Negli ultimi anni, in molti ambienti di presunta ispirazione liberal si è spesso parlato di “cancel culture” per criticare qualsiasi tentativo di dare maggiore visibilità e diritti alle minoranze. Alcuni intellettuali si sono prodigati in critiche spietate verso la cultura woke, agitando lo spauracchio del classico “non si può dire più niente“, davanti a richieste – avanzate nella normale dialettica democratica – di dare spazio a legittimità storiche, come quella di non dimenticare lo sterminio di nativi americani portato a compimento dai conquistatori europei nel XVIII secolo, o a nuovi simboli di inclusione, come asterischi o schwa (ə), per citare un tema caro ad alcuni sedicenti liberali italiani.
Ma come mette in luce plasticamente il reportage pubblicato dal New York Times, bibbia globale dei liberal, la vera ondata di cancellazioni linguistiche viene oggi formalizzata e imposta dai plutocrati tecnofascisti che stanno rovesciando la democrazia americana, senza alcun confronto dialettico: un’imposizione di stampo autoritario che sta eliminando sistematicamente numerosi termini legati a diversità, inclusione e giustizia sociale dai documenti e dai siti internet governativi americani.
Viene trasformato l’acronimo LGBT in LGB, vengono eliminate parole e locuzioni come transgender, discriminazione, disabilità, razzismo, affermazione di genere, violenza di genere, non binario, gender, uomini che hanno rapporti con uomini, eguaglianza, inclusività, stereotipi (lista completa in fondo all’articolo).
In questo articolo
Un paradosso politico e culturale
Un apparente paradosso, se consideriamo che alcuni di coloro che ieri criticavano aspramente la cosiddetta “censura woke” si trovano oggi ad allinearsi con la censura di stato voluta dalla Casa Bianca. Il New York Times sottolinea come questa “pulizia” del linguaggio sia frutto di varie direttive e disposizioni interni diffusi a livello federale (dunque nazionale ndr), a volte con ordini espliciti di rimuovere o sostituire certe parole, altre volte con avvertenze a usare “cautela”. Un messaggio implicito che di fatto invita a evitare ogni riferimento a diritti civili, uguaglianza di genere e parità razziale che non si conformino alla visione binaria, suprematista e conservatrice promossa dalla presidenza Trump.
Alcuni esempi di parole cancellate o sorvegliate
Come mostra la lista completa riportata dal Times (impaginata nel nostro articolo in basso, con le traduzioni ndr), i termini “diversity” (diversità), “allyship” (alleanza alle cause delle minoranze), “bias” (pregiudizio), “systemic” (sistemico), “transgender” e perfino “climate crisis” (crisi climatica) o “clean energy” (energia pulita) sono ora soggetti a limitazioni o alla totale rimozione nei documenti governativi.
Singolare anche la presenza del toponimo “Gulf of Mexico” (Golfo del Messico), a dimostrazione che, accanto a motivazioni di natura ideologica, viene confermata la certosina esecuzione di restrizione del dibattito su temi ambientali o di politica energetica. I siti istituzionali sono stati modificati su larga scala, con centinaia di pagine epurate di espressioni che potrebbero risultare scomode o in contrasto con la narrazione ufficiale.
Cancellazione di termini e limitazioni alla libertà di espressione
Una campagna di epurazione di portata inedita e metodica, che elimina intere rappresentazioni della realtà per erigere un immaginario suprematista conforme alla matrice neonazista della destra di Trump/Musk/Bannon. Un disegno che svela le ossessioni psichiatriche della nuova tirannide tecnofascista e plutocratica americana, riferimento per la destra internazionale, e che annovera numerosi sostenitori anche nell’attuale esecutivo italiano, a cominciare da Giorgia Meloni, istruita anni fa da Steve Bannon. Quella stessa destra che da tempo grida contro una fantomatica “cancel culture” che sarebbe stata promossa da comunità emarginate che negli ultimi anni provavano a ritagliarsi visibilità e diritti egualitari. Oggi, è proprio questa destra (se così vogliamo chiamarla) a volere cancellare documenti, requisire capitoli di storia (fino al ridicolo spauracchio sulla testata nucleare di Hiroshima nella foto di archivio dell’Enola Gay), alterare la memoria collettiva e riscrivere il passato, per modellare le generazioni future e persuaderle che il potere della forza sia puro, ariano, maschio, cisgender, bianco ed eterosessuale.
