Migliaia di persone trans sterilizzate in Europa, l’inchiesta di Investigate Europe

Negli ultimi 50 anni oltre 11.000 persone trans sono state soggette all'obbligo di sterilizzazioni in soli 8 Paesi d'Europa.

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Investigate Europe, team transfrontaliero multilingue di giornalisti con sede in 12 diverse città europee che realizza inchieste approfondite su vari temi e in più lingue, ha appena pubblicato una nuova inchiesta dal titolo “Il prezzo dell’identità”, dedicata alla sterilizzazione delle persone trans in Europa al fine di ottenere il riconoscimento legale del cambio di genere.

L’obbligo di sterilità

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Per decenni la fertilità è stata considerata il prezzo naturale della transizione di genere. Per cambiare legalmente sesso in gran parte d’Europa si sono richieste procedure invasive che avevano lo scopo di rendere sterili le persone trans, attraverso l’asportazione chirurgica dei caratteri sessuali primari. In Belgio, Repubblica Ceca, Germania, Finlandia, Paesi Bassi e Svezia, scrive Investigate Europe, per autorizzare il cambio legale del genere i legislatori inserirono esplicitamente nei testi di legge il requisito dell’infertilità. La prima norma fu introdotta in Svezia, nel 1972 ed è rimasta in vigore per quarant’anni.

Secondo una stima conservativa di Investigate Europe basata su dati ufficiali inediti, almeno 11.000 persone sono state sottoposte a tali condizioni in questi paesi. Per la precisione, 5400 in Germania, 1809 in Repubblica Ceca, 1412 in Filnandia, 1259 nei Paesi Bassi, 723 in Belgio, 530 in Svezia, 500 in Norvegia e 104 in Danimarca. I dati – provenienti da fonti governative, atti giudiziari e studi accademici – evidenziano l’ampiezza di una politica più volte condannata dagli esperti delle Nazioni Unite e dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, ma rimasta a lungo una realtà in Europa. Nelle leggi di rettificazione legale del genere la parola ‘sterilizzazione’ non compariva, ma i giudici per assegnare il cambio di genere richiedevano la prova di un intervento chirurgico che rendeva sterile. Questo è avvenuto anche in paesi come Cipro, Francia, Grecia, Italia e Romania.

Il caso Italia

Nel nostro Paese la svolta è arrivata con la legge n. 164 del 1982 (Norme in materia di rettificazione di attribuzione di sesso), all’epoca all’avanguardia e oggi obsoleta. 43 anni fa il governo introduceva una procedura per la rettifica del genere nei registri civili, senza mai menzionare esplicitamente la sterilizzazione. Eppure i giudici la interpretarono considerando obbligatoria la rimozione o costruzione dei caratteri sessuali primari, pur di ottenere il riconoscimento legale del cambio di genere.

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Utero, ovaie e testicoli dovevano essere rimossi, perché vigeva l’obbligo di eliminare i gameti. L’idea di fondo era che la persona fosse anormale, malata e non dovesse riprodursi“, ha spiegato a Investigate-Europe la dottoressa Stefania Bonadonna, coordinatrice della Commissione incongruenza di genere dell’Associazione medici endocrinologi. Dieci anni fa, nel 2015, due sentenze storiche: la n. 15138 della Corte di Cassazione del 20 luglio 2015 e la n. 221 della Corte Costituzionale del 21 ottobre 2015. Entrambe hanno finalmente chiarito che l’intervento chirurgico non è una condizione necessaria per cambiare genere nei registri anagrafici. Ci sono voluti 33 anni.

Nel nostro Paese non esiste un registro nazionale che documenti quante persone si siano sottoposte a intervento chirurgico di riassegnazione del sesso. Negli anni ’80 e ’90 non si parlava di infertilità. Nessuno avvisava della sterilità in arrivo. In tal senso, la Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato diversi Stati, tra cui Francia, Romania e Italia, ma solo due di questi hanno risarcito le vittime. La Svezia ha riconosciuto a 530 persone un indennizzo di 225.000 corone ciascuna (circa 20.000 euro attuali). I Paesi Bassi hanno versato 5.000 euro ciascuno a 1.259 persone.

L’autodeterminazione di genere

Negli ultimi anni molto è cambiato. Ci sono Paesi come Belgio, Germania, Lussemburgo, Malta, Portogallo e Spagna che hanno aperto all’autodeterminazione, che permette di cambiare il genere ufficiale con una semplice dichiarazione, senza dover fornire prove di interventi chirurgici o diagnosi psichiatriche. In Italia non esiste una legge specifica sull’autodeterminazione di genere, ma la Corte Costituzionale ha più volte ribadito la necessità che l’ordinamento non ostacoli la possibilità di autodeterminarsi. Sebbene i requisiti di sterilità siano stati aboliti nella maggior parte d’Europa, l’associazione Transgender Europe sostiene che in 12 paesi dell’UE, tra cui proprio l’Italia, siano ancora imposti quelli che definisce “requisiti medici abusivi”, come diagnosi obbligatorie o terapie ormonali che possono condurre alla sterilizzazione.

Fonte: InvestigateEurope

© Riproduzione riservata.

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