorelli, nell’intervista al magazine 7 per mano di Teresa Ciabatti al Corriere, parla anche della sua transizione. Fumettibrutti è una donna transessuale, che ha avuto una transizione lunga e difficile, a partire dai 7 interventi chirurgici a cui ha dovuto sottoporsi.
Tre opere per raccontare la transizione: la storia di Josephine Yole Signorelli
Fumettibrutti ha voluto sfruttare a sua abilità per raccontare una sua esperienza personale, dolorosa, difficile. Ma alla fine, felice. Lo ha fatto con tre opere autobiografiche, in cui racconta dettagliatamente la “trasformazione” da ragazzo a ragazza. Oltre a “Romanzo Esplicito“, la storia prosegue con la seconda opera, “P, la mia adolescenza trans, ovvero lo svelamento“, pubblicata un anno dopo. E si conclude con Anestesia.
È qui che parla delle 7 operazioni che ha dovuto subire per la transizione.
Se vai in una struttura dove i dottori non sono specializzati corri dei grandi rischi. So che quello che è successo a me è successo anche ad altri nello stesso posto.
Ma nonostante questo, non si è persa d’animo.E ha continuato la sua strada, sicura del suo l’obiettivo finale.
Le donne trans viste come “trappole”
Ma Josephine Yole Signorelli ricorda anche come venivano trattate le persone transgender nel passato, comparando il tutto a oggi:
Ci sono delle differenze dalla generazione precedente a quella successiva. Di recente ho scoperto che le ragazze trans più piccole si definiscono “trappole”. Per me era la peggior offesa. Dicevano: “Attenzione a quella, è una trappola”, per dire che ero trans, e io mi sentivo morire. Le ragazzine trans di adesso rivendicano questa parola, e io ne sono felice.
Oggi sono quella che vedete nelle belle foto di questo servizio. Non ho più bisogno di nascondere i vestiti nel baule, come nella favola Pelle d’asino, la mia preferita.
