Mahmood e Marco Mengoni considerati “mediocri” sui social: perché certi paragoni sono insensati e fanno male alla musica

Una recente tweet ha visto contrapposti Mahmood e Marco Mengoni mettendo in luce quanto sia complicato giudicare artisti di generi musicali diversi: tra commenti duri e incomprensioni, emerge l’importanza di rispettare la varietà e la complessità della musica italiana.

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Mahmood e Marco Mengoni
Mahmood e Marco Mengoni
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Il confronto tra Marco Mengoni e Mahmood come migliori voci maschili italiane è tornato al centro dell’attenzione dopo il tweet (assolutamente condivisibile) della giornalista Grazia Sambruna, che ha scritto:

“Mengoni e Mahmood per me se la giocano come miglior voce maschile che abbiamo in Italia. Ma potrebbe benissimo essere un pari e patta, pazzeschi tutti e due”.

Mahmood e Marco Mengoni

Mahmood e Marco Mengoni considerati “mediocri” sui social

La frase in questione, ha scatenato una reazione a catena di commenti, con un’utente che ha ribattuto con parole molto dure:

“Mengoni ok, vocalmente è decente (cmq under avarage per un cantante professionista). Mahmood è imbarazzante. Una cosa penosa. Ma per loro ‘se la giocano come miglior voce’… ASSUEFATTE ALLA MEDIOCRITÀ”.

Cosa significa “under average”?

Prima di tutto, un chiarimento: il termine corretto è under average, cioè “sotto la media”. In pratica, l’utente voleva dire che, secondo lei, la qualità vocale di Mengoni sarebbe inferiore alla media attesa da un professionista. Una definizione non solo opinabile, ma anche tecnicamente vaga e soggettiva, che ha fatto scatenare la reazione degli utenti di “X”.

Gli ammiratori di Mengoni e Mahmood non hanno tardato a intervenire per fare sentire la loro opinione: “Mengoni under average? Ma che competenze hai per affermare una cosa del genere, c’è ne fossero voci come la sua tra i professionisti!”, “Ma perché non ti sturi le orecchie prima di fare il critico musicale, Mahmood non sa cantare spero che sia uno scherzo”,

E ancora: “Diciamo che la parola decente non ci può stare nella stessa frase con Marco Mengoni, neppure se si parlasse della sua unghia del mignolo. Può non piacere, ma dire ‘decente’ è obiettivamente una bestemmia”, “Vocalmente decente Mengoni? Bah, io adoro la sua voce, la migliore del panorama musicale italiano… e pure fuori dall’Italia”.

Su “X” il dibattito continua: “Imbarazzante è la tua mediocrità, abbi la decenza di tacere, sono tra i migliori artisti italiani. Mahmood è un animale da palcoscenico, i tuoi pregiudizi sono imbarazzanti”, “Mengoni vocalmente decente? Credevo di averne sentite di cavolate, ma questa è da Oscar”.

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Marco Mengoni e Mahmood una canzone insieme

La risposta dell’utente: poca spiegazione, tanti attacchi

L’account che ha acceso la polemica ha risposto senza spiegazioni tecniche, limitandosi a giudizi molto netti:

“Non mi piace il timbro di Mengoni, ma tecnicamente c’è. È un esempio alla Tiziano Ferro: bella voce, canzoni di merd*”.

E ancora: “L’altro è imbarazzante” (riferendosi a Mahmood, ndr), “Per te che sei abituata alla mediocrità, può essere”.

Alla domanda su chi sarebbe secondo lei la migliore voce maschile in Italia, nessuna risposta.

Mahmood e Marco Mengoni giovanissimi (foto da Dagospia)

Genere e gusti musicali: perché il confronto è inutile

Esaminando il profilo dell’utente, si scopre che ascolta principalmente black metal internazionale, un genere lontanissimo dal pop e dall’R&B in cui operano Mengoni e Mahmood.

Proprio questo dimostra quanto siano futili i paragoni di questo tipo basati solamenete su gusti personali o generi effettivamente distanti anni luce tra di loro.

E poi, diciamolo, questa appare la classica reazione di chi si sente “anticonformista” ad ascoltare certi generi musicali, e deride tutto ciò che ha successo perché definitivo “pop” (genere musicale molto accessibile, orecchiabile, spesso commerciale e pensato per un pubblico ampio. Ad esempio, artiste come: Madonna, Lady Gaga, Ariana Grande, sono considerate pop).

marco mengono mahmood eurovision 2023 finale

La verità è una sola: giudicare voci tanto diverse come “mediocri” è ignoranza

Il talento vocale di Marco Mengoni e Mahmood è sotto gli occhi di milioni di fan e di professionisti del settore. Dunque, etichettare queste voci come “mediocri” o “under average” non è solo una valutazione infondata, ma denota una mancata comprensione della tecnica, dello stile e dell’arte vocale.

È normale non amare un artista, ma etichettare con parole di questo tipo senza argomentare rischia solo di sollevare inutili scontri e alimentare l’assuefazione alla mediocrità, come ironizzava la stessa utente.

Confrontare artisti di generi opposti è come chiedere se sia meglio un dipinto impressionista o uno astratto: la risposta è soggettiva, ma non per questo uno è migliore o peggiore dell’altro.

Piuttosto che giocare a “miglior voce”, sarebbe bello celebrare la varietà e la ricchezza musicale italiana, capace di esprimere tante sfumature differenti. Mahmood e Mengoni sono artisti che si reinventano in continuazione e tengono alta la bandiera della musica italiana nel mondo.

Se per qualcuno questo è “mediocre”, beh, forse è il segnale di un pregiudizio più pesante di qualsiasi critica.

© Riproduzione riservata.

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