Due settimane fa Luca Paladini era in Ungheria insieme all’amato Luca Caputa, al Budapest Pride, “per portare anche i nostri corpi e la nostra voce. Le nostre vite“.
Quel bagno di folla che ha sfidato Viktor Orban, senza andare incontro a nessuna sanzione, Paladini lo definì “impressionante”, “emozionante come poche altre volte“.
Luca Paladini di nuovo in ospedale
Poi Luca, fondatore e portavoce dell’associazione I Sentinelli di Milano, già consigliere al municipio 8 di Milano per due legislature, tra il 2000 e il 2010, e oggi consigliere in Regione Lombardia, è tornato in Italia ed è finito in ospedale, a poco più di 6 mesi dall’ultima volta. A fine 2024 Paladini scopre infatti di essere cardiopatico, oltre ad essere diabetico e iperteso, e viene operato al cuore.
“Nuovamente le coronarie. Sono stanco. Veramente stanco“, ha scritto Paladini una settimana fa, dando il via ad un bollettino social dove raccontare le proprie paure, le proprie condizioni di salute, da un letto d’ospedale.
“Sono ancora vivo“, l’aggiornamento di venerdì scorso. Per poi aggiungere: “Due stent su sei, messi su solo pochi mesi fa, si stavano già chiudendo, messo il settimo perché si era formata una nuova stenosi importante e per chiudere in gloria un quadro complessivo dove in più punti le mie coronarie stanno subendo un registrimento del 50%. Se a dicembre avevo vissuto tutto come un pericolo sventato appena in tempo, oggi mi sento prigioniero di una situazione irrisolvibile e in rapida evoluzione”.
Il ritorno a casa tra paure e speranza
Paladini scrive perché lo aiuta a sfogarsi, “e perché tante persone hanno mostrato interesse e affetto. Persone che ringrazio. Scrivo con addosso una sensazione di precarietà difficilmente descrivibile”. E Luca continua a farlo. Domenica l’annuncio che è tornato a casa. Con tutte le ansie del mondo.
“In sei mesi ho per intuizione e fortuna, evitato due volte appena in tempo, un infarto. Perché ho saputo ascoltare il mio corpo. Ma non è che si può continuare a campare così. Non è che andrà sempre che salverò la situazione al novantesimo minuto. Il rapido deterioramento delle mie coronarie può far pensare a una situazione degenerativa difficilmente controllabile con i mezzi usati fin’ora. Per questo l’ipotesi “bypass” è diventata qualcosa di più di un’ opzione”.
L’ultimo aggiornamento è di ieri, tra ringraziamenti ai tanti, tantissimi che in questi giorni gli hanno dimostrato vicinanza e affetto e la consapevolezza di un presente complicato. “Le cose vanno male. Più di quanto era solo ipotizzabile pochi giorni fa”. “Vivo alla giornata” è letteralmente lo stato nel quale mi trovo ora. Mi scuso da ora per i silenzi. Mi scuso per le mancate risposte. Mi scuso per non essere in grado da un po’ di tempo di ripagare la fiducia di chi mi ha permesso di essere un rappresentante istituzionale in Regione, votandomi. La strada più che impervia è completamente sconosciuta. C’è tempo solo per sperare di avere ancora un po’ di tempo di qualità. Abbraccio”.
Al suo fianco, come sempre, c’è Luca Caputa, che solo pochi giorni fa “aspettava di riportarmi a casa il mio amore e di ritornare alla nostra vita insieme perché qui non si molla un cazz*“.
