Circa 150.000 persone hanno sfilato per il centro di Londra sabato 25 luglio in quello che gli organizzatori hanno definito il più grande evento Trans+ Pride al mondo, con i manifestanti che hanno chiesto maggiori tutele per le persone transgender esprimendo la ferma opposizione alle recenti modifiche che coinvolgono i diritti delle persone trans del Regno Unito.
Un London Trans+ Pride da record
La marcia, scrive PinkNews, è iniziata vicino alla sede della BBC nel centro di Londra ed è terminata a Trafalgar Square, dove la folla si è radunata per ascoltare i discorsi che hanno celebrato la comunità trans e sollecitato il nuovo governo guidato Andy Burnham ad intervenire.
Lewis G Burton, membro fondatore del London Trans+ Pride, ha festeggiato la partecipazione record: “Ogni singola persona che ha marciato oggi, siamo la prova che non ce ne andremo, che la nostra gioia è più forte del loro odio e che il London Trans+ Pride continuerà a lottare, ad amare e a crescere finché ogni persona trans non sarà al sicuro, vista e libera”.
I manifestanti, che hanno brandito cartelli con sopra scritto “Marcia per tutti i miei fratelli e sorelle trans, passati e presenti” e “Questi farmaci salvano vite”, hanno duramente criticato le aggiornate linee guida della Commissione per l’uguaglianza e i diritti umani sugli spazi riservati a un solo sesso, emanate in seguito alla sentenza della Corte Suprema del Regno Unito del 2025, secondo cui i termini “donna” e “sesso” nell’Equality Act si riferiscono al sesso biologico. Una sentenza che si è trasformata in una dichiarazione transfobica nazionale, che ha coinvolto bagni, spogliatoi, palestre e carceri.
In piazza anche Caroline Litman, ex psichiatra del NHS la cui figlia Alice si è suicidata. nel 2022, dopo aver atteso più di 1.000 giorni per un intervento di riassegnazione di genere. Sua figlia Alice aveva subito insulti, sessismo, l’uso del suo nome di battesimo, bifobia e una “serie di errori”, mentre cercava di andare incontro al proprio percorso di affermazione di genere. Litman ha parlato alla Press Association, avvertendo che “altri bambini moriranno“, a meno che il Primo Ministro Andy Burnham non si adoperi per invertire quelle che lei ha definito senza mezzi termini “politiche anti-trans“.
“Le cose sono peggiorate moltissimo, ed è davvero deludente perché la mia famiglia ha scelto di rendere pubblica l’inchiesta sulla morte di Alice nel tentativo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle terribili liste d’attesa e di portare un vero cambiamento, ma da allora la situazione è solo peggiorata, ed è davvero deludente”. “Continuo a lottare, ma molto spesso ho la sensazione che nessuno mi ascolti”.
Appello al governo Burnham
La co-fondatrice del gruppo di advocacy Transparent Action ha aggiunto via ITV: “Andy (Burnham), se mi stai ascoltando, sono la madre di una figlia trans che si è tolta la vita e altri bambini moriranno sotto la tua responsabilità se non fai qualcosa per invertire le politiche anti-trans che il tuo predecessore ha supervisionato. Ogni settimana, ogni mese, emergono sempre più ricerche che dimostrano che le cure di affermazione di genere sono cure salvavita, soprattutto per i minori di 18 anni“.
Quando era ancora sindaco della Greater Manchester, lo scorso maggio l’attuale premier Burnham ha chiesto alla Gran Bretagna di adottare un “approccio del vivi e lascia vivere“, nel momento in cui ha dovuto commentare le contestate linee guida dell’EHRC. Disse che le persone devono “smettere di litigare“, trovare un terreno comune e “iniziare a collaborare” e che, sebbene “sia giunto il momento” di attuare le linee guida sulla base della storica sentenza della Corte Suprema dello scorso anno sul sesso biologico, ciò deve essere fatto “nel modo più equo e compassionevole possibile“.
Un portavoce del governo ha dichiarato: “Il governo si impegna a proteggere i diritti, la dignità e la sicurezza di tutte le persone LGBT+. Esistono leggi chiare a tutela delle persone trans da discriminazioni e molestie, che continueremo a far rispettare. Abbiamo rafforzato le tutele per le persone transgender contro i crimini d’odio e portato avanti il divieto delle pratiche di conversione inclusive per le persone transgender, oltre a promuovere i diritti LGBT+ a livello internazionale e a migliorare l’assistenza sanitaria per le persone LGBT+. La nostra massima priorità è la sicurezza e il benessere di tutti i bambini e i giovani nel sistema scolastico. Per questo motivo abbiamo pubblicato linee guida aggiornate sulla protezione dei minori in ambito scolastico”.
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