Il Consiglio di Vigilanza indipendente di Meta ha annullato la rimozione di un post di Instagram che celebrava le relazioni lesbiche, criticando aspramente la gestione dei contenuti LGBTQ+ da parte dell’azienda e denunciando i “ripetuti errori” nella moderazione dell’espressione queer di sè sui social. Ne dà notizia The Advocate.
Meta e la continua censura di contenuti LGBTQIA+
La decisione presa la scorsa settimana riguarda un carosello di foto pubblicato su Instagram da una pagina dedicata alla visibilità e alla cultura lesbica. Il post presentava fotografie di coppie lesbiche anziane accompagnate da un testo che rifletteva su come generazioni di donne queer abbiano visto le proprie relazioni minimizzate, nascoste o liquidate come “semplici amicizie” anziché essere riconosciute apertamente come relazioni sentimentali. Una delle immagini nel carosello includeva la frase “Toda sapatão é uma potência“, ovvero “Ogni lesbica è potente”. La parola “sapatão”, storicamente usata come insulto contro le lesbiche in Brasile, è stata riconquistata dalla comunità brasiliana come termine di orgoglio e solidarietà. Ma Meta ha rimosso il post in base alle proprie politiche sui comportamenti d’odio perché a suo dire quella parola era incitamento all’odio. Dopo il ricorso presentato da un utente, il Comitato di vigilanza ha esaminato il caso e ha concluso che Meta avesse torto.
“Il caso evidenzia i ripetuti errori di Meta in due aree: l’applicazione di eccezioni alla sua politica sulla condotta d’odio per l’uso di insulti autoreferenziali e/o in modo da rafforzare l’autostima; e la moderazione dei contenuti che coinvolgono i caroselli”,.
Da tempo Meta è aspramente criticata per la censura automatica di contenuti LGBTQIA+ su Facebook e Instagram, perché i sistemi automatizzati faticano a distinguere le reali molestie dall’espressione di sé della comunità. Secondo l’Oversight Board, i revisori di Meta si sono impropriamente concentrati su una singola immagine del carosello anziché valutarne il contesto più ampio, sebbene l’immagine che l’azienda ha poi rimosso non contenesse di per sé l’insulto segnalato. L’Oversight Board ha sottolineato come nel suo complesso il post utilizzasse chiaramente il linguaggio in modo autoreferenziale e positivo, come consentito dalle stesse politiche di Meta. La sentenza ha inoltre evidenziato i persistenti problemi relativi al modo in cui Meta modera i post con carosello, perché se prese singolarmente le immagini possono essere esaminate fuori contesto.
La reazione di GLAAD e di Meta

“Questo caso mette in luce uno schema ricorrente: la soppressione delle voci e dei contenuti LGBTQ sulle piattaforme di Meta”, ha dichiarato un portavoce di GLAAD a The Advocate. “Una delle principali raccomandazioni di GLAAD nell’annuale Social Media Safety Index è che Meta e altre piattaforme debbano formare i moderatori affinché riconoscano e comprendano l’espressione di sé delle persone LGBTQ. Si tratta di buone pratiche di base”. “L’azienda dovrebbe ora affrontare questo problema a livello aziendale per evitare futuri errori”.
Meta ha così commentato la decisione presa. “Accogliamo con favore la decisione odierna del Consiglio di vigilanza. In seguito a una prima analisi, Meta ha rimosso questo contenuto per violazione della nostra politica sui comportamenti d’odio, come stabilito negli Standard della Community di Meta. Tuttavia, dopo che il Consiglio ha portato il caso alla nostra attenzione, abbiamo stabilito di aver rimosso il contenuto per errore e abbiamo ripristinato il post“. L’azienda ha aggiunto che il carosello rendeva omaggio “alle storie d’amore lesbiche delle generazioni precedenti” e ha riconosciuto che il termine contestato appariva “in un contesto riappropriato, positivo e autoreferenziale”. Il Consiglio di Vigilanza, che opera in modo indipendente ma è finanziato tramite un fondo fiduciario creato da Meta, può emettere decisioni vincolanti sulle singole controversie di moderazione e raccomandazioni politiche non vincolanti.
Nel gennaio del 2025, ovvero un mese e mezzo dopo la vittoria elettorale di Donald Trump, Meta ha allentato alcuni punti delle proprie regole sui discorsi d’odio per consentire un maggiore “discorso sul transessualismo e l’omosessualità“. L’Oversight Board ha formalmente raccomandato a Meta di rimuovere il termine “transessualismo” dalla sua politica sulla condotta d’odio e dalle relative linee guida di applicazione, precisando come la formulazione non rispettasse i principi di uguaglianza e non discriminazione. Il termine “transessualismo” è inaccettabile perché inquadra l’identità transgender come un’ideologia, piuttosto che come un aspetto intrinseco dell’identità. Nel mese di marzo del 2026 Meta ha dichiarato di essere ancora “in fase di valutazione della fattibilità” della raccomandazione, a quasi un anno dall’emissione delle linee guida del Consiglio di vigilanza.

