Aosta Pride 2024 – INTERVISTA
Presentazione del comitato organizzatore:
chi siete (associazioni, persone ecc. che si vogliano menzionare)
Il Comitato Aosta Pride è formato da varie associazioni ed enti che operano, da tempo, sul territorio valdostano: Arcigay Valle d’Aosta Queer VdA, Aiace VdA, A.N.P.I. Valle d’Aosta, Associazione Quartiere Cogne, Comitato Valle d’Aosta di ARCI, CGIL Valle d’Aosta, Dora donne in VdA e Non una di meno Valle d’Aosta. Attraverso l’azione e la partecipazione volontaria, questo gruppo lavora praticamente tutto l’anno, non solo per creare e organizzare le settimane culturali e la parata conclusiva, ma anche per svolgere attività di raccolta fondi, di socializzazione, di dibattito e per portare anche nella nostra piccola Regione le tematiche più importanti e urgenti non solo rispetto alla comunità LGBTQIA+, ma anche a questioni intersezionali e legate al rispetto dei diritti umani.
Ci sono altre realtà locali che sostengono e partecipano alla vostra iniziativa? Ce ne sono alcune di cui vorreste parlarci?
Per ogni edizione del Pride riusciamo sempre a coinvolgere un alto numero di realtà locali, sia pubbliche che private, che ci danno il loro appoggio e il loro supporto. Con alcune di queste, collaboriamo anche nell’organizzazione degli eventi. Tra associazioni, ordini professionali, collettivi e istituzioni, sono oltre 30 quelle che supportano l’edizione 2024. Tra le tante, sicuramente ci inorgoglisce il supporto un po’ particolare e non scontato degli ordini professionali (avvocati, assistenti sociali, psicologi, infermieri, giornalisti, fisioterapisti), che dimostrano grande sensibilità e vicinanza alle nostre rivendicazioni.
Qual è il rapporto della comunità queer locale con il sindaco e la giunta?
Abbiamo sempre trovato nell’amministrazione comunale di Aosta, che è parte della rete RE.A.DY., soprattutto nella persona dell’Assessora alle politiche sociali e pari opportunità Clotilde Forcellati, una sponda importante, sia in termini di supporto all’organizzazione del Pride, che nella condivisione degli intenti.
Che impatto ha sulla vostra città/il vostro territorio un Pride?
La Valle d’Aosta è un territorio di montagna, nel quale l’isolamento e la chiusura sono sicuramente problemi ancora attuali. Il Pride è arrivato per la prima volta in Valle d’Aosta solo due anni fa, con la prima storica parata tra le strade di Aosta. Basti pensare che eravamo l’ultima Regione italiana nella quale mancava ancora un Pride. L’edizione del 2022, quindi, è stata dirompente e ha sicuramente contribuito a una sempre maggiore visibilità della comunità queer locale. Non sono mancate anche forti opposizioni da parte di una certa politica, ma la comunità valdostana si è dimostrata pronta ad accogliere, condividere e partecipare.
Comune e Regione hanno dato patrocinio al Pride? Quali istituzioni locali avete dichiaratamente dalla vostra parte? E quali no, e perché?
Aosta Pride è patrocinato dal Comune di Aosta, dal Celva (che è il Consorzio degli enti locali regionale), dalla Consigliera di parità regionale e dall’Università della Valle d’Aosta.
Ci sono delle iniziative correlate alla manifestazione del Pride che vi sembrano importanti (che fate o che avete fatto)?
Il programma culturale di quest’anno è attraversato dal tema del corpo: ne abbiamo parlato e ne parleremo con incontri, proiezioni, laboratori e presentazioni di libri. Linguaggi e mezzi diversi, per articolare un ragionamento di autodeterminazione a 360 gradi. Tra lə ospiti che hanno animato gli appuntamenti nei giorni scorsi ci sono stati Fabio Canino e Mariano Gallo (che hanno presentato il loro spettacolo sulla Carrà “Fiesta“), Luca Trapanese (che ha presentato il libro “Non chiedermi chi sono”), Vitto Pascale (@vitto_genderation che collabora proprio con Gay.it), l’antropologa Cristina Cassese, la storica dell’Università di Padova Laura Schettini.
Venerdì 11 ottobre, invece, ci sarà il Casto divo Immanuel Casto.
Trovate tutte le informazioni sugli eventi al link https://www.aostapride.it/programma-2024/
Avete previsto delle attenzioni particolari in merito all’accessibilità?
Il percorso della parata è totalmente accessibile, in piano con zone d’ombra e panchine. In fondo al corteo sarà prevista anche una zona di decompressione. Sul palco gli interventi saranno tradotti in lingua italiana dei segni e sarà riservata una zona ad alta visibilità per tutte le persone che dovessero averne bisogno.
Su quali rivendicazioni ritenete che ci sia ancora bisogno di manifestare, scendere in piazza e fare un Pride?
È importante ogni rivendicazione che riguardi la libertà di autodeterminarsi, in particolare sulle scelte relative al proprio corpo. Aosta Pride chiede il diritto, inevitabile, dell’autodeterminazione rispetto al proprio corpo e la tutela o l’approvazione di riforme e diritti sociali che, se esistono, stanno progressivamente riducendosi, e se non esistono limitano la possibilità di ogni corpo a vivere nel pieno del godimento della propria libertà e della propria autodeterminazione, senza per questo infrangere o invadere le libertà altrui.
In questi anni di governo delle destre, come considerate vengano affrontate, sostenute o contrastate le istanze che il vostro Pride vuole portare avanti?
C’è un oggettivo attacco ai diritti acquisiti e – in alcuni casi – un restringimento sempre più evidente. Non solo in Italia, chiaramente, ma anche nel resto del mondo: è sufficiente dare una rapida occhiata alle notizie che arrivano da Bulgaria, Georgia, Russia, Uganda… Non c’è zona di mondo nella quale non si sferrino attacchi alla comunità LGBTQIA+ che, in questo momento, è sicuramente una delle più esposte.
Ci sono altre cose che vorreste dire sul Pride e sul vostro territorio? (risposta libera…. magari a noi di Gay.it sfugge qualcosa a proposito del vostro territorio…)
Quest’anno l’Aosta Pride si presenta attraverso un’illustrazione che ci ha donato Mattia Surroz, fumettista valdostano, reduce dai premi ricevuti per il suo ultimo romanzo a fumetti, “Riflesso perfetto”, al Romics e all’Etnacomis, e tra i finalisti del premio del Lucca Comics 2024 che si svolgerà a fine ottobre. Torneranno anche Cristina Prenestina e la squadra di performer di Latte Fresco, la serata queer romana, che dalla prima edizione ci accompagnano per la parata e gli eventi. Aosta Pride è una manifestazione pensata per e con la comunità valdostana, perché pensiamo – da sempre – che la chiamata per il rispetto dei diritti non sia una prerogativa della comunità queer ma debba essere vissuta in senso intersezionale e collettivo.
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