La farsa della libertà di espressione

Ad osservare il recente passato, come foschi presagi di una farsa che mutua in tragedia, appare oggi chiara, nella sua matrice fascista, l’arroganza che la nuova destra, sospinta da certi liberal (anche in Italia), ha sbandierato negli ultimi anni, ergendosi a paladina della libertà di espressione. Nei fatti, la rimozione selettiva di termini sgraditi e l’ordine di rivedere programmi e documenti governativi delineano una “cancel culture di Stato” imposta con agire autoritario, senza alcuna trasparenza, né dibattito democratico. E che dire del mandato intrinsecamente democratico di osservare, accompagnare e regolare i cambiamenti culturali in atto nella società, che in una democrazia liberale sarebbe (dovrebbe essere) lo spirito guida di una classe dirigente, ma che i nuovi leader – nazionalisti come nell’800 e autoritari come nel ‘900 – trasformano nella retromarcia di una società che viene nuovamente piegata a dogmi giudaico-cristiani e a oscurantismi reazionari pericolosamente vicini ai processi di gestione del potere che sorreggono le teocrazie islamiste.
Il pretesto della presunta difesa della libertà di parola
Un panorama che descrive un paradosso deformante: coloro che un tempo lamentavano la cosiddetta “cancel culture” si ritrovano ora a mettere in atto una cancellazione ancora più incisiva. Un fenomeno che rischia di incidere pesantemente sul linguaggio della pubblica amministrazione e, di conseguenza, sul dibattito pubblico e i diritti delle minoranze.
Di seguito riportiamo la lista integrale dei termini censurati o limitati in documenti, siti e memorie interne, secondo l’indagine del New York Times. Come chiarito dallo stesso quotidiano, non si tratta di un elenco esaustivo, poiché potrebbero esserci ulteriori disposizioni interne, non ancora emerse e individuate dai giornalisti.
Lista completa dei termini censurati o limitati con traduzione in italiano
(Fonte: New York Times – in rosso i termini particolarmente legati alla comunità LGBTIAQ+)
- accessible (accessibile)
- activism (attivismo)
- activists (attivisti)
- advocacy (sostegno / patrocinio)
- advocate (difensore / sostenitore)
- advocates (difensori / sostenitori)
- affirming care (assistenza affermativa)
- all-inclusive (onnicomprensivo)
- allyship (alleanza / solidarietà)
- anti-racism (antirazzismo)
- antiracist (antirazzista)
- assigned at birth (assegnato alla nascita)
- assigned female at birth (assegnata femmina alla nascita)
- assigned male at birth (assegnato maschio alla nascita)
- at risk (a rischio)
- barrier (barriera)
- barriers (barriere)
- belong (appartenere)
- bias (pregiudizio)
- biased (parziale / pregiudizievole)
- biased toward (pregiudizievole verso)
- biases (pregiudizi)
- biases towards (pregiudizi verso)
- biologically female (biologicamente femmina)
- biologically male (biologicamente maschio)
- BIPOC (Black, Indigenous, People of Color)
- Black (nero / persona nera)
- breastfeed + people (persone che allattano al seno)
- breastfeed + person (persona che allatta al seno)
- chestfeed + people (persone che allattano al petto)
- chestfeed + person (persona che allatta al petto)
- clean energy (energia pulita)
- climate crisis (crisi climatica)
- climate science (scienza climatica)
- commercial sex worker (lavoratore/lavoratrice del sesso commerciale)
- community diversity (diversità comunitaria)
- community equity (equità nella comunità)
- confirmation bias (pregiudizio di conferma)
- cultural competence (competenza culturale)
- cultural differences (differenze culturali)
- cultural heritage (patrimonio culturale)
- cultural sensitivity (sensibilità culturale)
- culturally appropriate (culturalmente appropriato)
- culturally responsive (sensibile alle differenze culturali)
- DEI (acronimo di Diversity, Equity, Inclusion)
- DEIA (Diversity, Equity, Inclusion, Accessibility)
- DEIAB (Diversity, Equity, Inclusion, Accessibility, Belonging)
- DEIJ (Diversity, Equity, Inclusion, Justice)
- disabilities (disabilità)
- disability (disabilità)
- discriminated (discriminato)
- discrimination (discriminazione)
- discriminatory (discriminatorio)
- disparity (disparità)
- diverse (diverso / diversificato)
- diverse backgrounds (background diversi)
- diverse communities (comunità diverse)
- diverse community (comunità diversificata)
- diverse group (gruppo eterogeneo)
- diverse groups (gruppi eterogenei)
- diversified (diversificato)
- diversify (diversificare)
- diversifying (diversificando)
- diversity (diversità)
- enhance the diversity (aumentare la diversità)
- enhancing diversity (migliorare la diversità)
- environmental quality (qualità ambientale)
- equal opportunity (pari opportunità)
