La Federal Communications Commission (FCC) è un’agenzia governativa indipendente degli Stati Uniti che da oltre 90 anni regola le comunicazioni interstatali e internazionali (radio, TV, satelliti, cavo e wireless), protegge i consumatori, promuove l’innovazione e gestisce le licenze spettro radio, garantendo standard tecnici.
A guidare dal 2025 la Commissione federale per le comunicazioni troviamo Brendan Carr, nominato dal presidente Donadl Trump e pronto ad accontentarlo con alcune possibili modifiche al sistema di classificazione del settore televisivo.
Bollini rossi per programmi animati con personaggi trans e non binari?

Come riportato da Variety, una nuova campagna “anti-woke” starebbe per coinvolgere proprio la FCC, per evitare che i cosiddetti programmi “adatti ai bambini” possano trattare contenuti con tematiche “transgender e non binarie“.
Carr, via X, ha scritto: “Anni fa il Congresso ha approvato una legge che dà ai genitori il potere di decidere i tipi di programmi TV appropriati per i loro figli, istituendo un sistema di classificazione per i programmi televisivi. Ma recentemente genitori hanno espresso preoccupazioni in merito all’approccio del settore, in particolare per quanto riguarda l’aumento incontrollato dei rating. Nello specifico, sostengono che i programmatori di New York e Hollywood promuovano contenuti controversi nei programmi per bambini senza fornire alcuna trasparenza o informazione ai genitori. Questo mina lo scopo stesso della legge e del sistema di classificazione su cui i genitori fanno affidamento. La FCC sta ora raccogliendo commenti sull’adeguatezza dell’approccio del settore nel fornire ai genitori le informazioni e le divulgazioni rilevanti per le loro attuali esigenze”.
Secondo il presidente della Federal Communications Commission l’industria dell’audiovisivo starebbe quindi “promuovendo” personaggi trans e non binari ai più piccoli spettatori d’America.
Le classificazioni televisive, adottate nel 1996, sono utilizzate dalle emittenti televisive tradizionali, dai fornitori di pay-TV via cavo e satellitare e dalle piattaforme di streaming. Il sistema è supervisionato dal TV Parental Guidelines Monitoring Board, istituito dopo l’approvazione da parte del Congresso di una legge che nel 1996 ha portato alla creazione di un sistema di classificazione volontario del settore. Sebbene la FCC non stabilisca o applichi direttamente le classificazioni dei contenuti televisivi, ha l’autorità di valutarne l’efficacia.
Secondo il Media Bureau, “negli ultimi anni… sono state sollevate significative preoccupazioni in merito al sistema di classificazione. Ad esempio, alcuni commentatori hanno espresso alla FCC preoccupazioni circa l’accuratezza delle classificazioni, l’appropriatezza delle stesse e chiesto un’inversione di tendenza, affinché contenuti maturi, per adulti o inappropriati siano classificati come non adatti ai bambini più piccoli. La FCC vuole garantire che il sistema di classificazione continui a servire allo scopo per cui il Congresso lo aveva concepito: dare ai genitori gli strumenti per prendere decisioni informate per i propri figli. Recentemente, i genitori hanno espresso preoccupazione per il fatto che temi controversi relativi all’identità di genere vengano inclusi o promossi nei programmi per bambini senza alcuna informazione o trasparenza. Nello specifico, le linee guida del settore su cui i genitori fanno affidamento classificano i programmi con contenuti transgender e non binari come adatti a bambini e ragazzi, senza però fornire queste informazioni ai genitori, minando così la loro capacità di fare scelte consapevoli per le proprie famiglie”.
AAA cercasi opinioni

L’agenzia ha dichiarato di essere alla ricerca di opinioni in merito a una “maggiore trasparenza” del TV Parental Guidelines Monitoring Board e all'”accuratezza delle classificazioni televisive“. Ci sarà tempo fino al 22 maggio per esprimere opinioni e fino al 22 giugno per avere risposte adeguate.
La commissaria della FCC Anna Gomez, l’unica democratica dell’agenzia, ha così replicato: “Le famiglie americane sono preoccupate per l’accessibilità economica, la disponibilità e l’aumento dei costi, non per la presenza di sufficienti avvertenze sull’identità di genere nel sistema di classificazione televisiva”. “I dati della stessa FCC dimostrano che il sistema attuale funziona bene. I controlli a campione dell’ultimo rapporto annuale hanno individuato solo due casi in cui una classificazione necessitava effettivamente di modifica. Questa è una soluzione in cerca di un problema, e un altro esempio di come questa Commissione dia priorità alla politica della guerra culturale rispetto alle questioni reali che riguardano ogni giorno i consumatori”.
La richiesta di contributi pubblici sulla questione è stata intitolata “Il Media Bureau della FCC chiede commenti su come dare maggiore potere ai genitori per proteggere i propri figli e fare scelte informate sui programmi televisivi che guardano“.
La deputata repubblicana Erin Houchin si è subito detta pronta ad intervenire, ringraziando la FCC “per aver preso in esame le classificazioni dei contenuti per bambini guidate dall’industria. Non vedo l’ora di lavorare con Brendan Carr su questo argomento“.
La GLAAD replica alla FCC
Sarah Kate Ellis, presidente e CEO di GLAAD, ha pubblicamente criticato Brendan Carr e la Federal Communications Commission (FCC) per l’indagine sulla rappresentazione delle persone trans nei media, affermando che sta causando “danni agli americani LGBTQ”. “I genitori dovrebbero assolutamente avere voce in capitolo su ciò che guardano i loro figli, e i genitori sanno già che vedere una persona LGBTQ sullo schermo o nella vita reale non fa male”. “Ciò che fa male è l’ingerenza del governo. Sotto la guida di Brendan Carr, la Federal Communications Commission sta ancora una volta cercando di dettare ciò che si può vedere in televisione.”
Ellis ha sottolineato come il 23% degli americani sotto i 30 anni appartenga alla comunità LGBTQ+ e che oltre 5 milioni di bambini nel Paese hanno genitori LGBTQ+. “Le aziende mediatiche devono poter creare e trasmettere storie che riflettano un quarto del loro pubblico senza interferenze da parte di un’agenzia governativa con una propria agenda politica anti-transgender“. “Ma qui non si tratta solo di televisione. Si tratta di stabilire se un’agenzia governativa possa rimodellare la cultura, limitare la narrazione e minare la libertà di espressione. Gli americani dovrebbero far sentire la propria voce inviando un commento che respinga quest’ultimo tentativo della FCC di Brendan Carr di manipolare i media, erodere la libertà di parola e danneggiare gli americani LGBTQ”.
L’ossessione repubblicana nei confronti dei personaggi trans e non binari

È un’ossessione tutta repubblicana, quella dei programmi per bambini con personaggi trans e non binari, alimentata nell’ultimo anno da Elon Musk e dall’ultradestra statunitense, priva di reale senso per la quasi inesistenza di casi documentati e ancora in onda.
Se Dead End: Paranormal Park è stata cancellata da Netflix nel 2024, così come Ridley Jones che aveva un bisonte non binario tra i protagonisti è finita nel 2023, Disney+ ha scritto la parola fine a The Owl House e al suo personaggio non binario nel 2023, mentre Transformers: Earthspark, serie animata statunitense in onda su Paramount+ con un altro personaggio non binario, è andata in archivio nel 2025.
