Ferragosto di fuoco a Castiglione della Pescaia (GR), nella notte tra il 15 e il 16 di agosto. Quella che doveva essere una bella e piacevole notte da passare in spiaggia, sotto le stelle, si è rivelata invece un’esperienza da dimenticare, fatta di maleducazione, insulti omofobi e risse.
Il racconto dell’ennesima aggressione
A raccontare l’ennesima aggressione omofoba è un membro del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, protagonista appunto di quanto accaduto. Nel post in cui ha raccontato l’esperienza, il ragazzo spiega che si trovava in una spiaggia a Castiglione della Pescaia, assieme ad alcuni amici. Poco dopo, vicino a loro si accomoda un secondo gruppo di 30enni, che accendono un fuoco. Essendo questo vietato, il protagonista gli chiede di spegnerlo, ma di tutti risposta inizia una discussione.
La discussione non accenna a smettere, fino a quando il ragazzo spegne lui il fuoco con una bottiglia d’acqua. Iniziano gli insulti omofobi:
“Smettila di farti il togo”. “Fr*cio di m*rda”. “Ricch*one”. “Vai a prenderlo in c*lo fro*io”. “Succhiami il c*zzo”.
Oltre alle spinte violente verso alcuni membri dei rispettivi gruppi, il ragazzo che racconta l’episodio denuncia anche di aver ricevuto un pugno, da parte di un uomo “che chiamerò “la montagna perché trattavasi di un ragazzo palestratissimo e alto più di 1,90“. Dopo l’aggressione, scoppia una lite che coinvolge 3 persone, finita però nel giro di pochi secondi.
Gli insulti omofobi fanno male
La cosa mi ha scosso. Non mi era mai successo. Un mio amico si è messo a piangere perché, cito: “nel 2020 non è possibile che accadano cose del genere”. Ahimè accadono.Io per ore ho avuto solo tanta rabbia in corpo, alimentata anche da un mio conoscente che mi sconsigliava le vie legali perché la montagna e il ragazzo coi baffi pare siano figli di avvocati. All’alba mi sono acceso una sigaretta da solo in spiaggia e mi sono lasciato andare alle lacrime.