- equality (uguaglianza)
- equitable (equo)
- equitableness (equità)
- equity (equità)
- ethnicity (etnia)
- excluded (escluso)
- exclusion (esclusione)
- expression (espressione)
- female (femmina)
- females (femmine)
- feminism (femminismo)
- fostering inclusivity (promuovere l’inclusività)
- GBV (gender-based violence: violenza di genere)
- gender (genere)
- gender based (basato sul genere)
- gender based violence (violenza basata sul genere)
- gender diversity (diversità di genere)
- gender identity (identità di genere)
- gender ideology (ideologia di genere)
- gender-affirming care (assistenza che afferma l’identità di genere)
- genders (generi)
- Gulf of Mexico (Golfo del Messico)
- hate speech (discorso d’odio / incitamento all’odio)
- health disparity (disparità di salute)
- health equity (equità sanitaria)
- hispanic minority (minoranza ispanica)
- historically (storicamente)
- identity (identità)
- immigrants (immigrati)
- implicit bias (pregiudizio implicito)
- implicit biases (pregiudizi impliciti)
- inclusion (inclusione)
- inclusive (inclusivo)
- inclusive leadership (leadership inclusiva)
- inclusiveness (inclusività)
- inclusivity (inclusività)
- increase diversity (incrementare la diversità)
- increase the diversity (incrementare la diversità)
- indigenous community (comunità indigena)
- inequalities (disuguaglianze)
- inequality (disuguaglianza)
- inequitable (iniquo)
- inequities (iniquità / disparità)
- inequity (iniquità / disparità)
- injustice (ingiustizia)
- institutional (istituzionale)
- intersectional (intersezionale)
- intersectionality (intersezionalità)
- key groups (gruppi chiave)
- key people (persone chiave)
- key populations (popolazioni chiave)
- Latinx (termine neutro per persone di origine latinoamericana)
- LGBT (acronimo di Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transgender)
- LGBTQ (includente persone queer)
- marginalize (marginalizzare)
- marginalized (marginalizzato)
- men who have sex with men (uomini che hanno rapporti sessuali con uomini)
- mental health (salute mentale)
- minorities (minoranze)
- minority (minoranza)
- most risk (maggior rischio)
- MSM (men who have sex with men: uomini che hanno rapporti sessuali con uomini)
- multicultural (multiculturale)
- Mx (titolo neutro)
- Native American (nativo americano)
- non-binary (non binario)
- nonbinary (non binario)
- oppression (oppressione)
- oppressive (oppressivo)
- orientation (orientamento)
- people + uterus (persone con utero)
- people-centered care (assistenza incentrata sulla persona)
- person-centered (incentrato sulla persona)
- person-centered care (cura incentrata sulla persona)
- polarization (polarizzazione)
- political (politico)
- pollution (inquinamento)
- pregnant people (persone in gravidanza)
- pregnant person (persona in gravidanza)
- pregnant persons (persone in gravidanza)
- prejudice (pregiudizio)
- privilege (privilegio)
- privileges (privilegi)
- promote diversity (promuovere la diversità)
- promoting diversity (promuovendo la diversità)
- pronoun (pronome)
- pronouns (pronomi)
- prostitute (prostituta / prostituto)
- race (razza / etnia)
- race and ethnicity (razza ed etnia)
- racial (razziale)
- racial diversity (diversità razziale)
- racial identity (identità razziale)
- racial inequality (disuguaglianza razziale)
- racial justice (giustizia razziale)
- racially (dal punto di vista razziale)
- racism (razzismo)
- segregation (segregazione)
- sense of belonging (senso di appartenenza)
- sex (sesso)
- sexual preferences (preferenze sessuali)
- sexuality (sessualità)
- social justice (giustizia sociale)
- sociocultural (socioculturale)
- socioeconomic (socioeconomico)
- status (status)
- stereotype (stereotipo)
- stereotypes (stereotipi)
- systemic (sistemico)
- systemically (in modo sistemico)
- they/them (loro/loro – pronomi neutri in inglese)
- trans (abbreviazione di transgender)
- transgender (transgender)
- transsexual (transessuale)
- trauma (trauma)
- traumatic (traumatico)
- tribal (tribale)
- unconscious bias (pregiudizio inconscio)
- underappreciated (sottovalutato)
- underprivileged (svantaggiato)
- underrepresentation (sottorappresentanza)
- underrepresented (sottorappresentato)
- underserved (non adeguatamente servito)
- undervalued (sottovalutato)
- victim (vittima)
- victims (vittime)
- vulnerable populations (popolazioni vulnerabili)
- women (donne)
- women and underrepresented (donne e gruppi sottorappresentati)
Emerge con chiarezza la volontà dell’amministrazione Trump di rimuovere o rivedere termini relativi a diversità, inclusione e parità, confermando una netta presa di posizione politica che si riflette nel linguaggio istituzionale.
