Un paese di fascisti: “Stop gay pride, Lucca non vi vuole” l’attacco contro il Toscana Pride 2024

Critiche anche da parte del sindaco di centrodestra lucchese Mario Pardini. La risposta di Monia Marcacci, portavoce del Toscana Pride 2024.

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A soli cinque giorni dalla pubblicazione di un post su Instagram contenente i dettagli del Toscana Pride 2024, l’evento è già al centro delle polemiche. Quest’anno, la location scelta è Lucca, un tempo roccaforte democristiana conosciuta come “la città delle cento chiese”, epiteto utile a sottolineare il contesto delle controversie che stanno emergendo.

 

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Tradizionalmente, il Toscana Pride, come molti altri eventi dell’Onda Pride in Italia, veniva organizzato tra giugno e luglio. Tuttavia, a causa di sovrapposizioni con altri eventi dell’estate lucchese, il comitato organizzatore ha dovuto spostare la data al 7 settembre, mese già ricco di appuntamenti storici e religiosi nella città.

La situazione è resa più complessa dalla reazione del sindaco di centrodestra, Mario Pardini, che se inizialmente si era mostrato collaborativo con l’organizzazione, oggi critica duramente la scelta della data del corteo, definendola “inopportuna” per via della coincidenza con altri eventi molto popolari e sollevando preoccupazioni per una possibile sovrappopolazione e incompatibilità.

Alcuni ipotizzano che le critiche celino in realtà un ostruzionismo mirato contro un evento a tematica LGBTQIA+, imputando questa posizione a una giunta comunale influenzata da esponenti con lontane radici in CasaPound. Teoria rafforzata dal fatto che lo stesso Pardini aveva inizialmente suggerito altre due date che avrebbero potuto presentare simili problematiche.

Abbiamo avuto una discussione approfondita riguardo al ricco calendario di eventi a Lucca. Noi avevamo determinate esigenze, mentre il Comune ne aveva altre. Abbiamo esaminato insieme i pro e i contro di varie date, e alla fine abbiamo scelto il 7 settembre  – spiega Monia Marcacci, portavoce del Toscana Pride –

Sebbene anche quella data non sia completamente libera da eventi a Lucca, non presenta ostacoli logistici significativi. La stessa Questura ha confermato che non ci sono problemi.

Il dialogo con il Sindaco, che definirei comunque civile e positivo fino a questo punto, è d’altronde stato principalmente tecnico. Non si è trattato di come lui vede o non vede la battaglia per i diritti, il che è una naturale espressione di certi gruppi politici“.

Le critiche più forti provengono però dall’estrema destra lucchese. Il gruppo “Rete dei Patrioti” ha recente affisso manifesti offensivi riportanti lo slogan “Stop gay pride, Lucca non vi vuole“, aumentando la tensione, ma anche la determinazione del comitato organizzatore nell’arrivare dove c’è più bisogno.

L’anima itinerante del Toscana Pride, che sceglie ogni anno una città diversa, si muove anche con l’obiettivo di raggiungere persone che vivono in territori meno accoglienti. Questo è particolarmente rilevante, poiché ciò che è successo a Lucca è un’eccezione: la Toscana in generale è un territorio dove le nostre istanze trovano spesso riscontro nelle istituzioni.

Siamo quindi ancora più motivati a portare avanti le nostre rivendicazioni, che riguardano temi politici importanti come i diritti delle famiglie arcobaleno e delle persone trans, tra gli altri. Porteremo i nostri corpi, le nostre istanze e le nostre battaglie a Lucca con determinazione“.

In risposta, le forze progressiste si sono schierate in difesa del Pride. Verdi, Sinistra Italiana e Partito Democratico hanno espresso sdegno, mentre Alessandra Nardini, assessora regionale PD alle pari opportunità, ha condannato pubblicamente “la vergogna dei volantini”, sostenendo il comitato organizzatore.

Nonostante le polemiche, Marcacci, insieme al team di coordinamento, non si lascia intimidire e prosegue con determinazione nei preparativi dell’evento, collaborando strettamente con la questura per garantire la sicurezza e il successo del Toscana Pride 2024.

La nostra chiamata all’azione, a partecipare, è già partita e non riguarda soltanto la pur importantissima partecipazione al momento della manifestazione della parata, ma anche al percorso di avvicinamento.

Vogliamo migliorarci nell’aprirci anche a realtà ai margini, sia dentro che fuori dal movimento LGBTQIA+, che possano aiutarci a costruire il Toscana Pride. Per questo motivo, offriremo supporto non solo durante la manifestazione in piazza del 7 settembre, ma anche a chi desidera contribuire e partecipare al processo di costruzione di questa importante manifestazione politica.“.

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