La rivoluzione d’amore di Marine Rosset, lesbica, mamma, cattolica a capo degli scout francesi

“In certi Paesi come l’Italia, la nostra famiglia non esisterebbe"

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Donna, socialista, lesbica, mamma: Marine Rosset è la nuova presidente degli Scout francesi. Troppo per la destra.
Donna, socialista, lesbica, mamma: Marine Rosset è la nuova presidente degli Scout francesi. Troppo per la destra.
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C’è un bambino, da qualche parte a Parigi, che ha due madri. Sorride, muove i primi passi tra le voci d’un appartamento pieno di libri e speranza. È piccolo, eppure è già metafora. È già scandalo. È già futuro.

E c’è Marine Rosset, la madre che racconta:

In certi Paesi come l’Italia, la nostra famiglia non esisterebbe”

Lo dice senza piangere. Non c’è vittimismo in lei, ma una calma feroce, la stessa che si legge negli occhi di chi ha deciso di non farsi espellere dal mondo. Marine ha trentanove anni e da poco è stata eletta presidente dei Scouts et Guides de France, uno dei movimenti educativi cattolici più importanti del Paese. 22 voti su 24. Una scelta limpida, quasi unanime. Eppure, per qualcuno, una bestemmia.

Il peccato? Esistere fuori norma

È lesbica, socialista, madre. Ha insegnato storia e geografia nei sobborghi di Seine-Saint-Denis, ha fatto politica con la sinistra, ha parlato di aborto, di diritti, di uguaglianza. Ha difeso le donne, ha detto che l’amore non conosce gerarchie di genere. Ha osato dire che il corpo è un luogo da cui si può anche partire per costruire giustizia. Il suo Instagram è privato.

Per questo, oggi, Marine Rosset è nel mirino. Non per quello che fa – è scout da una vita, è stata vicepresidente dell’associazione, è un’educatrice – ma per quello che rappresenta: un mondo che cambia, e lo fa con tenerezza e ostinazione.

Una donna sotto la pioggia

L’hanno chiamata “militante”, come se fosse un insulto. Le hanno rimproverato di avere una famiglia. Le hanno ricordato – con voce grave e catechismi alla mano – che la Chiesa non benedice il suo amore. Ma Marine non è entrata nella tenda dello scoutismo per ricevere benedizioni. È entrata per allargarla. Affinché più mani, più volti, più realtà agitassero quello spirito d’amore e vita che, lo scrivo da non credente, probabilmente piacerebbero tanto al Cristo? E che dice Prevost che ora si fa chiamare Papa Leone XIV per poter escludere certe famiglie?

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In un’intervista al magazine Émile, Rosset ha citato Isaia:

“Che la tenda sia ampia”.

Un’immagine semplice, perfetta. Una tenda che si tende, che accoglie, che protegge. Che non chiede a nessuno di nascondersi. Mi vengono in mente quegli altri pazzi (detto con tenerezza) di cristiani LGBTIAQ+ della Tenda di Gionata, che in Italia sono riusciti ad ottenere il Giubileo LGBT.

Scout nonostante tutto

C’è qualcosa di profondamente scout – nel senso più puro e radicale del termine – nella traiettoria di Marine Rosset: il servizio, la lealtà, l’idea che il dovere verso gli altri venga prima delle convenzioni. Marine ha costruito la sua autorità con i piedi nel fango, nelle riunioni educative, nei dibattiti sulla giustizia sociale. Non è una rivoluzionaria da salotto. È una madre che veglia, una pedagoga che crede ancora che il mondo si possa cambiare, un passo alla volta, una bambina alla volta, un fuoco acceso nel buio. Non si comprendere come tutto questo possa mai agitare il Cristo, Dio, lo Spirito Santo e la Madonna. Non si comprende davvero, ma in Italia subito La Verità, quotidiano della destra, parla di “incoerenza” e di “confusione“.

E invece questa tempesta è il prezzo della coerenza

La vera confusione, forse, è di chi pretende un cristianesimo senza amore, uno scoutismo senza realtà, una società senza pluralismo. Marine Rosset, invece, è il contrario di tutto questo: è incarnazione di una nuova possibilità. È una donna che sa che esistere non è mai neutro, ma può essere generoso. Che educare è scegliere di stare accanto a chi ha paura, a chi cerca. Che fare politica è, a volte, solo un altro modo di amare. Intanto, da qualche parte, quel bambino continua a crescere. Due madri. Una promessa. E una tenda che si allarga.

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