Un giorno di festa che si tramuta in un incubo. La scorsa settimana l’U.S. Air Force Academy ha festeggiato tre laureati transgender, che hanno ottenuto l’agognato diploma sul palco del Falcon Stadium. Ma pur soddisfacendo tutti i richiesti standard fisici e accademici al pari degli altri compagni di corso, questi tre laureati non saranno ammessi nell’esercito statunitense perché sono transgender. Il grado di “ufficiale” che li aspettava a braccia aperte è stato loro negato, a differenza di tutti gli altri laureati.
E non è tutto, perché stanno cercando di capire se dovranno anche pagarsi i quattro anni di Accademia dopo che Donald Trump ha vietato loro di arruolarsi.
Idonei come tuttə gli altri ma impossibilitatə a servire il proprio Paese

Fu l’ex presidente Barack Obama a consentire alle persone transgender di prestare servizio militare, per poi andare incontro al primo stop imposto da Trump durante il suo primo mandato. Seguirono anni di cause e sentenze, fino all’arrivo di Joe Biden, che revocò il divieto impostodal tycoon consentendo alle persone transgender di prestare servizio militare. Ma una volta riconquistata la Casa Bianca Trump è tornato all’attacco con un divieto ancor più stringente, riguardante non solo i nuovi arruolati ma anche le persone trans già impiegate nell’esercito, costrette di fatto alle dimissioni onde evitare di perdere tutto. Dalla pensione alle agevolazioni fiscali, si parla di oltre 10.000 persone. La Corte Suprema, intervenuta dopo i primi stop dei tribunali, ha dato il via libera all’epurazione, senza spiegarne i motivi.
Hunter Marquez è uno dei tre studenti transgender che si sono appena diplomati all’Accademia Aeronautica, conseguendo la laurea in ingegneria aeronautica e matematica applicata. Ha superato i test di idoneità dell’Aeronautica Militare secondo gli standard richiesti a tutti i ragazzi. Sognava di poter arrivare in breve tempo al grado di sottotenente. L’Aeronautica Militare, secondo il suo stesso sito, copre le tasse universitarie per ogni studente. In cambio, ogni laureato deve prestare servizio attivo per cinque anni, con l’impegno più lungo che riguarda coloro che ricevono un addestramento da pilota. Ma i tre neolaureati, come detto, non potranno servire il proprio Paese. E non per loro scelta. Il mese scorso il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha ordinato a ogni corpo militare di iniziare ad espellere le persone transgender.
Hunter Marquez, il neo laureato trans che combatte Trump
Marquez e gli altri due laureati transgender sono stati messi in congedo amministrativo e avvisati che potrebbero dover rimborsare all’Aeronautica Militare il costo della loro istruzione. Oltre il danno la beffa. Se non lasciano volontariamente l’esercito potrebbero dover pagare centinaia di migliaia di dollari. “Voglio davvero rimanere il più a lungo possibile, combattere“, ha confessato Marquez alla Denver Gazette, spiegando come servire nell’esercito sia sempre stato il suo sogno d’infanzia. Marquez spera di tornare in Aeronautica se la Corte Suprema dovesse annullato il divieto imposto da Trump alle persone transgender.
Un membro dello staff dell’Accademia Aeronautica ha rivelato che tutti e tre i laureati transgender hanno ottenuto ottimi risultati nel loro percorso accademico e nell’addestramento militare, con il totale supporto dei loro colleghi.
“Vogliamo combattenti. Vogliamo persone grintose, resilienti, hanno già fatto tutto questo”. “Penso che la maggior parte delle persone voglia solo vedere i cadetti avere successo”.
Marquez è uno dei querelanti che hanno denunciato il divieto trumpiano, con una causa di gruppo intentata dall’organizzazione GLAD Law. Sebbene la Corte Suprema abbia per il momento consentito all’esercito di applicare il divieto, Marquez nutre ancora speranza. L’ordine esecutivo di Trump che esclude le persone transgender dall’esercito, firmato nelle sue prime settimane di mandato, afferma che le persone transgender non sarebbero in grado di soddisfare gli “elevati standard dell’esercito in termini di prontezza delle truppe, letalità, coesione, onestà, umiltà, uniformità e integrità”.
“Nessuna di queste affermazioni descrive correttamente il mio carattere o le mie capacità”, ha precisato Marquez in una dichiarazione nel corso del processo. “Ho ottenuto quei risultati insieme ai miei colleghi durante il mio periodo all’Accademia”.
