È nata una rivisitazione trans e non binaria de La Sirenetta

La produzione, incentrata sulla danza, è rivolta a "chiunque si senta come se stesse nuotando controcorrente". La fiaba originale scritta da Hans Christian Andersen per superare un amore gay non corrisposto.

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Un nuovo adattamento de La Sirenetta curato da coreografi e registi trans e non binari è in arrivo Londra.

L’adattamento della famosa fiaba di Hans Christian Andersen, da tempo celebrata come allegoria queer, andrà in scena al centro di danza e spettacolo The Place il prossimo 24 e 25 ottobre, durante l’annuale Genderfluid Visibility Week.

Little M, Sirenetta trans e non-binary

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Ribattezzata Little M e presentata come una “magica storia di formazione“, la rivisitazione presenterà “fantastici spettacoli di burattini, magiche trasformazioni e spettacolari danze” ed è rivolta a un pubblico dai nove anni in su.

Little M, i cui biglietti sono già in vendita, è co-diretto dal ballerinə, coreografə e artista visivo transgender non binario Anders Duckworth e dallə scrittorə non binario Luke Skilbeck.

Archiviati Ariel e Flounder, i personaggi principali saranno la protagonista Little M e il suo amico pesce, Punk.

Little M e il suo amico Punk, pesce palla, trovano una valigia piena di tesori misteriosi che li porta a interrogarsi sul ‘mondo di sopra’. Con le loro domande che trovano risposta nel silenzio sottomarino, si imbarcano in un’epica avventura“, si legge nella sinossi. La storia viene poi descritta come “un mondo da favola sottomarino reinventato per una nuova generazione“, in una “produzione che afferma la vita [che] celebra il potere di sentirsi a casa nella propria pelle e di scoprire chi si è veramente“.

La produzione, incentrata sulla danza, è rivolta a “chiunque si senta come se stesse nuotando controcorrente“.

Little M è sostenuto dall’organizzazione benefica di supporto alle persone trans e non binarie Gendered Intelligence, oltre che dalle organizzazioni FEAST e Yorkshire Dance.

Hans Christian Andersen e l’amore queer che diede forma a La Sirenetta

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La celebre fiaba di Hans Christian Andersen nasce nel 1836.  Andersen scrisse la storia de La Sirenetta per superare un dolore queer. Dopo essersi recato a Copenaghen nel 1819 per provare ad esplodere come attore, Andersen tornò a scuola, sostenuto da una mecenate di nome Joan Collin. Anni dopo Andersen iniziò a scrivere lettere romantiche in cui confessò di provare un sentimento nei confronti di Edvard Collin, figlio della sua mecenate Joan nonché uomo fuori dalla sua portata, perché di una classe sociale superiore.

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I suoi sentimenti non furono corrisposti e Collin si sposò nel 1836. Andersen fuggì quindi sull’isola di Fionia, dove scrisse una fiaba su una sirena con il cuore spezzato da un amore impossibile. Il finale della fiaba è infatti decisamente diverso dal finale del lungometraggio animato, con la sirena protagonista che non può sposare il principe ma accetta il suo destino, dissolvendosi in schiuma di mare e trasformandosi in una figlia dell’aria e quindi in un essere spirituale.

La fiaba uscì all’interno della raccolta Eventyr, fortalte for Børn III qualche mese dopo il matrimonio di Edvard Collin. In alcune lettere Andersen si rivolgeva così all’amato: “Ti desidero come se tu fossi una splendida fanciulla della Calabria, i miei sentimenti nei tuoi confronti sono quelli di una donna. La femminilità della mia natura e della nostra amicizia, come i misteri, non deve essere interpretata“.

Molti biografi e storici affermano che Andersen fosse bisessuale, non a caso i temi del doppio e del “diverso” risuonano più e più volte, nelle sue opere, esplodendo a chiare lettere ne La Sirenetta.

Secondo Rictor Norton, specializzato in storia LGBTQ+, Andersen rifletteva la sua esperienza di romanticismo e amore perduto attraverso le proprie fiabe. Norton ha osservato come La Sirenetta venne “scritta quando Collin decise di sposarsi” e Andersen si mostrò “come l’outsider sessuale che ha perso il suo principe a favore di un altro“.

Una genesi queer che ha poi ritrovato riscontro nel capolavoro animato Disney del 1989. Il personaggio di Ursula nascque infatti sui lineamenti della drag Divine, musa di John Waters deceduta nel 1988.

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