Un’ondata di odio online ha colpito un’iniziativa dedicata alla salute pubblica. Sotto i post social che annunciavano una serata informativa su prevenzione e vaccini, promossa da Arcigay Rimini e dal centro antidiscriminazioni LGBT del Comune di Rimini, si sono moltiplicati commenti violenti, offensivi e minacciosi, provenienti da ambienti novax e omotransfobici.
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Rimini, incontro pubblico su prevenzione e vaccini
L’incontro, organizzato in collaborazione con AUSL Romagna – che parteciperà con medici specialisti – e con AGEDO Romagna, era in programma per venerdì 30 gennaio, presso la sala Pironi, in Corso d’Augusto 231, a Rimini. Un appuntamento aperto alla cittadinanza, pensato per fornire informazioni corrette e aggiornate su prevenzione sanitaria e vaccinazioni.
L’iniziativa è stata dedicata alla prevenzione e alle vaccinazioni, con un’attenzione specifica alle raccomandazioni per la popolazione LGBTQIA+, ma ha affrontato temi di interesse generale, che riguardano l’intera collettività. L’obiettivo è chiarire modalità di accesso ai servizi dell’AUSL Romagna, rispondere ai dubbi più comuni e contrastare la disinformazione sanitaria attraverso il contributo di professionisti qualificati.
Un approccio che si inserisce nel solco delle attività di promozione della salute pubblica portate avanti da associazioni e istituzioni locali, in un’ottica di inclusione, consapevolezza e tutela del benessere collettivo.
Il connubio tra odio novax e omotransfobia
Nonostante la natura informativa dell’evento, la sua promozione sui social network ha attirato una reazione violenta. Nei commenti si è manifestato un inedito ma non sorprendente connubio tra retorica novax e linguaggi omotransfobici, con un’escalation di insulti e minacce rivolte alle associazioni promotrici e, più in generale, alle persone LGBTQIA+.
Il livello dei commenti ha superato ampiamente il diritto di critica, sconfinando in un linguaggio apertamente denigratorio e intimidatorio, spesso accompagnato da riferimenti storici e simbolici estremamente gravi.

Tra i commenti apparsi sotto i post social si leggono frasi come: “Siete peggio dei fascisti”, “Siete pari a Menghele”, “ritardati mentali irreversibili”, “pagati da bigpharma”, “hanno inventato il vaccino contro gli LGBTQIA+?”, “non dovevate neanche nascere voi inutili”, “gender pagati da soros per favorire pedofili”, “criminali seriali”, “sistemi di castrazione nazisti”, “incontro di imbecilli”.
Non mancano espressioni apertamente minacciose come: “STATE PER FARE UNA BRUTTA FINE”, “dovete bruciare vivi”, “glielo inietto io… negli occhi”, fino a invocazioni violente e insulti di matrice sessista, omofobica e transfobica. Commenti che, per contenuto e tono, configurano un chiaro superamento dei limiti del dissenso legittimo.
Quanto accaduto riporta al centro il tema della responsabilità nell’uso dei social network. La convinzione, ancora diffusa, che le piattaforme digitali siano una zona franca dove tutto è consentito, continua ad alimentare episodi di violenza verbale e intimidazione.
Le associazioni promotrici sottolineano come molte delle espressioni comparse siano infamanti e potenzialmente rilevanti sul piano giuridico, soprattutto quando assumono la forma di minacce esplicite.
Arcigay Rimini: “Non ci faremo intimidire”
Di fronte all’ondata di odio, Arcigay Rimini ha ribadito la volontà di non arretrare. “Ogni pretesto è buono per scatenare violenza verbale, quando non anche fisica, contro le iniziative delle associazioni LGBTQI+”, si legge nella presa di posizione diffusa dall’associazione.
La posizione è firmata da Marco Tonti, presidente di Arcigay Rimini “Alan Turing”, che ribadisce l’impegno dell’associazione nel promuovere informazione corretta, salute pubblica e contrasto alle discriminazioni, anche di fronte a campagne di odio sempre più aggressive.
Alla luce della gravità dei commenti, Arcigay Rimini sta valutando anche strumenti di tutela legale. “Molte persone ritengono i social una terra di nessuno dove si può dire qualsiasi cosa, ma non è così”, viene sottolineato.
Per questo, l’associazione “considererà l’eventualità di sporgere querela contro questi odiatori da tastiera a difesa della rispettabilità delle nostre iniziative che sono sempre orientate al benessere generale e al rispetto”.

