Una giornata di tensione, di quelle che fotografano con crudezza quanto il conflitto in Medio Oriente continui a riverberarsi nelle piazze europee. A Brindisi, nella giornata di venerdì 5 dicembre, un gruppo di turisti israeliani sbarcati dalla crociera Crown Iris si è scontrato verbalmente – e non solo – con alcuni giovani che avevano partecipato poco prima a una manifestazione pro-Palestina. L’episodio, documentato da un video diventato virale sui social, è stato intriso anche di insulti omofobi e minacce di morte rivolti a un minorenne.
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Turisti israeliani a Brindisi: scontro con i manifestanti pro-Palestina
A organizzare il sit-in, davanti al porto di Brindisi, era stato il “Comitato contro il genocidio del Popolo Palestinese, contro il riarmo, per la pace”. L’arrivo della nave, proveniente da Haifa, aveva spinto decine di attivisti a esporre bandiere palestinesi e striscioni critici verso le politiche del governo israeliano e le operazioni militari a Gaza. Sul posto, per contenere eventuali tensioni, era già presente la Digos.
Secondo quanto ricostruito dai presenti, il sit-in era iniziato in modo pacifico. I manifestanti si erano radunati davanti all’area portuale mostrando cartelli e scandendo slogan come “Fuori i sionisti dall’Italia”. Una linea di sicurezza predisposta dalle forze dell’ordine separava i due gruppi: da un lato gli attivisti, dall’altro i croceristi in uscita dalla Crown Iris.
Durante questa prima fase non si sarebbero verificati contatti diretti. La stessa Digos avrebbe tentato di impedire qualsiasi interazione ravvicinata, consapevole della delicatezza del contesto geopolitico e del clima teso che circonda le manifestazioni legate alla guerra in corso.
La situazione tuttavia è cambiata nel giro di poco, quando alcuni dei turisti israeliani hanno raggiunto il centro città. È lì, tra i tavolini di un bar, che si è verificata la scena diventata virale.
Il video dell’aggressione: sputi, minacce e insulti omofobi
Nel filmato pubblicato sui social si vede una turista israeliana avvicinarsi con aggressività a un gruppo di giovani seduti all’esterno di un bar. Le parole pronunciate non lasciano spazio a interpretazioni: la tensione è altissima e la donna appare fuori controllo.
Rivolgendosi a un ragazzo, afferma: “Sai cosa sembri? Sembri gay! Sai cosa fanno ai ragazzi gay? Ti taglieranno il c***o!” Perché ti odiano figlio di put**na. Uccidete i bambini”.
Un insulto che unisce omofobia e minacce di violenza fisica, e che secondo i testimoni sarebbe stato rivolto anche a un minorenne. Da lì, la situazione degenera rapidamente. La turista prosegue: “Sei stupido come la mia fott*ta scarpa. Idiota, guardami!”.
Nel video si sente una ragazza – presumibilmente chi sta filmando – tentare di placare la situazione: “Lasciaci in pace, per favore”. Ma la richiesta rimane inascoltata.
Pochi secondi dopo, la turista sputerebbe contro il gruppo gridando: “Pezzo di m***a, ti uccido!”.
Un uomo, forse un altro passeggero della crociera, tenta di trascinarla via nel tentativo di allontanarla dal bar. La donna però continua a inveire, prima di essere definitivamente spinta all’interno del locale. Anche da lì, attraverso la porta, prosegue con ulteriori frasi sprezzanti: “Non scherzare con il popolo israeliano. Non sei nemmeno arabo”.
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La testimonianza degli attivisti: “Preso di mira un minorenne”
A riportare ulteriori dettagli è stato il gruppo Extinction Rebellion Puglia, che aveva partecipato alla manifestazione e che ha raccontato l’accaduto a Repubblica. L’organizzazione ha parlato di aggressione diretta, con un escalation che sarebbe andata oltre quanto ripreso dal video.
Secondo il loro racconto: “Quando è stato chiesto loro di smettere, hanno preso di mira un ragazzo minorenne, aggredendolo con sputi, minacce di morte e insulti omofobi, per poi scagliarsi fisicamente contro una ragazza successivamente soccorsa da un’ambulanza”.
Il riferimento alla giovane portata via in ambulanza indica che la tensione non si sarebbe limitata a uno scontro verbale, ma avrebbe avuto anche momenti fisici, sebbene non sia ancora chiaro quali lesioni siano state riportate.
Le autorità locali – spiegano i manifestanti – erano già impegnate al porto, motivo per cui l’intervento immediato nel centro storico sarebbe stato più complesso da coordinare.

