LILA Report 2019: la situazione su HIV e AIDS in Italia

I dati del report annuale dimostrano quanto la prevenzione e una corretta informazione siano fattori importanti. Ma ad oggi, molto carenti in Italia.

LILA Report 2019
3 min. di lettura

LILA ha diffuso il rapporto annuale sui servizi di helpline e di testing (dal 1 ottobre 2018 al 30 settembre 2019) che offrono alla popolazione italiana (e non solo). Nel 2019, in tutto hanno effettuato più di 10.000 colloqui, mentre “Lilachat”, il nostro forum di discussione tra persone con HIV, ha raccolto 17.000 discussioni riguardante il virus (dal 30 ottobre 2018 al 1 novembre 2019). Arrivato alla sua terza edizione, il LILA Report 2019 ha anche intervistato un migliaio di ragazzi e ragazze nelle scuole e università di Milano e Cagliari (scolastico/accademico 2018-2019), per conoscere il loro stile di vita di fronte ai rapporti sessuali.

I dati anonimi possono essere presi ad esempio, in quanto il report:

punta a fornire un quadro significativo delle necessità e dei problemi legati alla prevenzione, al sesso sicuro, al test e, infine, al vivere con l’HIV.

Punto interessante e utile di LILA è il modo in cui i dati vengono raccolti. “Le modalità relazionali con cui operano le équipe LILA, la certezza dell’anonimato, il contesto ‘non direttivo’ della relazione d’aiuto” sono fattori che contribuiscono a fornire un ambiente sicuro a chi ha bisogno di fare domande e avere risposte concrete e professionali. Procedendo in questo modo, infatti, chiunque può porre i suoi dubbi senza il timore di essere giudicati, e dare sfogo alle loro preoccupazioni.

LILA Report 2019: chi viene a cercare aiuto e cosa chiedono?

I colloqui di counselling telefonico, via mail o di persona sono stati 7.836. Parliamo di un’età compresa soprattutto tra i 30 e i 39 anni. L’83,5% sono uomini, le donne sono il 16% e le persone transgender lo 0,1%. Il 3%  sono stranieri. Anche in numero molto basso, il 3,5% di chi richiede informazioni lo fa per un amico o un familiare, mentre la stragrande maggioranza (96,5%) chiede per sé stesso. Il 10,6% di questi sono sieropositivi.

Interessante anche analizzare quali sono le domande più comuni che gli utenti pongono.

Pregiudizi, sensi di colpa, servizio di escort: queste le cause che portano ad avere delle informazioni e delle conoscenze non veritiere sul virus dell’HIV, su AIDS e su modalità di infezione.

Il 61%  delle domande guardano appunto alla trasmissione del virus e il come valutare i rischi. Il 13,7% invece si sposta dall’HIV, guardando anche alle Infezioni Trasmissibili Sessualmente (ITS).

Preoccupazione anche per le infezioni che si possono contrarre tramite sesso orale (una percentuale molto bassa) o nulla, quali:

masturbazione (10%), i contatti sessuali indiretti (6,8%) e addirittura il bacio (5,5%) […] In forte aumento, dal 18% al 27% le domande di persone preoccupate per la comparsa di presunti sintomi e disturbi che vengono attribuiti all’avvenuta infezione. 

Quasi un centinaio la richiesta di informazioni sulla PrEP (nel 2017 erano state 30).

I test

Secondo LILA Report 2019, oltre il 46% degli utenti si sono interessati al test HIV. Punto critico: il periodo finestra:

Le informazioni a riguardo sono molto discordanti: mentre c’è accordo nel ritenere definitivo un test di terza generazione a tre mesi dall’ultimo rapporto a rischio, le indicazioni riguardo ai test combinati di quarta generazione variano da trenta a quaranta a novanta giorni.

Infine, “il 21,4% non ha avuto l’opportunità di ricevere informazioni e supporto in occasione del test, un servizio fondamentale sia sul piano della prevenzione che su quello del sostegno alle persone risultate positive al test”. 

I test rapidi sono stati 2.283 con un incremento del 15%. In aumento poi chi fa il test per la prima volta, sono il 49,2%, rispetto al 42,2% dello scorso anno. Queste persone, se non si fossero rivolte a LILA, non avrebbero mai fatto il test.

LilaChat

LILA Report 2019 ha posto attenzione anche al proprio forum. Anche in questo caso, le domande riguardano la trasmissione del virus a seguito di rapporti a pagamento. Si domanda anche il rischio di contrarre malattie con l’uso del preservativo.

Dubbi confermati sul periodo finestra e sull’auto-test per l’HIV. Quest’ultimo è un ottimo metodo per rimanere aggiornati sul propio stato di salute, ma mancano sempre le informazioni base.

Le persone sieropositive si scambiano informazioni e consigli sulle terapie che seguono, e il nodo più critico: a chi dire di avere il virus, tra medici, partner e familiari. Discussione interessante anche riguardo la TasP (Terapia come Prevenzione). Questo è “un elemento rassicurante nella gestione della propria vita affettiva e sessuale ma anche, ovviamente, come elemento determinante rispetto ai progetti di genitorialità“.

La prevenzione secondo il LILA Report 2019

LILA Report 2019 mostra come ha puntata su scuole, Università e luoghi di ritrovo per le attività di prevenzione. Nonostante l’urgenza e la poca informazione a riguardo, ci sono sempre critiche da parte di “dirigenti scolastici e famiglie allo svolgimento di interventi di prevenzione nelle scuole secondarie“.

La conoscenza su HIV e MST è quella degli anni ’80, ignorando quindi decenni di ricerca.

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