Madonna ci spiega la grave omissione di Leone XIV che non è ancora andato a Gaza

Per i fedeli, l’omissione è un peccato dell’anima. Madonna non punta il dito, non lo nomina, ma il vuoto è lì, visibile come un altare senza ostie.

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Lo fa con il suo tono polite e con il tatto della diplomazia: Madonna però non le manda a dire a Leone XIV "Ma perché non sei ancora andato a Gaza a salvare i bambini?" sembra raccontarci il post di Ciccone
Lo fa con il suo tono polite e con il tatto della diplomazia: Madonna però non le manda a dire a Leone XIV "Ma perché non sei ancora andato a Gaza a salvare i bambini?" sembra raccontarci il post di Ciccone
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L’11 agosto 2025, in occasione del 25° compleanno del figlio Rocco, Madonna ha pubblicato sui suoi canali social un appello diretto a Papa Leone XIV, emotivamente carico e solenne nell’urgenza della crisi umanitaria a Gaza.

Santissimo Padre,
Per favore, vai a Gaza e porta la tua luce ai bambini prima che sia troppo tardi.
Come madre, non posso sopportare di assistere alla loro sofferenza.
I bambini del mondo appartengono a tutti.
Sei l’unico di noi a cui non può essere negato l’ingresso.
Abbiamo bisogno che le porte umanitarie
siano completamente aperte per salvare questi bambini innocenti.
Non c’è più tempo.
Per favore, di’ che andrai.
Con affetto,
Madonna

Nella didascalia Ciccone spiega che “La politica non può influenzare il cambiamento” e che “Solo la coscienza può. Per questo mi rivolgo a un uomo di Dio” scrive la regina del pop nel giorno del compleanno di suo figlio Rocco Ritchie “Sento che il regalo più bello che posso fargli come madre è chiedere a tutti di fare il possibile per salvare i bambini innocenti rimasti intrappolati nel fuoco incrociato a Gaza.”

Madonna quindi sottolinea l’intento del suo messaggio, a scanso di equivoci:

Non sto puntando il dito, né dando la colpa a nessuno, né prendendo posizione. Tutti stanno soffrendo. Comprese le madri degli ostaggi. Prego che anche loro vengano rilasciati.
Sto solo cercando di fare il possibile per impedire a questi bambini di morire di fame. ♥️Se vuoi aiutare, unisciti a me e fai una donazione alle seguenti organizzazioni.

@wckitchen
@womenwagepeace
@women.of.the.su

 

 

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Intervistato da Gay.it, Mohammed Zray attivista queer palestinese nato e residente a Gaza – ha raccontato di vivere “sotto un genocidio” e di assistere ogni giorno alla distruzione di scuole, ospedali, case. “Non c’è acqua, non c’è elettricità, e i bambini crescono nella paura”, ha spiegato, sottolineando come l’isolamento imposto renda quasi impossibile l’arrivo degli aiuti. Per lui, la politica internazionale “discute di confini e alleanze, ma dimentica le vite umane”. Come Madonna, Zray rifiuta di ridurre il dolore a una questione di schieramenti: “Non parlo per Hamas o per Israele. Parlo per le persone innocenti, per chi muore senza sapere perché”. Ha fondato con altri l’account Ward.Gaza.Queer per raccontare, anche attraverso la lente queer, la resistenza di chi resta: “Non vogliamo essere usati per giustificare occupazioni o bombardamenti. Vogliamo sopravvivere, crescere, amare”. Il suo appello al mondo è diretto: “Aprite i corridoi umanitari. Venite a vedere con i vostri occhi. Portate qui la vostra luce, prima che sia troppo tardi”.

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L’appello di Madonna ha trovato ampia eco su fonti internazionali autorevoli. L’Associated Press ha riportato integralmente le parole dell’artista, citando anche il recente appello del Pontefice per un futuro cessate il fuoco e il rispetto del diritto umanitario. Vanity Fair ha inoltre approfondito il contesto e sottolineato il tono personale e religioso della richiesta, mentre testate come ANSA e Il Fatto Quotidiano hanno evidenziato il carattere urgente e materno dell’appello, confermando il coinvolgimento emotivo della popstar e il riferimento alle donazioni verso ONG come Women Wage Peace e World Central Kitchen.

Due anni fa, nei giorni iniziali dell’invasione di Israele nella Striscia di Gaza, sui social era riemerso un momento simbolo della carriera di Madonna: durante il Confessions Tour del 2006, sulle note di “Forbidden Love”, la popstar mise in scena un abbraccio coreografico tra un ballerino con la Mezzaluna e la Stella e uno con la Stella di David dipinte sul petto. Un messaggio di inclusione e pace tra popoli e religioni, in un’epoca in cui si parlava di due Stati e la speranza in Medio Oriente sembrava possibile.

Quella di queste ore al Papa, è una lettera che sussurra, non grida. Madonna scrive a Leone XIV con il tatto di chi conosce la diplomazia dei santi e la pazienza dei peccatori. Eppure, nella cortesia formale, affiora un’ombra: l’assenza del Papa a Gaza. Un’assenza che, nella morale cattolica, può assumere un nome preciso — omissione — e che la Chiesa stessa annovera tra i peccati, quando il bene che si può fare viene lasciato incompiuto. Madonna non punta il dito, non lo nomina, ma il vuoto è lì, visibile come un altare senza ostie. Per i fedeli, l’omissione è un peccato dell’anima, sottile ma tremendo nella sua discrezione, e capace di incidere sulla coscienza. La popstar lo evoca senza accusare, come se volesse ricordare al Pontefice che non basta pregare per Gaza: occorre varcarne la soglia polverosa, guardare negli occhi i bambini affamati, toccare le membra spappolate dal genocidio, spezzare il pane con loro. Non per ragion di Stato, ma per le ragioni di Cristo. Le ragioni di un palestinese.

© Riproduzione riservata.

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